di Roberta Garavaglia
Michael Foreman ma lo immagino un uomo silenzioso, conoscitore delle più lievi sfumature dello stupore, e con gli occhi azzurri e bianchi come le copertine dei suoi albi illustrati (Il gatto nella mangiatoia e La piccola renna per Camelozampa, ma anche Il gatto sulla collina per il Castoro). Ho googlato il suo nome e tra le immagini è comparsa anche una sua foto con un gatto in braccio, forse il suo Tex. Devono interessargli molto i gatti, forniscono originali prospettive alle storie da narrare. E se è vero che un autore trasmette uno sguardo, Michael Foreman (o il suo gatto) è un osservatore pronto a cogliere la magia.
Michael Foreman, traduzione Sara Saorin, Camelozampa, 2012
Età di lettura consigliata: dai 4 anni
La notte di Natale, per esempio, è piena di magia. Ci sono un uomo e una donna – la storia è risaputa – in una notte fredda che cercano un riparo, c’è una stalla calda, poi un neonato che piange e più tardi dei pastori che si inginocchiano davanti a lui.
«Intendiamoci, non ho niente contro le mucche. Magari sono un po’ stupide e goffe, con quel loro modo di urtarsi di continuo, ma almeno tengono caldo.»
Non ce lo aspetteremmo proprio così, l’incipit di un libro sulla Natività, ma Il gatto nella mangiatoia si apre davvero con queste parole. Questo albo, infatti, è – come si legge in copertina – «il mistero della Natività visto dagli occhi di un gatto».
Il punto di vista da cui è raccontata la storia, quindi, è noto fin da subito, non è un colpo di scena che ci sorprende a metà. La sorpresa semmai sta tutta nelle tavole: è come se riuscissimo a sentire il calore della mangiatoia, e poi il freddo che entra quando «la porta si è spalancata e in un vortice di fiocchi di neve sono apparsi un uomo e una donna con, indovina un po’… un asino!».
La luce sulla pelle della donna e sul viso del bambino attaccato al suo seno, e più avanti sul fieno e sulla famiglia, è una luce tra il giallo e il bianco che mi ricorda certe immagini sacre. Fuori dalla stalla intanto è tutto blu, azzurro e bianco, e arrivano tre cammelli coi loro padroni che «sembravano ricchi come dei re».
Le illustrazioni delicate di Foreman accompagnano un testo divertente: la voce schietta di un gatto solitario che ha da dire sulle mucche, sulle capre, sugli asini e sui cammelli, ma che non può evitare di commuoversi quando dopo la nascita del bambino, nel silenzio della stalla, «era come se tutti gli animali trattenessero il respiro. Era come se il mondo intero trattenesse il respiro, e guardavamo tutti il bambino e il bambino guardava noi».
Succede qualcosa quella notte, in apparenza niente di speciale ma succede un miracolo che non dura solo il tempo di una notte. Un miracolo che mette d’accordo il gatto e i topi, e che lascia una scia di mistero e di pace anche in noi che leggiamo queste pagine.
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