E se ci venisse data la possibilità di parlare con gli alberi, cosa scopriremmo?
Ale è la protagonista di questa storia illustrata firmata da Daniele Zovi. Ma non è l’unica. Insieme a lei c’è un altro personaggio speciale, uno di quelli che non ti aspetti: una pianta di rovere.
Ale accompagna nel bosco il padre, che è alla ricerca di funghi. Si ferma però ad aspettarlo, insieme al suo cane Buck, alle radici di una grande quercia. Tra l’albero e la bambina inizia un dialogo fitto, alimentato dalla curiosità di Ale, che non si ferma davanti alle prime classiche domande per fare conoscenza: “Come ti chiami? E quanti anni hai?”
La quercia è felice di raccontare alla bimba come sia possibile che gli alberi viaggino all’interno del bosco, nonostante non abbiano la possibilità reale di muoversi, così come non le risparmia i dettagli sulla vita delle piante nella natura: comunicano e si alimentano grazie alle radici, si animano e crescono con la luce del sole, nascono e… si spostano.
Il mondo “moderno”, quello di Ale, fatto di tecnologia, si fonde con quello sempiterno della Natura. “Ale è stupefatta. Il mondo sotterraneo somiglia a una specie di Internet vegetale!”
Quello che si vede sopra la terra, è solo una piccola parte di quello che in realtà si sviluppa al di sotto di essa e che rimane purtroppo sconosciuta ai più.
Ale e il suo fedele amico, grazie alle spiegazioni di Rovere, vengono resi partecipi della magia che si realizza ogni volta che una pianta si sposta dal proprio territorio d’origine (come se camminasse!), per far crescere un albero nuovo in un’altra zona del bosco: sono i semi ad essere in grado di viaggiare nello spazio, grazie alla collaborazione del vento, degli uccelli… e di Buck, che con la sua zampetta diventa il veicolo grazie al quale i semi di un piccolo cespuglio arrivano sino alle mani di Ale, per essere poi cosparsi sul terreno, alle pendici delle grande quercia.
Quando il padre di Ale fa ritorno, porta con sé un bel cesto di funghi. Ale lo accoglie nascondendo un soffione dietro la schiena e non appena lui le si avvicina, lei lo soffia forte.
“Le piante volano, papi, viaggiano e arrivano dappertutto!”
Ecco che così semplicemente, Ale riproduce la magia che le è appena stata svelata: i semi del tarassaco vengono affidati al vento. Chissà dove saranno diretti, dove andranno a posarsi e a quale nuova vita daranno inizio…
Le illustrazioni a tutta pagina di Giulia Tomai sono quasi didattiche, abbracciano il dialogo tra Rovere e la piccola Ale e sanno di certo aiutare l’immaginazione del lettore, mostrando dettagli naturali che restano normalmente nascosti all’occhio umano.
Del padre di Ale si intravedono soltanto le scarpe, le gambe e poco più, perché sono i veri protagonisti della storia ad essere al centro dell’attenzione.
Rovere è talmente grande che la sua chioma non sta mai tutta all’interno delle pagine, mentre Ale e Buck invece sembrano così piccoli, con tutta quella natura intorno, ingigantita, colorata e rigogliosa!
I disegni sono semplici, essenziali, non troppo ricchi di dettagli, ma a loro modo comunque realistici; avvolgono e coinvolgono i destinatari di questa favola moderna, che profuma però di qualcosa di antico o, più precisamente, di qualcosa che non subisce mai il passare del tempo…
di Daniele Zovi, illustrazioni di Giulia Tomai, pagg. 48, De Agostini, 2020 – Età di lettura consigliata: dagli 8 anni
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