di Alessandra Testa
Alle bambine di oggi e a quelle che verranno
libere di sognare i sogni che vorranno.
Per certi libri, ma soprattutto per certe case editrici, le dediche sono importanti. Sottendono a una modalità di parlare ai lettori che, ancor prima di proporre una storia, ricorda che ci sono dei princìpi da cui proprio non si può prescindere. Ciò vale per la più volte citata Settenove – che da anni ha assunto una strategia di difesa al dilagare degli stereotipi sessisti tipici di una cultura ancora patriarcale – ma anche per realtà più piccole e, non per questo, meno virtuose.
Il riferimento è alla casa editrice Matilda che, nata dall’esperienza web di Mammeonline, propone titoli che meritano attenzione.
Fernando Almena, Ulrike Müller, trad. Luisa Staffieri, Matilda Editrice, 2016
Età consigliata: dai 5 anni
Chi l’ha detto che ogni ranocchio può diventare principe? E, soprattutto, se quel principe trasformato dall’incantesimo che tutti conosciamo volesse tornare a sguazzare nel suo stagno? Glielo dite voi che è meglio essere umani? Siete sicuri che, di questi tempi, riuscireste ad essere convincenti?
State allora ad ascoltare cosa ha da dire la principessa ranocchia della nostra fiaba, scritta dallo scrittore e sceneggiatore teatrale di Cordova Fernando Almena (con la traduzione di Luisa Staffieri, maestra per caso e scrittrice per passione) e illustrata dalla pedagogista tedesca Ulrike Müller.
Nel mondo incantato di Rospomondia, il re Rospo e la regina Rospa vivevano felici insieme alla principessa Rospina, loro unica figlia. Rospina era un’anfibia vivace e spensierata che aveva un grande sogno: possedere una motocicletta.
Ogni qualvolta che Rospina esprimeva quel desiderio, però, i suoi genitori reagivano contrariati.
«Una moto!»
«Sarà meglio cercare un principe che tu possa sposare», bisbigliò per tutta risposta la madre che già pensava ad un erede per il regno, rinverdendo secoli e secoli di tradizione familiare e meritandosi, ovviamente, il plauso del marito e sovrano.
Rospina non si fece certo intimorire dalle parole dei genitori e si attaccò al fatto che di principi ranocchi in giro non c’era nemmeno l’ombra:
«Non esiste in tutto il bosco un principe rospo – sentenziò senza paura – Inoltre sia chiara una cosa: quando mi sposerò sarà con qualcuno che mi piace, non necessariamente un principe».
Che dolore, che onta e, soprattutto, di corsa a consultare il rospo più saggio del paese.
L’anziano anfibio dovette però confermare ai due regnanti la triste verità: nei paraggi non c’era nessun papabile principe consorte. Anche se…
«la leggenda narra di quell’unico rimasto che era stato trasformato in principe umano da una terribile fattucchiera»…
Ed eccolo qui il riferimento alla fiaba della tradizione, Il principe ranocchio, noto ai più nella versione dei Fratelli Grimm. Ma con un risvolto divertente: il re e la regina non ci pensano nemmeno a rifilare un umano alla propria unica adorata, seppur ribelle, figlia. A meno che, e questa sarebbe l’unica eccezione, un miracolo non infrangesse quell’incantesimo che intrappola in sembianze umane quel ranocchio rubato alla loro stimatissima specie e di cui da secoli si parla nei c’era una volta di tutto il mondo…
Per favorire quel fatidico bacio e rintracciare il principe “stregato”, nel regno saltante furono smossi mari e monti, persino la stampa locale scrisse fiumi di inchiostro e montò servizi televisivi su servizi. Ovviamente, a quel richiamo mediatico, i principi del mondo umano scuotevano la testa, manifestando la stessa reazione (ma al contrario) che avevano avuto i regnanti rospi:
«Puah, che schifo, un bacio da un rospo!». E nessuno accorreva…
Finché un giorno, come in ogni fiaba che si rispetti, ecco materializzarsi il pretendente.
Il regno si preparò al grande evento: l’umano disposto a farsi baciare da Rospina sarebbe stato accolto con grandi festeggiamenti e, addirittura, con una diretta in mondovisione!
Quando tutto sembrava pronto, la grande sorpresa. Un finale che farà forse impallidire qualche mamma e papà, ma che riempirà certo di gioia ogni bambina che sa il fatto suo.
La principessa Rospina «inforcò la moto, diede gas sull’acceleratore e pare che non sia ancora stanca di correre per le strade del mondo. Qualcuno assicura che non si fermerà finché non avrà trovato un rospo che la faccia innamorare».
Perché, ricordiamolo sempre, scappare dai vincoli imposti, a volte, è possibile.
Il bacio della principessa sarà presto disponibile anche qui:
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