Alcuni giorni fa ho letto un articolo in cui si parlava di “libri a forma di gioco” e la definizione mi ha subito incuriosito. Approfondendo un po’, ho scoperto che si tratta di libri unici, veri, realizzati a mano e illustrati direttamente dai bambini durante dei laboratori originali condotti da un’eclettica illustratrice, cantastorie, creativa che si chiama Cecilia Campironi:
“Le favole sono sempre state il punto di partenza del mio lavoro con i bambini, e questa passione è cresciuta di pari passo con quella per il mondo del disegno e dei libri illustrati. Ho imparato molte cose in questi anni con i bambini, soprattutto a conoscerli e capire come spingerli ed aiutarli a cercare la propria strada espressiva attraverso il gioco con le immagini“.
Il suo laboratorio, LA BIBLIOTECA DEI LIBRI A FORMA DI GIOCO, è rivolto a bambini dai 4 ai 10 anni ed è strutturato in diversi incontri. Il progetto è rivolto a librerie, ludoteche, associazioni culturali, scuole e famiglie.
Ho chiesto a Cecilia di spiegarmi come sono strutturati gli incontri: “I miei laboratori iniziano tutti con la stessa regola e finiscono però in maniera diversa. Di questo non posso che gioirne. Il primissimo incontro si svolge sempre intorno alla conoscenza reciproca, alla solidificazione del gruppo. Non è facile iniziare un processo creativo se prima non si prende confidenza con le persone, il luogo e gli strumenti che ci ritroviamo intorno. Non è facile per me, figuriamoci per i bambini e le loro diverse personalità.
Iniziamo parlando di storie, libri in generale, per poi arrivare a capire che è questo che stiamo andando a fare. Costruiremo una storia, un libro vero!
Poi si passa alla conoscenza per immagini, e quindi all’azione vera e propria: il disegno. Cosa serve per iniziare una storia? Un personaggio, un protagonista e spesso faccio sì che siano loro stessi ad esserlo, invitandoli a disegnarsi per entrare nella realtà bidimensionale della carta”.
Ai bambini viene fornito il cosiddetto Mezzo-libro, ovvero un libretto con pagine bianche rilegato a soffietto che spetterà a loro riempire di disegni, colori, parole, creazioni seguendo gli spunti offerti da Cecilia, che per l’occasione ha inventato delle rime, una caccia al tesoro che invita a formulare ipotesi e a dar vita alle proprie avventure e interpretazioni personali e fantasiose.
“Il libro è un gioco che può essere usato in diversi modi. Se uno vuole può anche aggiungere delle pagine in un secondo momento, perché quella che può sembrare la fine è anche l’inizio di una nuova avventura. O inserirne di nuove nel mezzo. I personaggi sono sempre separati dalle pagine con dei fermacampioni, quindi tutto può essere riformulato e modificato, si può viaggiare nel tempo, tornare indietro nelle pagine o saltarne alcune. Non ci sono testi e quindi le storie possono essere di volta in volta reinventate.
Il mezzo-libro, una volta diventato IL LIBRO, può essere tenuto in piedi a mo’ di quinta teatrale, può essere steso a terra per diventare una strada, può essere semplicemente sfogliato”.
Durante il laboratorio, Cecilia è una presenza discreta e attenta: “Può capitare che io disegni qualche personaggio da colorare inizialmente, o che imposti degli ‘inizi’ di disegno da completare. I bambini in questo caso si occupano di mettere il loro punto di vista personale su un incipit da me fornito. Confrontare poi i diversi risultati è sempre molto interessante.
Durante il momento del disegno cerco sempre di lasciarli abbastanza liberi, dando qui e là qualche dritta ai più grandi, o guidando la mano ai più piccoli. Faccio domande per capire cosa vogliono fare e se posso aiutarli ad esprimerlo. Qualche volta richiamo un po’ di silenzio 🙂
“Solitamente il risultato sono grandi illustrazioni che variano dal figurativo all’astratto, ma che nascono sempre dall’elaborazione di un argomento preciso. Cerco sempre di spingere a rappresentare con immagini quello che i bambini vogliono raccontare sul foglio. Quando qualcuno mi chiede se può mettere un balloon con del testo chiedo sempre: ‘Perché?’, e magari la risposta è: ‘Perché è arrabbiato e sta dicendo delle cose cattive’. ‘Perfetto! Hai pensato di fargli la faccia di un altro colore? O fargli uscire dalla bocca che ne so… del fuoco?’. La risposta sai spesso qual è?. ‘Ahh! Ok ok mi è venuta un’idea!’ E puntualmente non fanno quasi nulla di quello che gli ho suggerito ma trovano una soluzione personale”.
Dopo il diploma in illustrazione conseguito allo Ied di Roma nel 2007, Cecilia ha aperto insieme a delle compagne di corso Studio Arturo. Uno studio che si occupa d’illustrazione, comunicazione visiva ed incisione calcografica. In parallelo ha sempre portato avanti il lavoro con i bambini, organizzando percorsi creativi inseriti nei più disparati contesti. Il suo sito: ceciliacampironi.com
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