Si può spiegare la relatività di un concetto ad un bambino piccolo?
Si può parlare di punti di vista o di filosofia nell’età prescolastica?
Si può insegnare l’ironia ai nostri figli?
In molti ci hanno provato, ma in pochi c’erano riusciti così bene come Silvia Borando, che torna a stupirci con un nuovo albo della sua deliziosa casa editrice firmato insieme a Chiara Vignocchi.
di Chiara Vignocchi e Silvia Borando, Minibombo, 2019
Vi consiglio davvero di non perdervi questo libro, nemmeno se avete figli grandicelli, non solo perché è spassoso ma perché si presta a moltissime riflessioni ed è di un’immediatezza quasi spiazzante.
Chi conosce già questa casa editrice di Reggio Emilia sa che per scelta nei suoi albi utilizza una grafica semplice ed essenziale, giocando su pochi contrasti di colore e immagini stilizzate, che potrebbe riprodurre anche un bambino (ho avuto la fortuna di partecipare a un loro laboratorio e i bambini non vedono l’ora di mettersi all’opera in prima persona), ma racconta anche storie che fanno riflettere, sorridere e che allenano anche i piccoli ad osservare il mondo con un occhio diverso.
È il caso di questo simpatico albo in cui ogni membro di un branco di animali afferma di avere visto una talpa: l’elefante dice di averne vista una piccolissima, il ragno di averne viste molte, la lumaca di averne vista una velocissima e così via, in una carrellata di punti di vista sempre più spassosa man mano che si prosegue nella lettura, che segue uno schema fisso e che intervalla l’opinione dell’animale di turno alle espressioni incredule di tutto il gruppo.
Ci troviamo forse di fronte ad una invasione di talpe?!
Il mistero si risolve facilmente, quando arriva una piccola talpa occhialuta che, ignara di tutto lo scompiglio che ha portato nel branco, si siede sconsolata e… no il finale non ve lo svelo ma è esilarante!
Questo, che spero correrete a vedere come va a finire, è uno di quei libri che non hanno età, fa ridere e riflettere grandi e piccini, non ha pretese e proprio per questo arriva al lettore come una freccia, apre gli occhi, allarga l’orizzonte e rivela che c’è sempre un punto di vista diverso dal nostro e a volte basta cambiare prospettiva e mettersi nei panni dell’altro per capire che ognuno di noi ha la propria percezione della realtà e che tutte sono più che valide.
Il pensiero relativo, la larghezza di vedute non sono concetti innati, tanto meno in una società come quella in cui crescono i nostri bambini, in cui il confronto è poco valorizzato, il dibattito non viene insegnato come strumento per difendere civilmente i propri punti di vista, dove per di più ci si prende sempre meno il tempo di crearselo un punto di vista e così si arriva allo scontro (verbale o fisico) con facilità estrema, disabituati ormai a cercare delle mediazioni.
Allenare la flessibilità di vedute nei bambini piccoli, la loro empatia, il rispetto delle opinioni di tutti, è un lavoro che si fa giorno per giorno, che si insegna con l’esempio e che può essere valorizzato anche grazie alla lettura di piccole chicche come questa.
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