Letture per bambini

Lasciarsi e ritrovarsi un giorno prima di Natale

Quanta attenzione ai dettagli e alle cose minime e pulsanti c’è in questa squisita storia che incarna alla perfezione lo spirito del Natale. Quanta partecipazione e cura nel descrivere le emozioni del protagonista, che sentiamo così vicino, come se fosse nostro figlio, un nostro alunno, un giovane amico o, ancora di più, come se fossimo proprio noi quel bambino di nome Tobia, che abbraccia forte il suo orso di peluche e si prepara a trascorrere la Vigilia di Natale dai nonni. Povero piccolo… per la frenesia e l’impazienza, finisce per dimenticarsi qualcosa, o meglio qualcuno, di fondamentale.

Quando arrivi è Natale. Tratto da una storia vera

di Barbara Ferraro, illustrazioni di Serena Mabilia, LupoGuido Editore, 2021, 64 pagine, formato 14,5 x 21,5 cm
Età consigliata: dai 4 anni in lettura condivisa, dai 7 anni in lettura autonoma.

Due le voci narranti: da una parte Tobia, che con la sua famiglia è in partenza per raggiungere i nonni e passare con loro le feste, come ogni anno. Un bambino sensibile, curioso, un grande osservatore, di indole tranquilla. Dall’altra parte Junior, il suo inseparabile orso di peluche, compagno di vita, che tiene stretto stretto di notte, e in braccio o accanto a sé durante la giornata.

Tutto è pronto per la partenza: le valigie sono stipate, la macchina è accesa, le cinture allacciate… pronti via! – Aspetta mamma, mi scappa la pipì, fa Tobia. Per un attimo deve rientrare in casa per andare in bagno, perché il viaggio è lungo. Anche Junior lo accompagna ovviamente.

Ma sono momenti concitati, bisogna fare in fretta, sbrigarsi e tornare di nuovo giù in auto, che papà aspetta. Corri di qua, corri di là, finisce che Junior rimane a terra sul pavimento, scordato. L’automobile si avvia, Tobia non si accorge subito della mancanza e quando capisce di averlo lasciato là, è troppo tardi. Non si può tornare indietro a prenderlo.

Rammarico, dolore, incredulità. La sofferenza nel ritrovarsi per la prima volta separati è palpabile. Il primo a darne conto però è l’orso, che magicamente si anima e nella solitudine dell’appartamento vuoto scoppia a piangere. Fino a questo punto lo avevamo conosciuto solo attraverso le parole affettuose di Tobia, ma ecco che d’improvviso è la sua voce che sentiamo, viva e forte. Junior è disperato e il suo grido di dolore giunge fino alle orecchie di un gabbiano loquace e invadente che sbuca dalla finestra.

Seguono pagine spassose e teatrali in cui l’orso e il gabbiano, di nome Ernesto, battibeccano, si stuzzicano, si studiano. Il volatile ha fame, entra in cucina spavaldo per svuotare il frigorifero. Ma l’ingordigia non è il suo unico tratto. Si rivela anche di gran cuore. Dopo aver compreso quello che è accaduto, decide di aiutarlo: Ti porto io dal tuo amico. E lo accoglie sulla sua schiena larga e morbida senza farsi spaventare dalla distanza o dalle prove impervie che lo aspettano.

Si succedono altre pagine che conquistano perché narrano con fantasia e umorismo l’avventura, il brivido del volo, il senso di meraviglia, il batticuore, la paura, il coraggio. Quanti imprevisti e che incontri assurdi farà Junior! Il più stupefacente sarà quello con i pesci che nuotano nelle nuvole pozza cariche di umidità, lassù nel cielo.

Mentre l’orso vive la sua incredibile impresa, l’autrice ci aggiorna sullo stato d’animo di Tobia, che a casa dei nonni non riesce a non pensare al suo affezionato compagno di giochi. È pungente e acuto il senso di colpa e la sua tristezza incolmabile, benché sommessa, mai urlata.

Le tradizioni della famiglia si ripetono, i gesti, le decorazioni, le pietanze… tutto è come sempre ma niente è lo stesso, senza Junior. Cogliamo ora pienamente il senso di quel sottotitolo (tratto da una storia vera) voluto in copertina, bene in evidenza. Ci sono di mezzo i ricordi, vissuti o tramandati. Comunque indelebili. Chiederò all’autrice di svelarmi i retroscena…

Il racconto si snoda su due binari paralleli con un ritmo che sale e scende come sulle montagne russe. Da un lato facciamo il tifo per Junior e ci appassioniamo alla sua spericolata avventura, dall’altro ci immedesimiamo nello stato d’animo del bambino, disarmato, vorremmo consolarlo e fargli sapere che il suo orso non è solo e che a Natale tutto può succedere.

Sono tante le emozioni che suscita il testo di Barbara Ferraro, così intimo e misurato, ma allo stesso tempo vivacissimo e scanzonato, grazie anche a un personaggio comprimario (il gabbiano) irresistibile, dalla personalità esplosiva. È la prima volta che nella sua scrittura incontro questo lato ironico, così diretto e genuino, e spero che non lo abbandoni, perché è bello, in grado di innescare risate sincere.

Le illustrazioni a matita di Serena Mabilia hanno il sapore rassicurante delle cose conosciute e familiari. Sanno evocare emozioni e risvegliare ricordi. Custodiscono anche un tocco dolce e poetico. Un apporto di valore per un libro confezionato con amore e rigore.

Il finale regala stupore, calore e magia. È il titolo del libro che si compie, in una bella circolarità di senso che ben si sposa con l’illustrazione di copertina. Nulla è lasciato al caso. Da non perdere.

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Francesca Tamberlani

Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.

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