“Il grande debutto“, l’ultimo appetitoso albo “sfornato” da Minibombo ha i dialoghi di Eva Francescutto e la messa in scena di Alberto Lot.
Abbiamo già avuto modo di conoscere Alberto Lot, ultimamente, grazie alla sua esilarante Spy Story… ops, mi correggo, il suo esilarante albo illustrato “Ha visto la mia coda?”, in cui signor Cane non trova la sua coda e chiede a signor Tartaruga se lui l’abbia per caso vista. Adesso è giunta l’occasione di conoscere meglio anche Eva Francescutto che, in questo ultimo titolo di Minibombo, si è occupata dei dialoghi.
E sono proprio i dialoghi a costituire la parte più succosa della storia, una storia in cui una misteriosa compagnia teatrale sta per fare il suo primo, grande debutto in scena.
Fin dalla copertina, in cui campeggia, sullo sfondo rigorosamente in nero, un fascio di luce, si ha l’impressione che la storia sarà narrata al buio. Ed infatti è proprio così.
Ci troviamo dietro le quinte di uno spettacolo teatrale, i cui protagonisti rimangono avviluppati nell’oscurità.
Sono messi in evidenza soltanto i loro brevi scambi, i battibecchi, i dialoghi concitati che, visti come indizi, lasciano quasi trapelare informazioni sul personaggio che li sta pronunciando.
Leggendo per la prima volta il libro, però, non si capisce subito chi stia parlando e a cosa alluda… il dubbio rimane fino all’ultimo, quando le identità vengono rivelate nell’unica illustrazione, quella finale (che non sveliamo).
Cosa ci vuole dire l’autrice? Perché usa proprio certi termini e espressioni?
I testi non sono certo scelti a caso, e neppure i loro colori e la loro collocazione sulle pagine lo sono. Ogni singola parola o elemento grafico ha un peso specifico in questo albo, e va ponderato. Insomma, tutto sembra essere appeso a un filo.
Inoltrandosi nel racconto si intuisce che sta per accadere qualcosa di spettacolare ma non si capisce cosa. Un certo stato di agitazione passa dai personaggi ai lettori, la suspense aleggia… chissà se qualche bambino o bambina riuscirà a indovinare cosa bolle in pentola. Solo nelle pagine conclusive si farà luce su tutta la situazione.
Un albo insolito e coraggioso questo, che propone ai bambini fogli completamente neri senza figure e testi colorati che rappresentano voci privi di volti o corpi, senza fornire appigli o spiegazione alcuna. Si deve stare al gioco fino alla fine e godersi la sensazione di spaesamento e incertezza che cresce via via con l’incalzare della lettura.
Un libro che mi ha colpita per l’estetica peculiare e per l’esuberanza dei dialoghi davvero scoppiettanti dei 32 protagonisti misteriosi. Un botta e risposta comico e divertentissimo che, di certo, centra l’obiettivo di incuriosire e sollevare ipotesi.
Una fresca e intraprendente storia che fa venire l’acquolina in bocca e si dimostra adatta un po’ a tutti i gusti 🙂
Consigliato dai 3 anni.
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