Da quando è nato Andrea tutti mi chiedono: “E la sorella come l’ha presa? Come sta?”.
Ilaria ha accolto con gioia il fratellino e ci sembra serena, affettuosa, curiosa nei suoi confronti. C’è solo un cambiamento significativo nelle sue abitudini: non ne vuole più sapere di dormire in camera sua. Dall’arrivo di Andrea, lei si rifiuta di passare la notte nel suo letto. Quello che ci sembrava un obiettivo conquistato e acquisito senza eccessivi sforzi (dorme in camera sua da quando ha sette mesi), è stato rimesso in discussione nel giro di pochi giorni.
Così ci troviamo tutti nel lettone (il piccolino nella culla accanto a me, Ilaria in mezzo a mamma e papà), a riempirci di abbracci, coccole e… calci. Per il momento assecondiamo questa sua richiesta di vicinanza e attenzione, ma con mio marito stiamo cercando pian piano di convincerla a tornare alla normalità. Forse il nuovo letto “da grande” che abbiamo ordinato, con le coperte delle principesse, la persuaderà. Staremo a vedere.
Fatto sta che da circa un mese a questa parte le letture della buonanotte avvengono nel lettone, spesso mentre allatto il piccolo. Se Andrea è però particolarmente agitato, stanco o irrequieto, lascio che sia Antonio a leggere ad alta voce a Ilaria. E il libro preferito del papà in questo periodo è un albo giocoso e pieno di scintille da poco pubblicato da Babalibri:
Tomoko Ohmura, trad. di Elisabetta Scantamburlo, Babalibri, 2015
Scritto e illustrato dalla giapponese Tomoko Ohmmura, l’albo ricalca il simpatico meccanismo già usato nel precedente “Tutti in coda!“, uscito nel 2011. Se allora ci trovavamo di fronte a un’infinita coda di animali, uno dietro all’altro, dal più piccolo al più grande, diretti non si sa dove (con finale a sorpresa), questa volta a mettersi in riga sono cinquanta veicoli (con relativi conducenti), bloccati nel traffico.
La storia comincia con la domanda di un bambino sul triciclo: Che succede?. Un segnale stradale di fronte a lui avvisa: “Ci scusiamo per il disagio”… sembra che sulla strada sia capitato qualcosa. Andiamo a vedere!
Giriamo pagina ed ecco comparire una raffica di persone bloccate in una lunghissima fila. Il bimbo col triciclo si ritrova alla fine della coda, e si incolonna. Davanti a lui, altrettanto stupiti per quel blocco stradale, tanti altri ragazzini e adulti, ognuno su un mezzo di trasporto diverso. C’è chi viaggia sui pattini, chi sul monopattino, chi in bicicletta, chi sul carrello della spesa e chi si muove sulla sedia a rotelle.
I vari personaggi interagiscono tra di loro, ansiosi di sapere quello che sta accadendo e rivolgendosi l’un l’altro la stessa domanda: Sa cos’è successo? Mentre un vigilante cerca di riportare la calma, la curiosità aumenta e qualche autista comincia a perdere la pazienza: “Non posso più aspettare”, dichiara il motociclista rombando con la sua moto e deviando dalla strada principale.
La bellezza dell’albo sta nella ricchezza dei veicoli presentati, disegnati con grande precisione, il bordo spesso e i colori decisi, tutti ripresi di profilo, ma soprattutto nella varietà di uomini, donne e bambini che vengono raffigurati: ciascuno con la propria personalità e un modo di reagire all’imprevisto differente. C’è il camionista addormentato (dev’essere abituato ad aspettare…), il bimbo impaziente che vorrebbe affrettarsi per andare a vedere, il signore arrabbiato che impreca sulla betoniera, il postino rassegnato e l’uomo delle consegne che decide di scendere dal furgone e portare i pacchi a piedi.
Ed è divertente osservare le reazioni a catena che provocano i comportamenti dei guidatori e dei passeggeri. Per esempio, quando dal camion per trasporto animali (veicolo n. 26) saltan giù i maialini, i bambini sullo scuolabus a fianco si affacciano dai finestrini con gli occhi sbarrati e i porcellini diventano l’attrazione del momento.
E poi c’è il tema principale della storia che tiene tutti col fiato sospeso: cos’è successo veramente? Cos’ha provocato questa enorme fila di mezzi di trasporto e di persone?
Man mano che la narrazione prosegue si ingigantisce la curiosità e la mole dei veicoli che si susseguono. Si avverte un pericolo che si sta facendo via via più imminente: sul luogo è presente persino la tv che sta dando la notizia in diretta, il camion dei pompieri, l’ambulanza, il pronto soccorso medico, la polizia, l’esercito, l’autogru… E’ un crescendo di urgenza, di fretta, di scompiglio, di preoccupazione.
Presto ritorneranno tutti alla normalità. Ma nel frattempo che avventura strabiliante hanno vissuto!
Il gusto che si prova durante la prima lettura, in un albo tutto giocato sull’effetto del finale a sorpresa come questo, è ineguagliabile. Ma vi assicuro che scoprirete tanti altri validi motivi per tornare spesso su questa scanzonata storia: il piacere dei bambini di imparare e nominare i mezzi di locomozione, il vivace scambio di battute fra i personaggi in mostra, il gioco di indovinare a ricordare quale veicolo verrà subito dopo, o di riconoscere l’indizio lasciato dall’autrice che sempre ci fa intravedere, alla fine di una pagina, un pezzettino del veicolo che comparirà in quella successiva.
Divertente e movimentata anche l’impaginazione dei testi, alcuni inseriti nei balloon tipici dei fumetti, altri scritti in verticale, altri ancora in obliquo. Anche loro in continuo movimento, instabili, scombussolati, come i protagonisti del racconto.
Infine, nella pagina conclusiva, troviamo l’elenco dei 50 veicoli illustrati nel libro, con i rispettivi numeri associati per andarseli a cercare e memorizzare. Altra attività che ai bambini farà impazzire.
I libri di Tomoko Ohmmura pubblicati da Babalibri sono disponibili anche attraverso i link seguenti:
C’è una bambina con dei grandi occhiali rotondi, un caschetto di capelli drittissimi e talmente…
Nel giugno del 2023, trovandomi tra il pubblico di un incontro di formazione[1] sulla lettura…
Il giorno in cui il tempo si è fermato è il primo libro di Flavia…
Il coniglietto di velluto - o come i giocattoli diventano veri è l’opera che ha…
Il verme non è di certo tra gli animali più amati dai bambini né tra…
Quali terre e quali sorprese ci sono oltre il confine del visibile? Una bambina, nata…