Lev della radura, un racconto con Tolstoj è il racconto omaggio a un uomo, a un artista complesso dalla vita travagliata e intensa: lo scrittore Lev Tolstoj.

L’autrice dichiara che non può considerarsi una biografia ma una storia su Tolstoj, una storia che sembra le sia stata sussurrata dalla Terra che lo ha visto nascere e crescere, da quella Terra che oggi lo accoglie nel suo grembo e che ha soffiato un vento di suggestioni sino al cuore dell’autrice.
Ha setacciato, ha lavorato di cesello e sottrazione per racchiudere in un racconto di 108 pagine la lunga vita di un uomo colto, curioso, che amava l’arte in tutte le sue espressioni. La sua scrittura felice sa raccontare con mano lieve questo immenso personaggio a bambini e ragazzi.

Il racconto dalla giovinezza alla morte scorre avvincendo, la lettura fluisce, è un racconto elegante, sofisticato mai però manierato, sempre schietto e sincero. Usa raffinati escamotage narrativi per introdurre i giovani lettori alle trame dei suoi capolavori che noi tutti speriamo possano incontrare durante il loro cammino al momento giusto, laddove qui già godono di un assaggio e presagio di bellezza.

Le storie di questi capolavori si innestano nel racconto con tecnica cinematografica: all’improvviso i personaggi appaiono in primo piano e si presentano, per poi allontanarsi in dissolvenza e lasciare spazio all’uomo Lev. Tutto questo si espande nelle sublimi tavole di Pia Valentinis.

Molti i temi importanti che si incontrano nel racconto, temi fondanti per l’uomo, temi che diventano quasi dolenti durante quel tempo che definiamo l’età d’oro e poi l’adolescenza, ma che necessariamente ci accompagnano per tutta la vita. Primo fra tutti la ricerca della felicità e l’esperienza dell’infelicità in un percorso circolare.

È pregnante il tema della natura e la sua profonda relazione con essa, tanto che l’autrice lascia che sia la Terra a raccontarlo. Sappiamo d’altronde che incontrare Rousseau nelle sue letture fu determinante.

Alcuni passaggi toccano punte di lirismo, ci si sente parte del cosmo e in connessione con esso e, seppure sottotraccia, l’idea di umwelt quale spazio di empatia con l’ambiente si insinuerà nella mente del giovane lettore incontrando il racconto del percorso di Lev da cacciatore a vegetariano.

Il tema della giustizia e dell’ingiustizia. Tolstoj fu sconvolto nell’assistere a una esecuzione capitale a Parigi e da allora la sua visione di giustizia cambiò. Si batté per ciò che credeva giusto, si batté contro ciò che credeva ingiusto e più volte vi furono autorità che invocarono per lui manicomio e galera.

Altro tema che attraversa Lev della radura è l’educazione, la cultura, quel vento che tutto cambia (che splendida metafora), e la libertà di apprendimento alle quali Tolstoj dedicò molta parte della sua vita nella scuola che aprì all’interno della sua tenuta Jasnaja Poljana.

È evidentemente un libro raffinato: sofisticato il testo, le illustrazioni, la fattura, e saremmo tentati di definire questa scelta coraggiosa, ma no, io non vorrei proprio usare questo aggettivo, dirò invece che autrice, illustratrice ed editore hanno fatto bene il loro lavoro offrendo il meglio ai ragazzi.

Lev della radura è anche un racconto filosofico, un romanzo di formazione che parla della ricerca del proprio posto nel mondo.

Facilmente si potrebbe cedere alla tentazione di collocarlo tra gli inviti alla lettura di Tolstoj, ma sarebbe svilente, lasciamo che sia semplicemente una magnifica lettura, un bel racconto che avvince e seduce, per poi un giorno scoprire quale traccia avrà lasciato quando sarà il momento di incontrare i personaggi di Lev nelle sue opere. L’autrice con grazia ed eleganza, assecondata da Pia Valentinis, prende per mano e conduce il giovane lettore nella vita di un gigante della letteratura con commovente sensibilità nei confronti dei destinatari.

Qualche giorno fa l’ho prestato a una mia giovane amica, studentessa e studiosa di letteratura per ragazzi, che quando me lo ha restituito mi ha confessato di averlo letto tre volte, mai paga di quella scrittura, di quelle descrizioni.

È questo l’effetto che produce la letteratura, quella che non necessita di aggettivi e collocazioni.

Buona lettura.

Lev della radura

di Federica Iacobelli, illustrato da Pia Valentinis, edito da RueBallu, Palermo, 2020, Collana Jeunesse 8+

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Francesca Mignemi

Libraia appassionata di letteratura per l’infanzia, sono zia, ruolo che prendo molto sul serio! Promotrice della lettura, lettore volontario Nati per Leggere. Leggo sempre, amo parlare di libri e scriverne! Se mi chiedete di leggere a bambini e adulti io arrivo con una borsa di libri! Da bambina sognavo di diventare giudice minorile, lavorare in un’organizzazione non governativa a tutela dei diritti dell’infanzia, oltre che direttore d’orchestra e ballerina! Dopo un diploma in lingue, studio giurisprudenza poi nel 2000 decido che una delle mie passioni, i libri, diverrà il mio mestiere. Mi formo alla Scuola Librai UEM e seguo i corsi dell’Accademia Drosselmeier: Scuola per librai e giocattolai e centro studi letteratura per ragazzi. Da allora non ho mai smesso di studiare. Ho letto tutto (o quasi) su e di Rodari, Munari, Astrid Lindgren e Jane Austen.

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