Credo che “Noi siamo tempesta” di Michela Murgia dovrebbero leggerlo prima gli adulti dei bambini, poichéaiuta a conoscere il nostro recente passato, il tassello fondamentale dal quale partire se vogliamo provare a comprendere la realtà di oggi.
Una realtà complessa, che deve essere conosciuta per poter essere spiegata ai nostri figli e non semplificata o banalizzata. Perché sono convinta che alle domande dei più piccoli si debba rispondere con attenzione e serietà, affinché possano comprendere in modo consapevole.
di Michela Murgia, Illustrazioni di The World of Dot, con un fumetto di Paolo Bacilieri, Salani Editore, 2019
Età di lettura suggerita: dai 10 anni
Michela Murgia ha scelto di raccontare sedici avventure collettive sapendo che “l’eroismo è la strada di pochi, ma la collaborazione creativa è un superpotere che appartiene a tutti”.
La storia è piena di esempi che ci dicono come le cose che contano siano sempre state fatte insieme. A fare la differenza sono e restano le persone perché, in fondo, la vita di tutti i giorni è, o è stata, costellata da imprese importanti portate avanti molto spesso da individui che hanno avuto la forza e il coraggio di unire le idee, mettersi insieme e fidarsi.
Sembra semplice ma, se ci pensiamo bene, è la più grande rivoluzione che possiamo immaginare.
In questo libro si legge per esempio di come è nata Wikipedia, che ha cambiato i paradigmi della conoscenza. Una enciclopedia creata dal basso, una vera e propria opera comune alla quale tutti possono contribuire condividendo informazioni e nozioni rendendo libera la cultura. Oppure della caduta del muro di Berlino, che ha segnato la fine di un’epoca. O ancora si narra delle madri di Plaza de Mayo, che hanno saputo dare un segnale di presenza fortissimo attraverso la semplicità di un fazzoletto bianco. C’è anche spazio per la nave Mare Jonio, che aiuta a parlare di accoglienza e diritti, così come la Stazione Zoologica di Napoli, senza la quale oggi non potremmo avere lo stato e l’evoluzione della scienza biologica.
Sedici storie tutte vere e allo stesso tempo tutte inventate, come riporta l’introduzione. Vere perché realmente accadute, inventate perché nessuno o quasi le racconta e l’autrice, in questo senso, ha scelto di concedersi qualche libertà narrativa.
Un libro che non vuole essere fedele alla cronaca ma alla vita e questo credo sia il senso più profondo che vorrei far arrivare anche a voi.
Questo è un momento di crescita particolare per mia figlia. Un passaggio che non aspettavo ma che ho accolto con la serenità costruita insieme in questi anni.
Le domande che mi fa non sono più i perché di una bambina che si affaccia al mondo con gli occhi della curiosità ma sono le domande di una bambina grande, come dice lei, che vuole capire quello che succede, quello che vive, quello che sente ogni giorno attraverso la radio o la televisione.
Sono le domande di una bambina attenta che coglie i disagi di una società in cui a farla da padrone sono, molto spesso, il non rispetto, o peggio, l’odio.
Ho pensato a questo libro sapendo che le storie sono un espediente fondamentale per la crescita dei bambini e perché parlare di storia, diritti, principi, conquiste può non essere facile nemmeno per un adulto.
Volevo un testo che mi permettesse di rispondere alle sue domande evitando di trasferire un giudizio o un pregiudizio.
Volevo un testo che fosse piacevole da leggere insieme, ma che potevo anche consegnarle per viverlo da sola, cercando le sue risposte.
Un libro che nasconde, nella semplicità della narrazione, messaggi importanti che possono essere colti e fatti propri un poco alla volta.
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