Fra i più interessanti albi illustrati per ragazzi in cui mi sono imbattuta alla Fiera del libro di Bologna di quest’anno, c’è sicuramente Il puzzle infinito, illustrato e scritto dall’argentino Diego Bianki, portato in Italia dalla casa editrice Kalandraka.
Un libro “consistente”, dal formato importante, e che comunica sin dalla copertina la sua sostanza.
Un libro composto da tante scatoline dipinte, accostate le une alle altre a formare figure umane, di animali, di oggetti, e poi fotografate.
I piccoli contenitori, ricchi di illustrazioni colorate e vivacissime, dialogano tra di loro ed entrano in relazione anche con il lettore, osservatore stupito e inizialmente ammutolito di fronte a questa galleria di personaggi insoliti.
Il primo assemblaggio di scatoline che compare nell’albo è quello di un uomo elegante con il cappello. Di fianco a lui, nella facciata che segue, un insetto gigante. I due, ripresi frontalmente e in primo piano, si guardano.
Voltando pagina, un pappagallo umanizzato dice qualcosa all’uomo col cappello. Il primo parla, il secondo ascolta. Così sostiene, anche se il suo aspetto appare molto annoiato.
Poi fa la sua apparizione una iena dal sorriso ambiguo. E anche l’uomo le sorride di rimando. Ma è un sorriso interdetto, preoccupato.
Si va avanti con il faccione inquisitorio di un cagnolino che interroga l’uomo col cappello sul suo grado di fedeltà. Io sono fedele, risponde senza però avere il coraggio di aprire gli occhi.
Ogni doppia pagina mostra due figure al centro della scena che parlano e si osservano assumendo espressioni e gestualità teatrali. L’uomo col cappello tiene le fila del racconto, incontrando di volta in volta tanti tipi che gli sembrano strani, diversi, talvolta pericolosi.
Eppure è solo una questione di “apparenza”, ci dice Bianki, perché basta accostarsi meglio e guardare oltre la superficie per accorgersi che c’è una cosa che accomuna tutti gli esseri di questo mondo: siamo tutti diversi.
Prova ad aprire la mente sottolinea l’autore, mentre nel contempo ci svela i materiali usati per comporre questo brillante libro-gioco che contiene un messaggio di accoglienza e solidarietà.
Questo è “un libro sull’identità e sulla differenza“, come lo ha definito Elena Rolla, la traduttrice dell’albo, nella radiointervista andata su RadioRai3. Un libro realizzato interamente con scatole riciclate dalla quotidianità (scatole di dentifrici, di lampadine, di calze, di penne, di cibi e oggetti da bagno). Scatole raccolte, conservate, riutilizzate, dipinte e poi assemblate in maniera creativa per dare vita a un volume molto originale che è un inno alla valorizzazione delle differenze, all’accettazione e all’apertura verso l’altro.
Ciò che ci rende uguali è il fatto di essere tutti diversi.
Il libro si conclude con una dedica dell’artista che suggerisce ai bambini di recuperare i materiali che trovano in casa e spiega loro come seguire il suo esempio. Le ultime pagine rappresentano infatti un piccolo laboratorio per realizzare da soli un nuovo puzzle fatto di scatole riciclate in cui ogni faccia presenta un disegno differente per dar vita a tantissime combinazioni.
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