Questo piccolo libro dall’aria sofisticata e vintage, che si presenta con una copertina fatta di stoffa e un ovale da cui sbucano due occhi neri e un corpo infagottato, custodisce la storia di una protagonista femminile fragile e spaventata.
di Lani Yamamoto, trad. S. Ragusa, Terre di Mezzo, 2015
Età di lettura consigliata: dai 4-5 anni
I rimedi contro il freddo della ragazzina sono arguti, studiati nel minimo particolare, frutto di calcoli, bozzetti, schemi messi per iscritto ed eseguiti con precisione manichea.
Sola e chiusa nel suo piccolo spazio protetto e silenzioso, Stína diventa via via sempre più immobile e pigra. Fa fatica persino a scendere dal letto e passa le giornate a dormire sotto il piumone.
Il freddo è dentro di lei, è una coperta gigante che la paralizza e la schiaccia.
Il libro è illustrato con uno stile maturo ed elegante, freddo anch’esso, proprio come lo stato d’animo della protagonista: linee a china dettagliate e campiture piatte e opache. Le tonalità scelte, alternate a pagine bianche come la neve, sono quelle proprie dell’inverno e dei classici maglioni di lana: verde bottiglia, arancio scuro, turchese, carta da zucchero, grigio. Stína si muove in un contesto scarno, distante, essenziale.
L’unico contatto con il mondo esterno è rappresentato da una finestra. Una finestra da cui osserva la luna, la neve che turbina, le foglie scosse dal vento. Al di là dei vetri, Stína nota anche due ragazzini che giocano rincorrendosi e lanciandosi palle di neve, senza preoccuparsi minimamente della temperatura. Come fanno? Si domanda basita.
E poi un giorno, un bellissimo giorno, la realtà di fuori e quella di dentro si incontrano. La porta della sua abitazione finalmente si apre per accogliere i due ragazzini visti sulla neve e tutto il loro allegro calore inonda l’ambiente.
Una folata di vento soffia due ragazzini in casa.
Una seconda folata chiude la porta dietro di loro facendola sbattere.
Una contagiosa voglia di fare, di muoversi, di parlare, di condividere giochi e invenzioni travolge improvvisamente la bambina, innescando un profondo cambiamento in lei. Il ghiaccio nel suo cuore comincia a sciogliersi.
Senza snaturare se stessa e sfruttando la sua abilità a intrecciare fili e stoffe, la bambina riuscirà a farsi forza e a escogitare un modo per affrontare le sue paure e uscire all’aperto. Sentendosi al contempo sicura e protetta.
Fuori è silenzioso e freddo. L’aria è ghiacciata, ma quasi non se ne accorge.
Sta nevicando e Stína cerca di prendere i fiocchi di neve con la lingua.
“Le invenzioni antifreddo di Stína” ha ricevuto numerosi premi in Islanda, paese in cui vive l’autrice Lani Yamamoto, ed è stato nominato per il prestigioso Nordic Council Literature Award 2014 come uno dei migliori libri per bambini scritti in una delle lingue nordiche.
Se con l’inglese non avete problemi, qui potete ascoltare la raffinata scrittrice e illustratrice mentre spiega com’è nata la storia.
L’albo ha anche un interessante risvolto pratico, con pagine di spiegazioni passo passo per provare a realizzare da sé babbucce, muffole scaldatazza, berretti scaldateiera, la cioccolata calda di Stìna, lavorare la maglia con le mani senza l’impiego dei ferri.
Ma la vera grandezza di questa storia è la splendida ed efficace metafora usata dall’autrice per raccontare il disagio vissuto da una giovane ragazza del nord, rappresentato da un freddo opprimente e mortale, da cui si può sperare di guarire solamente aprendosi con fiducia agli altri e al mondo.
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