Ci sono, come tutti sanno, tantissime ninne nanne. Dalle più classiche alle moderne, alcune sono divertenti, altre molto dolci, ce ne sono per bambini scatenati e per neonati, ce ne sono che sembrano filastrocche o canzoni. E ciascuno ha la sua preferita. Ora, dovete sapere che esiste anche una Ninna nanna per una pecorella, che è una ninna nanna molto tenera, ha i colori della notte, e racconta di una pecorella che ha perso il suo gregge seguendo una stella. Potrebbe, e dico potrebbe, diventare la ninna nanna preferita di qualcuno di voi, e magari qualcun altro non resisterà a metterla in musica e a sussurrarla ai figli o ai nipoti o ai fidanzati o alle pareti di casa.
di Eleonora Bellini, illustrazioni di Massimo Caccia, prima edizione Topipittori, 2009 – nuova edizione Uovonero – I Libri di Camilla, 2019
Ninna nanna per una pecorella è un albo pubblicato per la prima volta da Topipittori nel 2009. Dopo dieci anni viene ripubblicato nella collana i Libri di Camilla, con la versione in simboli WLS di Enza Crivelli e Sante Bandirali.
Il simbolo per ninna nanna è un adulto che culla un neonato tra le braccia, compare già in copertina, tra il titolo e una stella. Questo albo fa proprio questo: ci culla, pagina dopo pagina, con le parole e con le immagini, ci accompagna sulla linea della montagna, della luna, dell’albero, poi ci riporta tra le braccia (o le zampe) della mamma (o chi per lei). Diventiamo noi stessi la pecorella e alla fine ci sentiamo al sicuro e quando il sonno è vicino chiudiamo il libro e ci addormentiamo sereni.
Ecco, la poesia di Eleonora Bellini si unisce alla grafica essenziale di Massimo Caccia.
Il testo è in basso in ogni pagina, su una striscia bianca, i simboli in riquadro. I numeri delle pagine sono di grandi dimensioni e colorati, e tengono il ritmo dei passi incerti ma coraggiosi della pecorella.
Le illustrazioni sono semplici, superfici senza sfumature dai contorni neri e spessi, adatti quindi anche a lettori piccolissimi. Basta spostare la pupilla nell’occhio della pecorella per renderla di volta in volta spaventata o insicura o curiosa, e farla bianca o nera a seconda della luce del suo cuore, impaurito o fiducioso. Si potrebbe quasi dire che queste illustrazioni somigliano ai simboli WLS con cui si combinano.
Eppure in questo albo succede proprio così. E gli occhi di mamma lupa come due fiammelle che allontanano il pericolo, insieme alle sue parole sognanti, fanno pensare all’importanza del contatto fisico, di un posto caldo e accogliente, della cura e dell’amore. La pecorella viene accolta da mamma lupo come una figlia, dal cucciolo di lupo come una sorella. Sono la generosità e l’affetto a fare una famiglia.
«Mia pecorella, sola e sperduta, la notte è fredda, il bosco, nero. Ti sarò mamma, casa e sentiero. Ti darò sogni di erba e trifoglio sonno di latte, letto di figlia.»
Una stella ci guarda, buonanotte, sssht, buonanotte.
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