Tempo fa ho scritto un post in cui raccoglievo alcune idee regalo per le future mamme. Libri principalmente (sulla maternità, sull’infanzia, sulle attività da fare con il bebè), ma anche dvd, cd musicali, oggetti personali o da condividere con il nascituro. Anche l’albo illustrato di cui sto per parlarvi potrebbe essere un’ottima idea regalo per una donna incinta, specialmente se sapete che sta attraversando un periodo delicato, e che ha bisogno di portare avanti la sua gestazione nella massima tranquillità, riposandosi, prendendosi cura di se stessa e del bambino che ha in grembo.
La mamma in letargo è un libro autoprodotto, che sta ancora cercando un editore ufficiale, ma che è riuscito a trovare una parte del sostegno economico necessario per la pubblicazione grazie alla piattaforma di crowfunding italiana Eppela. L’autrice è Elisa Anziano, piemontese che vive e lavora a Milano, che lo ha scritto mentre era in attesa del suo bambino, e che dopo la laurea in Comunicazione sta perseguendo gli studi in Psicologia. Le illustrazioni sono di Marta Maldini, graphic designer e illustratrice free-lance di Brescia.
Di cosa parla questo albo illustrato che Elisa, con assoluta caparbietà e lungimiranza ha ideato, scritto, voluto in forma di libro cartaceo, seguito in tutti i passaggi (dalla promozione, alla ricerca dei finanziamenti, dalla necessaria attività di comunicazione alla scelta dei vari professionisti e collaboratori)?
Parla con pudore e usando metafore poetiche, di una mamma che sta vivendo una gravidanza difficile. Una mamma sorridente che, nei mesi dell’attesa, vive all’interno di una montagna che la protegge, la riscalda, la tiene al riparo.
Una mamma che, mentre riposa, sogna il suo bambino, canta dolci melodie alla pancia, legge per se stessa e per lui.
Una “mamma in letargo” è la brillante definizione scelta da Elisa per descrivere la condizione di questa donna che ha bisogno di vivere i 9 mesi della gravidanza in tranquillità, pensando unicamente al benessere di suo figlio.
Elisa spiega così la sua scelta:
“Ci sono molte, moltissime gravidanze complesse, di cui le mamme parlano solo ai corsi pre-parto o mentre sono ricoverate in ospedale (per questo il libro ha il sostegno/sostiene anche dell’associazione CiaoLapo). Pensando a queste donne – e vivendo la gravidanza in prima persona – ho immaginato un luogo protetto in cui riposare, al riparo dal mondo esterno, un po’ come capita ad alcuni animali per alcuni mesi dell’anno.
La metafora del letargo è nata spontaneamente.
Essendo una favola per bambini (e per i loro genitori) ho voluto lasciare aperte le interpretazioni alla metafora, lasciando al lettore la fantasia sui luoghi e sui perché”.
Ho chiesto a Elisa di raccontarmi anche il ruolo della montagna che nel libro protegge questa mamma, e da cui lei riesce a guardare il mondo attraverso uno spiraglio di luce:
“La montagna è un vero e proprio personaggio del libro: infatti è “incinta” della mamma, che a sua volta è incinta del bimbo. Una triade protetta – molto femminile – dove ciascuno ha il proprio ruolo contenitivo legato a quello dell’altro. Il papà è il trait d’union con il mondo esterno, il messaggero e il sostenitore della mamma. Fisicamente non vive la condizione, ma aiuta la mamma con piccole attenzioni – anche molto pratiche – che la aiutano durante il lungo “letargo”.
All’interno della sua montagna accogliente, la mamma impasta soffici torte, scrive un diario della sua giornata, si rilassa con bagni caldi, indossa camicie da notte colorate, aspetta le visite del suo compagno, il padre del bambino, che la ricopre di baci e amore.
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