Non vedo l’ora di tuffarmi con mia figlia anche nel mondo dei bei libri di divulgazione, ovvero i libri per conoscere (detti anche non-fiction). Finora li ho osservati da lontano, annusati, tenuti a una certa distanza per via di un pregiudizio di fondo che mi ha sempre portato a pensare: “I libri non devono insegnarti qualcosa, ma aprirti strade, possibilità, farti vivere tante esperienze, metterti in contatto con il mondo magico e con le proprie emozioni”.
Insomma, i libri per bambini che ti spiegano la realtà mi sono sembrati sempre di stampo scolastico e poco legati al concetto fondamentale “leggere = piacere”.
Complice anche la tenerissima età della mia bambina, alla quale propongo essenzialmente storie e letture ad alta voce prive di intenti didattici, questa diffidenza ha continuato a serpeggiare. Finché la frequentazione di biblioteche e librerie mi ha aiutato ad allargare lo sguardo e a posarlo anche su territori inesplorati. Ho cominciato così a cercare alcuni albi di divulgazione di cui avevo sentito parlar bene e che hanno ricevuto premi e critiche positive.
Libri di livello, che una volta conosciuti e letti mi hanno impressionato. Libri di ottima fattura, interessanti, che permettono non solo di arricchire le proprie conoscenze, ma di alimentare le proprie passioni. Libri di valore come:
Ho scoperto così che gli albi di divulgazione più riusciti sono quelli che attraversano una tematica offrendo tante “letture” e possibilità di capire, che permettono di espandere la nostra conoscenza attingendo a tanti ambiti della vita e della cultura.
Libri che, per parlare degli animali, degli alberi o del mare, fanno riferimento non solo a nozioni e curiosità scientifiche, ma anche alla storia, all’arte, alla poesia, ai racconti, alla bella fotografia. Libri che ci aiutano a spaziare con la mente e a sviluppare un pensiero critico.
Finalmente conscia di tutto questo, ora guardo con occhi nuovi e attenti al settore dei libri di divulgazione. E in questi albi cerco di ritrovare tutti gli elementi che ho descritto. Applicando questo metro di giudizio è molto semplice capire se si tratta di un volume davvero meritevole, originale, profondo. E ovviamente anche l’occhio vuole la sua parte: gli albi non fiction di qualità si contraddistinguono anche per una elevata cura grafica, illustrativa e tipografica.
E’ questo il libro di divulgazione che mi ha fatto capitolare in questi giorni: “Yum! Il cibo in tutti i sensi“, scritto da Giancarlo Ascari e illustrato da Pia Valentinis, pubblicato da Franco Panini Editore (età di lettura consigliata: dai 7 anni).
Nonostante tratti un tema “alla moda” e cavalcato fino allo sfinimento dagli editori in questo anno di EXPO Milano, IL CIBO, si differenzia da tanti altri per l‘idea di fondo che lo ha ispirato e per la peculiarità e maturità delle illustrazioni (affidate a un’artista insignita del Premio Andersen come “miglior illustratore”).
Già la copertina, con il soggetto ispirato al celebre dipinto dell’Arcimboldo raffigurato a china su uno sfondo avana e punte di colore rosso, è un manifesto di eleganza e finezza. Notate quanto si elevi e discosti da Foody, la grossolana mascotte scelta per la manifestazione, che pure si rifà al famoso quadro con le verdure…
Nel testo le curiosità e le nozioni sugli alimenti vengono esplorate attraverso i cinque sensi. Si raccontano un po’ di cose sul cibo focalizzando l’attenzione di volta in volta su VISTA, OLFATTO, UDITO, GUSTO E TATTO.
Ho molto gradito questa scelta e l’approccio curioso e divertito con cui l’autore spiega le caratteristiche delle pietanze, la loro origine, la loro specificità. Non ha la pretesa di dire tutto (annoiando), ma di concentrarsi su alcuni soggetti e di svelarne proprietà poco note, costruendo associazioni e nessi di senso inconsueti.
Raccontate così, in modo sintetico e snello, a volte ironico, le informazioni rimangono impresse.
Le illustrazioni dal segno deciso e minuzioso rappresentano un altro tratto saliente dell’albo, molto appropriate per stile, maturità, precisione scientifica, raffinatezza, acume.
Bella anche l’impaginazione chiara, l’uso dei colori piatti, dai contrasti netti.
Lascio parlare le immagini e i testi dell’albo, che potete valutare voi stessi:
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