Sabato scorso ho partecipato al Convegno #15anniNpL: “15 anni di Nati per Leggere“, che si è tenuto a Roma presso la Biblioteca Nazionale. Una giornata di festeggiamenti, sì, per tutta la strada percorsa fino a questo momento e gli importanti traguardi raggiunti, ma anche un punto di partenza per definire nuovi ambiziosi obiettivi e riuscire a cambiare la vita di tante altre famiglie italiane.
Sintetizzo i 4 punti fondamentali del progetto Nati per Leggere:
Gli interventi che si sono succeduti sono stati numerosi: hanno preso parola i fondatori di Nati per Leggere, i Presidenti delle associazioni AIB, ACP e CSB, alcuni referenti e operatori regionali, gli esponenti di IBBY Italia e Cepell, le responsabili del coordinamento nazionale e della comunicazione, alcuni genitori e lettori volontari.
Ecco alcuni passaggi del convegno che ho fissato nel mio blocco di appunti:
Uno degli interventi più densi e illuminanti a parer mio è stato quello del dottor Giancarlo Biasini, di cui vi riporto qualche estratto:
“Nel 2005 il National Institute of Child Health pubblicò il volume Child Care and Child Development. Fu l’inizio del grande capitolo dell’Early Child Development. Si correggeva l’antico concetto della immodificabilità delle tappe geneticamente prefissate nello sviluppo e si affermava il concetto dell’ambiente contagioso e della partecipazione dell’ambiente e dello stesso bambino al suo stesso sviluppo. Il contagio ambientale si sostanzia negli interventi precoci dei primi 1000 giorni sui quali abbiamo fondato gran parte della nostra informazione”.
E ancora:
“Appena un mese fa è uscito il documento programmatico della regione europea dell’OMS per il 2015-2020. Vi si legge che ‘Il comportamento, la cultura che circonda il bambino nei primi tempi della vita hanno effetti che si prolungano nella vita adulta. Il sostegno in questo periodo è cruciale ed è un diritto del bambino’.
Vale la pena ripetere che il sostegno di cui si parla per i primi è 3 anni è un ambiente ricco di risorse. In famiglia: parole, letture, gesti, sorrisi, suoni, rapporti corporei e sguardo/sguardo; nella società: aiuto alle famiglie con buona scuola, asili nido, rete di biblioteche; nel sistema sanitario nazionale: aiuto alle famiglie con buone nascite e buone presenze successive.
In Nati per Leggere si sostanzia buona parte degli interventi precoci perché la lettura condivisa è fra le più ricche di “stimoli: la voce e le parole, il rapporto corporeo, i rilanci conversazionali, l’osservazione congiunta del libro e quindi il rapporto sguardo/sguardo e il rapporto con l’ambiente sonoro di cui si occupa Il progetto Nati per la Musica nato come filiazione di NpL”.
E infine:
“Contemporaneamente alle neuroscienze, l’economia nella seconda metà degli anni 2000 ci ha confermato il valore economico di ciò che facciamo. Il premio Nobel per l’economia James Heckmann ha confermato il vantaggioso ritorno del capitale investito nei vari tempi della vita scoprendo i maggiori vantaggi degli investimenti nel periodo prescolare e ancor più in quello prenatale”.
Conferme su conferme su conferme. Ma a quanto pare non bastano per convincere le istituzioni italiane a investire seriamente e programmaticamente negli interventi precoci a favore dell’infanzia…
Ho trovato molto interessanti anche i contributi offerti da Perri Klass, pediatra, docente universitaria di giornalismo e presidente dell’americana Reach out and read, fondata nel 1989, e di Viv Bird, CEO di Booktrust (Regno Unito), che nei loro paesi sono riusciti ad abbattere tante barriere e hanno ottenuto risultati incredibili in termini di alfabetizzazione, accesso ai libri e alla lettura da parte delle famiglie più svantaggiate. Sono rimasta molto impressionata da un dato: grazie al programma Bookstart, l’organizzazione inglese è riuscita a donare al 99% dei neonati i suoi “bookstart packs“, ovvero i pacchi contenenti libri e istruzioni per leggere in famiglia. Wow!
Nel corso della mattinata è intervenuta al convegno anche Rita Valentino Merletti, scrittrice, docente ed esperta di Letteratura per l’infanzia. Non vedevo l’ora di conoscerla di persona e di ascoltare le sue riflessioni. Ecco quelle evidenziate nel mio quadernone:
Il saluto di Rita Valentino Merletti, affidato alle parole di Bruno Tognolini, è stato emozionante:
Sono un bambino, sono il tuo dono
Prima non c’ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
Devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
E sono qui perché tu mi hai chiamato
Come sarà l’orizzonte che tracci
Dipende da come mi abbracci
(Filastrocca del bambino futuro, Bruno Tognolini)
Abbracciare un bambino significa donargli tempo insieme, voce, lettura condivisa. Ci avevate mai pensato?
Voi abbracciate mai i vostri bambini con i libri?
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