Letture per bambini

Matilde: uno dei personaggi più amati di Roald Dahl

di Marzia Montrone

Matilde, la bambina che dà il nome al libro, ha imparato a leggere a tre anni, e a quattro ha già divorato tutti i libri della biblioteca pubblica. Paladina della cultura – e per questo eroina di noi bibliotecari, la protagonista è una mente brillante e vivace, e la sua storia, oltre ad essere divertentissima, ci mostra l’importanza dell’educazione: arma potentissima contro ottusità, prepotenza e cattiveria.

Matilde

di Roald Dahl, illustrazioni di Quentin Blake, traduzione di Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi. Salani Editore, prima edizione Istrici, 1989.
Età di lettura consigliata: dagli 8 anni

Scritto dalla penna di uno dei più grandi autori di libri per bambini, il mitico Roald Dahl, e illustrato dal genio di Quentin Blake, Matilde è oggi da considerarsi indiscutibilmente un classico della letteratura per l’infanzia. Una lettura accattivante e scorrevole, della quale non si può proprio fare a meno.

Matilde è circondata di persone che non capiscono la sua passione per i libri e non apprezzano la sua onestà. E’ soprattutto con la sua famiglia che lo scrittore si scatena nel ritrarre una società adulta tanto spregevole quanto ostile: il papà, rivenditore di auto usate, è un arrogante truffatore; la madre, casalinga patita di bingo, è una donna sciocca e superficiale e il fratello maggiore, ahimè, è il classico bullo.

Ma le cose peggiorano quando Matilde inizia a frequentare la scuola elementare, dove, ad attenderla, c’è la Signorina Spezzindue, la peggiore direttrice scolastica che si possa immaginare, anch’essa fortemente intenzionata a renderle la vita impossibile punendola coi castighi più improbabili. Ma Matilde non si lascia prendere dallo sconforto e inizia a vendicare queste ingiustizie architettando simpaticissimi scherzi. Il lettore non può che provare simpatia per questa bambina, che, nonostante la sua giovane età, porta avanti una faticosa lotta contro soprusi e arroganza.

Per fortuna al mondo esistono delle eccezioni, come l’insegnante di Matilde, la dolce e cara Betta Dolcemiele, con cui la bambina intesse da subito una stretto rapporto di profonda amicizia e affetto. E non è l’unica nota positiva contro le avversità; infatti, la rabbia e l’ingegno di Matilde, che lungo il corso della storia non fanno che aumentare a dismisura, alla fine esplodono trasformandosi in uno straordinario potere magico.

A questo punto la bambina ha un alleato in più, e il lieto fine è assicurato.

LABORATORIO SUL PERSONAGGIO E LA SUA CARATTERIZZAZIONE: IL RITRATTO GRAFICO

Uno degli elementi che trovo particolarmente interessante, e su cui spesso cerco di attirare l’attenzione dei lettori, è la descrizione puntuale e dettagliata dei personaggi della storia, fortemente caratterizzati. I nomi propri, infatti, riflettono sia l’animo e il temperamento, che i connotati fisici della persona che li porta.

La famiglia Dalverme è infatti composta – ad eccezione di Matilde – da individui viscidi e senza principi morali; la signorina Spezzindue è un donnone giunonico, perfido e tiranno, il cui passatempo preferito è rinchiudere gli alunni della scuola elementare “Aiuto!” nello Strozzatoio; la sua maestra, la signorina Dolcemiele, è invece una donna sensibile dal viso angelico e dall’aspetto piuttosto fragile. Un tipo di ritratto da parte dell’autore che li rende indimenticabili.

Insieme ai bambini di una classe terza primaria ho tenuto, a seguito della lettura di alcuni stralci rilevanti circa i personaggi di “Matilde”, un laboratorio sul ritratto. L’attività didattica consisteva nel raffigurare graficamente il carattere di qualcuno ricorrendo a simboli e disegni di facile comprensione (su esempio di uno dei laboratori creativi dell’artista francese Hervé Tullet).

Una volta scelto il soggetto, bisognava compilare una lista delle caratteristiche della sua personalità, delle sue passioni, del suo lavoro e della sua storia. A ciascun attributo doveva corrispondere un segno o un simbolo specifico; ad esempio a una persona entusiasta potevamo disegnare un fuoco d’artificio, ad una persona ordinata e precisa un quadrato, mentre ad un soggetto simpatico, ben si associava uno smile.

E ancora, a chi amava la musica abbiamo affiancato una nota musicale, e al tipo sportivo, una scarpa da ginnastica.

Lo scopo è stato quello di andare ad indagare in profondità le diverse sfaccettature che compongono il carattere di un individuo, selezionando poi quelle che si ritenevano maggiormente caratterizzanti.

Un esercizio apparentemente semplice, ma che, a causa della sua originalità, si rivela a tratti ostico. Superato lo scetticismo iniziale, i bambini si caricano di entusiasmo ed energia per portare a termine la consegna; l’impegno è tanto e la soddisfazione finale pure.

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Marzia Montrone

Diplomata nel master universitario “Servizi Educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive”, sono impegnata da anni quale responsabile della progettazione culturale e didattica di musei e biblioteche dell’hinterland milanese, dove ho maturato una grande esperienza nell’elaborazione e realizzazione di progetti educativi legati alla promozione della lettura e dell’arte ai bambini di ogni età. Attualmente, rivesto il ruolo di Responsabile di una Biblioteca Ragazzi, mansione che mi permette di coniugare la mia propensione ad un approccio educativo di qualità con l’amore per i libri per bambini

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