Più cerco di tracciare delle “linee guida”, una sorta di vademecum del “lettore ad alta voce perfetto“, più mi rendo conto che ognuno dei professionisti interpellati in questo ciclo di interviste dedicate alla lettura a gruppi di bambini, adotta criteri personali, stili e modalità di lettura propri, senza rifarsi ad alcun manuale d’uso o prontuario di riferimento.
Riconosco però in tutti loro un tratto comune: sono, ciascuno in modo diverso, degli artisti. Le persone che leggono ad alta voce a gruppi di bambini con metodo, continuità e professionalità, hanno una vena artistica spiccata. Sanno interagire con il loro giovane pubblico con spigliatezza e bravura; sanno divertirli, affascinarli con le parole e gli sguardi; sanno mettere in gioco loro stessi con naturalezza e disinvoltura, senza creare barriere e filtri.
L’artista-lettrice che vi presento oggi è Anna Sicilia, che ha iniziato a leggere ad alta voce quando è nata la sua prima figlia ed i libri per l’infanzia l’hanno letteralmente folgorata. Tra una poppata e l’altra ha cominciato a “scaldare” la voce e, dopo aver superato a pieni voti l’esame con la sua bimba, è passata ai bimbi degli altri, facendo della sua passione una professione. Nel frattempo la sua famiglia si è allargata e i libri sono diventati sempre più di casa. Non perdete la sua presentazione completa in fondo alla pagina. È brillante e arguta come lei!
Probabilmente perché sono una bambina anche io e amo ritrovare nei loro occhi la stessa emozione che sento in me davanti a quei libri, a quelle pagine. Tra me e loro si crea empatia e complicità e prenderli per mano e condurli in questi viaggi della fantasia mi riempie di gioia ed energia. Questo è quello che mi piace di più, e che mi fa tornare a casa dalle letture, ogni volta, col sorriso sulle labbra e sul cuore. E poi, sicuramente, perché io adoro i libri, anzi direi che li venero.
Sicuramente non deve essere un contesto troppo caotico e con distrazioni che esercitino un eccessivo fascino sui bambini. Leggere d’estate in un parco giochi con i gonfiabili a due passi direi che è una grandissima sfida per ogni lettore e per ogni libro! Per quanto riguarda il numero dei bambini, più l’età dei bambini è bassa, più piccolo deve essere il gruppo per consentire al lettore di intrattenere una forte relazione con ogni bambino. E poi più c’è silenzio, meglio si lavora. Spesso chiedo ai bambini di urlare ai loro genitori, prima di iniziare a leggere, un sonoro “Mamma! Papà! Silenzio per favore!”; perché di rado sono i bambini a chiacchierare tra loro…
I libri che mi piacciono. Riesco a leggere bene solo quelli, perché io leggo ai bambini la mia emozione e se la mia emozione non c’è, la mia lettura non è credibile.
Ai piccoli propongo albi illustrati con storie lineari che siano facilmente comprensibili per un ampio pubblico e dalle illustrazioni pulite e chiare. Mi piacciono gli albi illustrati dove la bellezza della parola scritta va di pari passo con quella delle illustrazioni e dove c’è un perfetto equilibrio tra parola e immagine.
Ai più grandi propongo spesso fiabe classiche perché la mia esperienza di lettrice proprio da quelle è partita sull’onda della lettura entusiasta e illuminate de “Il mondo incantato” di B. Bettelheim. In questo caso mi avvalgo del supporto visivo di tavole disegnate per me da un artista che ripercorrono i momenti salienti delle fiabe o di oggetti che fissano nel concreto dei passaggi fondamentali. Nel Lupo e i sette capretti, per esempio, finisco il racconto che sembro una mugnaia, ricoperta di farina!
E non dimentichiamo i grandi autori italiani come Rodari e Denti, che sono scomparsi ma sono comunque sempre con noi, e la cui memoria io provo sempre a tenere viva leggendo almeno una loro storia in ogni lettura che propongo. Amo iniziare e concludere gli incontri con delle filastrocche e amo leggerle perché stupiscono e provocano spesso il riso dei bambini, e questo è quanto di più bello io possa sperare!
Credo che la mia peculiarità sia quella di creare una speciale relazione coi bambini, per questo cerco di scegliere sempre libri per me di qualità indiscussa, che li mantengano vivi nell’interesse. E per questo motivo li interpello spesso durante la lettura rendendoli protagonisti attivi di ogni libro.
Gli albi li leggo mostrando sempre le immagini ai bambini e leggendo il testo, cercando il più possibile di variare la voce per ogni personaggio che entra in scena e coinvolgendoli ogni volta che il testo lo permette. Nelle fiabe, come spiegato sopra, uso oggetti e tavole dipinte da un’artista con sabbia e tempere. Mi sono avvalsa per anni anche della collaborazione di un polistrumentista cha accompagnava le mie letture con grande gioia di grandi e piccini.
Inizio e concludo con una canzone o con una filastrocca; leggo tanti libri quanti i bambini hanno voglia di sentirne (difficilmente leggo per meno di un’ora e mezza), oppure racconto una fiaba spesso nella sua versione originale per intero.
Dopo la lettura, lascio sempre i libri a disposizione dei bambini che possono sfogliarli in tutta tranquillità. Vedere che hanno voglia di soffermarsi ancora su quelle pagine, da soli o chiedendo ai genitori una nuova lettura, è una grande vittoria. In quel caso sento veramente di essere riuscita nel mio intento: far nascere e crescere in loro l’amore per i libri! Evviva!
I bambini ti chiedono: “Ancora un libro! Ancora un libro!” quando è già più di un’ora e mezza che glieli leggi… Se hanno voglia di fermarsi a chiacchierare con te dopo la lettura e ti raccontano le loro avventure e ti chiedono della tua vita. Se i genitori fotografano i libri che hai proposto ai loro bambini. Se ti chiedono consigli di lettura per i loro piccoli. Se sono tutti per terra a leggerli e rileggerli, leggerli e rileggerli.
Il caos, le distrazioni, la maleducazione di grandi e piccini che non rispettano le regole del gruppo e il senso del limite. Una classica interruzione molto sgradita è quella di un papà, una mamma, un nonno, nonna, baby sitter, zio o zia che, nel bel mezzo di una lettura affollata, si presenta con un gelato o con un pacchetto di patatine per il “suo” bambino, facendosi strada tra tante piccole teste. E a quel punto che succede? Si ricordano tutti di avere fame e comincia un andirivieni disturbante sia per il lettore che per i piccoli uditori. La lettura è in parte rovinata.
Cercando il contatto visivo, chiamandoli per nome (io li “etichetto” sempre tutti prima dell’inizio di ogni lettura), non facendo mai mancare la relazione.
Qualche volta sono incappata in lettori che parlavano piano, mangiandosi le parole, senza alzare mai lo sguardo dal libro e cercare quello dei bambini, come se stessero leggendo a se stessi e non a un piccolo e competente pubblico.
Può essere utile ma non necessario. Se il gruppo è molto grande, la scenografia aiuta maggiormente a rendere magica l’atmosfera e a catalizzare l’attenzione; viceversa, se il gruppo è piccolo, un laboratorio è sempre cosa buona e giusta da proporre per stimolare i bambini a creare con le loro mani e con la fantasia qualcosa da riportare nel loro quotidiano che gli parlerà di libri e letture.
Anna si laurea in Lettere Moderne con una tesi sulla poesia di Vivian Lamarque al nono mese di gravidanza con l’ambulanza ad aspettarla fuori dall’aula magna e, a seguirla, la grande apprensione di tutta la commissione.
Nata la splendida bambina, Vivian le spedisce per festeggiarla una copia autografata de “La gallinella disperata” con una dedica per la minuscola Matilde. Così si spalanca per la neomamma la porta magica della letteratura per bambini. Si immerge con la piccina in carrozzina in biblioteche e librerie e scopre un mondo affascinante e incantato.
Matilde poppa e cresce, cresce e poppa e la mamma legge, legge, legge e nutre se stessa e la piccina di bellezza. Le orecchie di Matilde sono sempre attente e pungolo per cercare nuove e stimolanti letture. Una mamma che presta la voce, una bimba che presta l’ascolto, sinfonia perfetta. Per anni. Almeno tre.
I bimbi diventano due. Poi tre. Aumenta la famiglia, la casa è invasa dai libri e dai giochi, dai passeggini, dai biberon e dai seggioloni. E dai cani. Dai gatti.
Nel frattempo la mamma continua a prestare la voce ai libri, ma le orecchie che stanno ad ascoltarla si moltiplicano. Non solo in casa. Di una passione si prova a farne una professione, tra mille difficoltà e gioie, con un pancione che va e uno che viene, tra una poppata e l’altra, una notte insonne e l’alba che arriva sempre troppo presto, le febbri e le convulsioni, la varicella e la tonsillite…
Molti i luoghi in cui mamma Anna porta a spasso i suoi libri, tante collaborazioni intense e fruttuose, spunto di idee luminosissime. La libreria dei ragazzi, il Castoro Edizioni, l’Aperitivo in Fiaba e gli occhi di Germana, che è volata via per sempre, gli strumenti magici di Giovanni Melucci, le scuole, le biblioteche, le sagre e le mostre… Qualche successo e insuccesso, un lungo periodo di pausa per eccesso di stanchezza dato dal gran carico della cura famigliare, code comprese.
Però al cuor non si comanda, e si torna sempre ai libri, sempre a leggerli ai bambini.
Mi hanno ritrovata, mi sono ritrovata.
E ora non smetto più. Giurin giuretta.
A Carla Colussi
Al Semaforo Blu
A Giulia Mirandola
A Leyla Vahedi
A Giorgia Golfetto
A Carla Ghisalberti
A Sonia Basilico
A Chiara e Francesca Cavallaro
A Giuseppe Grossi
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