Letture per bambini

Un bacio e addio: un capolavoro da pelle d’oca di Jimmy Liao

In passato, al principio della mia avventura con Milkbook, mi è capitato di usare su queste pagine spesso e a sproposito la parola “capolavoro”. Colpa dell’euforia generata dai primi e travolgenti incontri con i libri di figure, e colpa soprattutto dell’inesperienza, di un modesto numero di albi illustrati letti, comparati, riletti, condivisi con i bambini, studiati analiticamente.

Oggi non è più così. Moltissime sono le opere con cui sono entrata in contatto, moltissime le pagine lette, i raffronti, le valutazioni, e moltissimi i maestri che ho ascoltato lungo il percorso.

Oggi credo di poter affermare di saper riconoscere un capolavoro. E questa parola non la uso più con leggerezza. Sebbene siano tanti i buoni libri che vengono pubblicati e che periodicamente consiglio, pochi possono essere definiti dei capolavori.

Un bacio e addio, di Jimmy Liao, lo è. Senza ombra di dubbio. L’ho capito sin dalla prima emozionata lettura avvenuta qualche settimana fa, a monitor, divorando con gli occhi l’anteprima digitale del libro.

Un bacio e addio: capolavoro di Jimmy Liao

Jimmy Liao, traduzione dal cinese di Silvia Torchio, consulenza editoriale di Luca Ganzerla, Camelozampa 2017

Età di lettura consigliata: dai 5 anni

Perché Un bacio e addio è un capolavoro?

Perché dentro c’è la vita. Una vita, quella del bambino con la tuta verde, che è pienissima e densa e faticosa come tutte le vite, ma anche un po’ di più. Dentro ci sono i sogni. E i sentimenti, tanti. La sofferenza, la paura, la solitudine, l’amore. E ancora, l’amicizia, il desiderio di rinascere, di farcela, di andare incontro al proprio futuro.

Come si fa a raccontare senza apparire enfatici un libro del genere?

Un libro che fa venire il magone tanta è la tenerezza che si prova verso quel bambino con la valigia rossa e lo sguardo smarrito che sta affrontando un viaggio più grande di lui, il viaggio più duro della sua giovane vita.

Spaurito, sperduto, ammutolito, seduto nello scompartimento vuoto di un treno diretto chissà dove punta gli occhi tristi verso di noi, come se ci stesse chiedendo aiuto. E il cagnolino che gli sta accanto ha il suo stesso malinconico aspetto.

Il bambino, voce narrante del libro, non ci spiega perché si trova sul treno. Il suo racconto inizialmente è un flusso di pensieri confusi.

Lentamente dimenticai di essere solo un bambino.
Credevo, ormai, di essere già grande.

Dimenticai che una volta la mamma mi disse:
«Se avrai la fortuna di viaggiare su un treno vuoto,
un miracolo accadrà».

Fuori dal finestrino del treno in corsa, scorre il passato del bambino. Frammenti di ricordi si alternano a vedute mozzafiato, in cui la natura è dominante e rigogliosa. Mutano gli stati d’animo del protagonista e tutto lo sconvolgimento emotivo che prova si riflette al di fuori, nel paesaggio e nell’ambiente del treno. I colori dei suoi sentimenti corrispondono ai colori intorno a sé e a quelli della valigia che lo accompagna.

Sono innumerevoli i piani di approfondimento che offrono le immagini e il testo, innumerevoli le metafore, i rimandi. L’albo è costruito perfettamente, con un ritmo serrato e un continuo dentro/fuori delle illustrazioni che ci consentono di guardare ciò che accade all’interno del treno e in successione ciò che succede fuori. Anche la scelta di realizzare illustrazioni che richiamano la forma rettangolare e allungata del treno, in un perpetuo movimento verso destra, è la conseguenza di uno studio meticoloso e approfondito a cui Jimmy Liao ci ha abituato in tutti i suoi lavori.

Dimenticai molte cose, ma non i sogni.
Quelli li ricordavo benissimo.

Quando la stanchezza ha la meglio, il piccolo chiude gli occhi. I suoi sogni entrano nel libro e si mescolano alla realtà, al treno che supera monti, valli, foreste. I sogni hanno le sembianze dolci e pacifiche di enormi animali che lo consolano e gli sussurrano «Cresci bene, Woody».

Ma lui è inquieto, dalla valigia aperta riaffiorano i suoi ricordi incerti, la sua casa lontana, la mamma e il papà che non sono lì con lui.

Un tempo la mamma mi portava spesso col treno
in quel luogo lontano, a trovare il nonno.
Ma ora sono rimasto io, da solo.

Nella valigia magica di Woody, che era appartenuta in principio al bisnonno, poi al nonno e poi ancora al suo papà, il bambino conserva tutto ciò che ama e che fa parte della sua vita di prima, insieme alla famiglia.

Il passaggio centrale della storia, quello della rivelazione, in cui si comprende che il bambino è rimasto orfano e che ora è diretto dal nonno, è durissimo. Jimmy Liao esprime attraverso immagini formidabili, poetiche e potenti tutta la gamma degli stati d’animo del protagonista: l’angoscia, il dolore, la nostalgia, il terrore pervadono le pagine, sommergono il treno, coprono ogni cm di carta con pennellate nere e blu. La sofferenza schiaccia e spaventa, come le fauci aperte di un coccodrillo pronto a risucchiare tutto.

Ma dall’altra parte della galleria minacciosa c’è la luce e il bambino lo sa, trova il coraggio di proseguire.

I ricordi lo salvano, lo cullano, lo scaldano. L’amore che prova per i suoi genitori è grandissimo e lui lo vuole urlare ancora a gran voce: «Vi voglio tantissimo bene».

Il treno intanto non procede più sulle rotaie ma sul mare, come quello cristallino in cui Woody nuotava con il papà. E nel compartimento è arrivata la sabbia dorata, per disegnarci sopra un cuore.

Sono talmente tante le emozioni che suscita la lettura, da lasciare tramortiti. Sicuramente vi farà piangere e provare tristezza, compassione. Ma vi renderete conto che questo bambino ha in sé le risorse per farcela, una forza straordinaria che gli consentirà di continuare il viaggio grazie al conforto dell’amore ricevuto.

Una narrazione dal ritmo perfetto, crescente, avvolgente, che vi farà entrare in profonda sintonia con la storia. A un certo punto salirete anche voi sul treno, e sentirete ciò che sente il protagonista, domandandovi come ha fatto Jimmy Liao a raccontare tutto questo in modo così sublime e autentico.

Io non posso fare altro che invitarvi a cercare questa opera d’arte e a leggerla e rileggerla insieme ai vostri bambini e ragazzi. Un capolavoro di questa portata raramente si incontra sulla propria strada. Un libro in cui la morte è centrale, sì, ma non è la protagonista. Perché è la vita ad emergere e ad essere esplorata e narrata in tutte le sue sfumature, senza indossare le cinture di salvataggio. Siete pronti a partire?

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Francesca Tamberlani

Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.

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