Il 4 ottobre del 2018 a Cagliari si aprì la XIII edizione del Festival Tuttestorie, una delle rassegne di letteratura per bambini e ragazzi più interessanti del panorama nazionale, dedicato in quell’occasione al tema dei desideri. Da che questa manifestazione esiste, la scrittura dei suoi titoli, inni, testi e rime porta la firma di Bruno Tognolini che per il Festival dei Desideri scrisse le cosiddette quartine dei “Magari”.
Anticipate su Facebook dall’autore nei giorni precedenti l’avvio del Festival in una sorta di conto alla rovescia poetico, fattesi poi corpo e voce nel quotidiano responsorio dei magari, il festoso rituale collettivo che è stato celebrato ogni mattina ed ogni sera per aprire e chiudere le singole giornate di Tuttestorie XIII (al link è possibile vederne qualche breve sequenza), le quartine approdano infine nelle librerie sotto forma di albo illustrato a distanza di tre anni esatti dall’evento per cui e in cui sono nate.
di Bruno Tognolini, illustrazioni di Giulia Orecchia, 56 pagine, Camelozampa 2021, contiene il QR CODE dell’audiolibro con la lettura di Bruno Tognolini – Età di lettura consigliata: dai 3 anni
Le 23 filastrocche contenute nel libro hanno tutte la medesima struttura, quattro versi in rima baciata, e ruotano attorno ad una parola chiave, incipit e chiosa di ogni quartina nonché titolo dell’intera raccolta: magari.
Come Tognolini ha avuto modo di spiegare a più riprese, questa parola è stata scelta per la sua capacità di condensare in un solo e popolare vocabolo tutta la forza di un auspicio, di una speranza di felicità. È pur vero che spesso, nell’uso colloquiale, assume una coloritura negativa, di sfiducia; “magari” lo diciamo sospirando o con una smorfia sul viso, quando riteniamo che qualcosa di ambìto sia di fatto altamente improbabile. Ma il poeta ci invita a ricordare e sostenere il significato che gli è primo e proprio, direttamente connesso al suo etimo greco: “makariòs”, felice, “felice io sarei se…” e che afferisce ad un atteggiamento positivo, vòlto al sì o alla proposta, un atteggiamento che è bello sentire così vivo nella nostra lingua. Dovendo dunque scrivere dei versi per un Festival dedicato ai desideri, magari è parsa essere la parola ideale da cui partire, capace com’è di dispiegare al contempo l’ala del suono, anche in vista della destinazione per cui era pensata, cioè l’essere pronunciata ad alta voce da tante persone tutte insieme durante le giornate di Tuttestorie, e l’ala del senso, tanto care a Tognolini; è così che la poesia può prendere il volo ed arrivare lontano.
I desideri ai quali Tognolini dà voce in questi versi vanno dai più intimistici e personali a quelli più collettivi ed assoluti: c’è il desiderio della pace in Palestina e quello della pace nel nido della propria famiglia, quello di una scorpacciata in compagnia di uno zio prodigo e goloso e quello della parità fra i generi almeno nel gioco. Si passa in un giro di pagina dal materiale all’emotivo, dal particolare al generale, dal privato al globale, così come fanno davvero i bambini se interrogati su che cosa desiderino, capaci come sono di avere nel cuore contemporaneamente se stessi e gli altri, vicini o lontani che siano, la piú immediata (e un po’ egoica) voglia personale e lungimiranti auspici di bene che puntano molto oltre il proprio orizzonte (interessante a questo proposito la lunga lista dei desideri dei bambini e delle bambine compilata dall’Ufficio Poetico di Tuttestorie consultabile a questo link.
Tognolini suggerisce ai bambini, e non solo, come esprimere al meglio i propri desideri e spinge a dar loro forza e legittimità, a cercare per loro (e dunque per noi) parole belle, con cui possano “suonare bene” e che facciano venir voglia di pronunciarli a voce piena, che è un primo modo per renderli veri. Ed è quello che l’autore stesso fa a nostro vantaggio: in fondo all’albo infatti si trova un QR code che indirizza all’audiolettura ininterrotta di tutte le filastrocche più una breve introduzione; i testi sono letti proprio da Tognolini, il cui “canto” è assolutamente inconfondibile, accompagnato da un coro di bambini.
Ad aggiungere bellezza alle parole, ci sono le ampie e coloratissime tavole illustrate di Giulia Orecchia, con la quale l’autore sardo ha avuto per diverso tempo in cantiere questo progetto (sul suo sito, ci racconta le vicissitudini editoriali che ne hanno ritardato l’uscita[1]). Le illustrazioni sono squillanti e si impongono visivamente con accesi cromatismi, paiono quasi voler anch’esse “strillare”, a loro modo, dalla pagina.
Le quartine dei “Magari” sono uscite a marzo 2022 anche in lingua inglese per l’editore americano Red Comet Press; Imagine! Ryhmes of Hope to Shout Together (traduzione di Denise Muir).
Quanta strada hanno percorso in poco più di tre anni! E quante cose sono accadute da allora, cambiando lo scenario di riferimento del nostro desiderare…
Chi avrebbe immaginato, in quel tiepido ottobre sardo del 2018, tutto quel che ci sarebbe toccato di lì a poco? Reduci come siamo da due anni di dura messa alla prova, non ancora del tutto terminata, e di fronte oggi ad una nuova e ancor più inaccettabile catastrofe umanitaria, abbiamo ancora voce e fiato per i nostri “magari”? La poesia, arma di pace e antidoto contro l’insensatezza delle cose, fa la sua parte nel tenere accesa la fiducia. Ce la faremo, anche questa volta, a conservarci un po’ umani?
Magari!
Ed è, più che un augurio, una preghiera.
[1] Invito a curiosare sul sito ufficiale di Bruno Tognolini BRUNO TOGNOLINI. Poeta e scrittore per bambini e per i loro grandi. Homepage., che lui stesso definisce pieno di stanze come una biblioteca di Borges, ricchissimo di scritti, materiali, riflessioni e curiosità su tutto il suo lavoro, edito e non.
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