Letture per bambini

Casa è il luogo in cui nasciamo o quello in cui riceviamo amore e comprensione?

Il piccolo Boris viene trovato in una palude da una coppia alla quale è stato diagnosticato che non può avere bambini. Sembra loro un dono della natura, una benedizione dal cielo: è un piccolino in cerca di una famiglia che lo salvi!

Nonostante il neonato presenti le branchie come un pesce, i due genitori non esitano nel prenderlo e nel dargli tutto l’amore di cui ha bisogno. Boris viene accolto in casa, cresce, va a scuola, ha degli amici e si diverte come ogni bambino della sua età. In un giorno qualunque, però, arriva dal vento un odore salmastro che lo riporta con la mente a un luogo e a un tempo molto lontano. È il richiamo della palude.

Il richiamo della palude

di Davide Calì, illustrazioni di Marco Somà, pp. 32, Kite Edizioni, 2016
Età di lettura consigliata: dai 5 anni

Boris è disorientato e inizia a scavare nel profondo dei suoi ricordi. Vuole capire le radici della sua origine e cerca di farlo attraverso il suo respiro e la sua quotidianità. Percepisce notte e giorno l’odore della palude e nella sua testa iniziano a balenare come fulmini tante, troppe domande:

“Era davvero felice? Ciò che aveva era ciò che desiderava o quello che altri avevano desiderato per lui?”

Presto Boris raggiunge la palude e gli sembra che le risposte alle sue domande siano tutte lì, in quella immensità di acqua, alberi, profumi e creature con le branchie, esattamente come lui. Gli sembra di aver trovato la sua dimensione insieme ai suoi simili. Decide di tornare da loro.

I suoi genitori accettano la decisione e depositano nella palude bottiglie con messaggi rassicuranti: “Se tu sei felice dove sei, siamo felici anche noi”.

Queste dediche alimentano un altro vento, che lo avvolge di nuovo. Stavolta si tratta di un vento inodore, molto più travolgente del precedente: è quello della nostalgia di casa. Così i suoi occhi iniziano a guardare in maniera diversa ciò che lo circonda. Nei messaggi di quelle bottiglie, Boris sente un fuoco dentro di sé, qualcosa di profondo che lo accende. È l’amore.

Lui aveva le branchie e i suoi genitori no. Lui era nato in una palude e i suoi genitori no ma dopotutto, che importanza aveva?

I suoi genitori si erano presi cura di lui dal primo istante, senza la minima esitazione. Questo fa capire l’amore incondizionato che si prova verso un figlio. E nonostante la decisione di Boris di voler andare via, una delle tematiche forti della storia è l’amore incondizionato della mamma e del papà che accettano la decisione del figlio e gli fanno dono della libertà.

Per una creatura che viene adottata è più che normale cercare le proprie origini, cercare le radici del proprio io. Ed è solo lei che potrà rispondere alle domande da cui è travolta. Penso che ci sia un piccolo Boris in ognuno di noi, perché durante l’arco della vita, ogni creatura sente la necessità di farsi domande e soprattutto trovare delle risposte a esse. E non è che detto che queste arrivino sempre. Qualche volta le risposte possono generare confusione. Altre volte, invece, sono dentro di non ed è più semplice di quanto pensiamo.

Il testo è accompagnato dalle tavole del celebre illustratore Marco Somà

La dolcezza nello sguardo di Boris e la delicatezza nei suoi movimenti trasmettono al lettore una forte emozione. La palude è dipinta nei minimi dettagli. Le foglie autunnali sono sfumate di colori diversi e l’acqua della palude acquista una prospettiva tridimensionale attraverso i riflessi degli alberi al suo interno. Sembra di sentire il fruscio del vento con le foglie che si muovono e l’odore della palude mentre Boris fa il bagno.

Non è facile parlare di un albo così delicato e meraviglioso, che affronta temi complessi e intrecciati quali la diversità, l’adozione, la ricerca di sé stessi e allo stesso tempo l’amore, nucleo principale che fa da cornice a questa dirompente storia. Il mio consiglio è quello di prendere esempio da Boris: fare un respiro profondo, inspirare il nostro buon vento e ascoltare quello che ci suggerisce il nostro cuore. Le risposte sono dentro di noi ma forse, a volte, ce lo dimentichiamo.

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Gioia Suriano

Laureata in Lettere moderne e da sempre appassionata di letteratura per l’infanzia, ha lavorato in una libreria per bambini e ha fatto l’animatrice e l’organizzatrice di laboratori. Di recente ha scritto degli articoli per il magazine online della casa editrice La strada per Babilonia. Attualmente frequenta corsi di formazione legati al settore dell’editoria infantile e di scrittura per bambini.

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