Classificare per arricchire lo sguardo sulla realtà

Abbiamo davvero ancora bisogno di classificazioni e cataloghi dell’esistente? Di libroni corposi che si prefiggono di mettere un ordine all’universo delle conoscenze? Di ordini alfabetici, di liste e di indici? In una parola, abbiamo ancora bisogno di enciclopedie?

Se l’enciclopedia in questione è quella di Adrienne Barman, la riposta è decisamente affermativa!

Basta aprire in modo del tutto casuale una delle sue strane enciclopedie per rendersi conto di quanto valore abbia questo tipo di opera. Per prima cosa, sono i colori ad investire il nostro sguardo; successivamente veniamo conquistati dal tratto e dalla minuzia dei dettagli illustrativi. Solo in terza battuta arriviamo a porre attenzione a come il lavoro è strutturato nel suo insieme, ai raggruppamenti originali e spesso buffissimi che organizzano la materia trattata.

STRANA ENCICLOPEDIA

di Adrienne Barmann, traduzione di Sarita Segre, Rizzoli, 2014

Questa Strana enciclopedia si propone di classificare gli animali. E fin qui nulla di nuovo. Se non fosse che sin dall’immagine di copertina ci si accorge di avere tra le mani un prodotto stra-ordinario. Per la prima apertura siamo indotti scolasticamente a cominciare dall’inizio: facciamo così il nostro incontro con gli animali architetti. Le illustrazioni dal cromatismo dirompente suscitano immediata simpatia, sin dagli occhietti tondi dei Passeri repubblicani che per primi ci adocchiano dalla pagina.

Presto siamo portati ad abbandonare l’ordine progressivo nello scorrere il testo (ordine che i bambini non avranno pensato di seguire nemmeno per un secondo); si procede per ampi balzi in avanti, indietro, verso la fine per poi tornare all’inizio. La voglia di scoprire quali animali siano presenti nella raccolta e come siano raffigurati mette un pizzico di frenesia!

Ma questa è un’enciclopedia e infine è all’ordine e al rigore che ci riconduce. Ecco quindi che nasce quell’urgenza, che solo la curiosità sa suscitare, di rallentare e scoprire il criterio secondo il quale il cinghiale sia accostato all’aragosta, il koala si trovi nella stessa pagina del coyote e lo scarabeo stercorario sia accomunato alla cornacchia. Inutile dire quanto sia entusiasmante venire a conoscenza dell’esistenza di creature come la lumaca banana e la formica pazza!

La classificazione operata dalla Barman è a dir poco inconsueta e non di rado ci strappa un sorriso quando non una fragorosa risata: gli orecchioni, i nervosi, i rosa confetto sono alcuni esempi dei gruppi immaginati dall’autrice.

Andate poi a cercare gli animali del gruppo dei veloci, non potrete non plaudere alla genialità della Barman per come riesce ad illustrarli nel pieno della loro caratteristica identificativa. E che dire del catalogo dei minacciati, con i loro occhioni gonfi di lacrime… perché se rischio l’estinzione piangere è il minimo che io possa fare.

STRANA ENCICLOPEDIA VEGETALE

di Adrienne Barmann, traduzione di Francesca Mazzurana, Rizzoli, 2018

Vivacità, originalità e humor ritornano anche nella successiva STRANA ENCICLOPEDIA VEGETALE, dove la fantasia dell’artista svizzera si scatena questa volta nel regno delle piante e delle specie vegetali.

Anche qui la categorizzazione ideata arricchisce il nostro sguardo poiché posiziona gli elementi della natura entro cornici nuove, particolari e spesso stupefacenti; tale operazione porta infatti ad emersione caratteri speciali dei soggetti trattati. Abbiamo ad esempio il gruppo delle piante patriottiche, simboli ed emblemi di alcune nazioni del globo; troviamo anche le cosiddette trompe-l’oeil, piante dalle forme bizzarre che ci  portano a dire, insieme all’autrice, ma è davvero una pianta o altro? E così via…

Divertendo e ammaliando il lettore, Adrienne Barman assolve non di meno alla funzione primaria di ogni enciclopedia che si rispetti, quella cioè di informare, di divulgare, di fare cultura fornendo dati veridici sugli oggetti di cui si occupa. Ci mette in guardia, per esempio, dalle false gemelle, come il mughetto e l’aglio orsino o la cicuta e la carota selvatica, tossici i primi ed innocui i secondi; anche noi cominceremo a guardarli con estremo sospetto come fanno gli spassosi animali delle illustrazioni.

Immergersi in queste strane enciclopedie produce più di un vantaggio: fa godere gli occhi per la bellezza su cui si posano, stimola a guardare il reale cercando connessioni insolite e ardite consonanze, amplia certamente le nostre conoscenze generali. Soprattutto fa venire voglia, una volta chiusi i libri, di andare a cercarle quelle piante, quegli animali, perché se sono su quelle pagine saranno anche da qualche parte nel mondo. Se un’opera letteraria sa generare questo, ancor di più se lo genera nell’animo dei bambini, è proprio il caso di non farsela sfuggire.

L’età indicata dall’editore per la lettura di questi testi è dai 6 anni ma, come spesso accade, l’esperienza dimostra che non ci sono limiti al fascino che un libro può suscitare: mia figlia di diciotto mesi non fa passare giorno senza dare una sbirciatina a questi sorprendenti volumi. Prima l’uno e poi l’altro.

Se vi piacciono queste Strane Enciclopedie, potete richiederle alla vostra libreria di fiducia o, se scegliete di acquistarle on line, seguite i link:

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Paola Toniolo

Laureata in Consulenza pedagogica e ricerca educativa, lavoro come educatrice in un asilo nido. Collaboro con l'Associazione il Melograno, sede di Gallarate, realizzando percorsi per bambini e adulti di scoperta e sperimentazione con la letteratura per l'infanzia. Sono volontaria Nati per Leggere. Ho due bimbe. Amo moltissimo giocare e improvvisare con i materiali, con il corpo, con la voce.

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