Nati per Leggere, il programma di promozione della lettura in età prescolare più conosciuto e diffuso in Italia, ha compiuto 20 anni (1999-2019), e per festeggiare questo significativo traguardo ha invitato operatori, referenti regionali e locali, pediatri, bibliotecari, lettori volontari, figure istituzionali, esperti di letteratura per l’infanzia, educatori, al convegno “Il vento dei 20“, che si è tenuto il 26 settembre scorso nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma.
All’invito hanno risposto effettivamente in tanti, da tutta Italia, e la giornata ha visto alternarsi al tavolo dei relatori diverse professionalità che hanno raccontato da un lato i ragguardevoli risultati raggiunti sin qui dal programma, ricordando il ruolo prezioso che la lettura ad alta voce può avere nella vita dei bambini e delle bambine sin dalla tenera infanzia, dall’altro i passi che vanno ancora compiuti, i raffronti con altre esperienze internazionali, le risorse utili, le azioni politiche necessarie a rendere più capillare e omogenea la pratica della lettura condivisa lungo tutta la Penisola, sottolineando quanto sia indispensabile la collaborazione attiva da parte di tutti i presidi e le figure che operano quotidianamente per favorire il benessere dei futuri cittadini, dagli educatori agli insegnanti, dagli operatori della salute agli amministratori pubblici e alle famiglie.
Ai partecipanti al convegno è stato consegnato un esauriente rapporto dal titolo “Nati per Leggere 1999 – 2019 La Storia, le attività, i risultati, le prospettive”, a cura di Valeria Balbinot, Elisa Maria Colombo, Giovanna Malgaroli, Alessandra Sila, Giorgio Tamburlini, che percorre le tappe più significative della vita dell’organizzazione, la sua struttura, le tante iniziative che ha realizzato in questi anni, dai libri in edizione speciale finalizzati al dono del libro ai bambini durante le visite pediatriche di controllo, alle bibliografie NpL, al Premio NpL, alle collaborazioni con istituzioni quali Cepell, AIE, IBBY, alla formazione dei volontari, bibliotecari ed educatori, componente fondamentale di NpL.
Ecco una estrema sintesi che riassume le evidenze forti sui benefici della lettura condivisa in età precoce, resa nota da Nati per Leggere:
1) Per il bambino:
Benefici cognitivi: linguaggio recettivo, espressivo, literacy e numeracy, attenzione sostenuta e altre funzioni cognitive superiori.
Socio-relazionali: benessere socio-emotivo.
2) Per i genitori:
Responsività, senso di autoefficacia e di competenza genitoriale.
3) Per entrambi e per la comunità:
Contrasto all’insorgere precoce delle diseguaglianze.
Dal 2000 al 2019 la proporzione delle famiglie in cui si legge ai bambini in età prescolare almeno 4 volte alla settimana è passata dal 16.4 al 38.9%. Le famiglie che dichiarano di non leggere mai o molto raramente ai propri bambini si sono ridotte dal 46 all’11%.
Il 16 luglio 2019 è stata approvata alla Camera la proposta di legge sulla promozione della lettura. In attesa che il cammino della legge si concluda definitivamente con il passaggio in Senato, si auspica che comunque vengano fatti progressivamente ulteriori interventi:
«Per fortuna c’è NpL, verrebbe da dire. Ma l’iniziativa, la buona volontà e la professionalità consolidata dei protagonisti non bastano quando si tratta di affrontare un male endemico come la scarsa propensione alla lettura degli italiani. Costanza, investimenti, univocità di indirizzi sono ingredienti altrettanto essenziali» (Flavia Cristiano, Direttore del Centro per il libro e la lettura, Cepell).
Tra le richiesti più pressanti alla istituzioni che arrivano da parte di Giorgio Tamburlini, Presidente del Centro per la Salute del Bambino (CSB), è che pediatri e operatori sanitari abbiano nel loro mandato ufficiale anche la promozione della lettura, che dovrebbe essere considerata come un intervento assistenziale pediatrico, «perché rappresenta un vaccino per la mente».
Tutte le informazioni su: https://www.natiperleggere.it/
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