Vi ho già accennato, qualche settimana fa, a un simpatico libro (Lo Scambio, di Terre di Mezzo Edizioni) che tratta una tematica assai delicata per molte mamme e papà: il rapporto mai lineare tra fratelli e sorelle, quando in casa arriva un secondogenito che scombussola gli equilibri familiari.

In questa tipologia di albi (ce ne sono numerosi in circolazione) è spesso la reazione del maggiore a essere indagata e raccontata, in modo più o meno leggero o problematico: le inevitabili gelosie, le regressioni, i dispetti, i bronci, i sentimenti contrapposti.

Fra le svariate proposte delle case editrici sull’argomento, ne sono uscite due di recente che affrontano il tema dell’amore-odio tra fratelli in un’ottica inusuale.

Due libri che indagano il rapporto tra fratelli

Il cuscino cambiafaccia

scritto da Sandra Dema, illustrato da Sergio Olivotti, Fasidiluna, 2015
Età consigliata: dai 4 anni

Alberto da qualche giorno ha visto spuntare una culla in camera di mamma. Dentro c’è un fratellino piccolo piccolo. E da quel momento lui è diventato il GRANDE.

L’atteggiamento della mamma, che sembra altera e distaccata (o è solo lui a vederla così?), non è di aiuto.

Abbattuto e sconsolato, Alberto non vuole andare a dormire da solo nella stanzetta, vorrebbe stringersi alla mamma e al suo fidanzato Gianni nel lettone, mentre il piccolino potrebbe starsene tranquillo in culla accanto a loro.

Capiamo subito che i cambiamenti che Alberto ha dovuto accettare in famiglia sono anche altri: c’è una separazione nell’aria, un nuovo compagno di vita per la mamma.

Mentre fuori casa, a scuola, o a spasso con i nonni, il bambino è spensierato, quando torna fra le mura domestiche ripiomba nella tristezza, si sente escluso e incompreso. Per lui solo ammonimenti e obblighi da portare avanti, per il fratellino attenzioni e dedizione completa.

La scrittrice Sandra Dema ha scelto di riversare tutti i pensieri del bambino sulla pagina. Il suo racconto è il flusso interiore delle emozioni di Alberto, che davvero ci sembra poco compreso e considerato da questa mamma con l’aria un po’ snob che non concede sorrisi, tenerezze, parole dolci.

Chiuso nella solitudine della sua camera, di sera, Alberto si sfoga e lascia che la sua rabbia esploda. Non immaginatevi mobili rovesciati o urla di disperazione però. No, il modo che il bambino sceglie per esprimere il suo malessere è originale, creativo, estremamente liberatorio. Una trovata che ne rivela la sensibilità e la voglia di reagire, di star bene, e di recuperare la sua serenità attraverso il gioco e la fantasia.

Insolite e curiose sono anche le illustrazioni di Sergio Olivotti, architetto, grafico e illustratore, che ha usato tecniche miste, ritagli di giornali e texture variegate per gli sfondi, i vestiti, la tappezzeria, gli orpelli. I personaggi sono surreali, mostrati di profilo, con silhouette buffe, dalle proporzioni esagerate e un particolare che li accomuna: i nasi all’insù, come virgole o baffetti sporgenti, caratterizzanti.

Alberto è l’unico ad apparire frontalmente con il suo faccione tondo tagliato a metà da uno spicchio di colore più scuro. In effetti è come se lo vedessimo in primo piano e di profilo contemporaneamente: il segno tangibile dei suoi sentimenti ambivalenti?

 

Mio fratello è un animale

di Silvia Bonanni, Il Castoro, 2015
Età consigliata: dai 3 anni

Di tutt’altro tenore è l’albo dedicato da Silvia Bonanni a suo fratello maggiore, scritto e illustrato con la sua consueta verve artistica e frizzantina. La protagonista in questo caso è una bambina, la sorella più grande, che ha già da tempo metabolizzato l’arrivo del secondogenito. La differenza di età tra i due è meno accentuata e, soprattutto, il piccolo non è più un bebè.

In compenso è un animale! O almeno così lo vede lei e lo racconta nel compito in classe che le ha assegnato la maestra. Ma non un animale qualunque, tanti animali diversi.

Quando mangia con le mani, per esempio, è proprio un maialino. Quando si arrampica sull’albero, è tale e quale a una scimmietta. E così avanti, di similitudine in similitudine.

Quando si legge ad alta voce il libro, il gioco sta nell’anticipare i vari esemplari immaginati dalla bambina a seconda dei comportamenti del piccolo. Per enfatizzare il momento della rivelazione, l’albo prevede pagine doppie che si aprono a ventaglio e poi si richiudono una volta vista la trasformazione.

Di sottofondo si avverte un sentimento di benevolenza e affetto della sorella nei confronti di questo maschietto un po’ sconveniente, istintivo, dispettoso e vanitoso. La complicità tra i due è palese (si capisce anche senza arrivare alla pagina finale!).

I due si divertono un mondo insieme, ciascuno nel suo ruolo (lei in veste di saggia e matura, lui di rompiscatole impertinente).

Un albo illustrato dai testi brevissimi scritti in maiuscolo, descrittivi, con una formula che si ripete ogni volta e che aiuta a entrare subito nello spirito della storia e a coinvolgere anche i più piccoli, che amano partecipare al gioco dell’indovina chi.

Come nel “Cuscino Cambiafaccia”, anche in “Mio fratello è un animale” c’è un ampio ricorso alla tecnica manuale del collage e della sovrapposizione di carte dalle trame, i soggetti e i pattern differenti. Il risultato è un albo creativo, non solo da leggere, ma anche da completare: ci sono tante righe per scrivere, matite colorate raffigurate qua e là, tanto spazio vuoto da riempire. Ma voi ve la sentireste di pasticciarlo?

 

Ancora a proposito di rapporto tra fratelli e sorelle, non potete perdere:

June e Lea

Lo Scambio

 

 

 

 

 

 

Francesca Tamberlani

Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.

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Francesca Tamberlani
Tags: fratellino

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