Nel 1959 Leo Lionni, artista poliglotta poliedrico e inafferrabile, scultore, pittore, grafico pubblicitario, incisore, illustratore, autore di volumi per l’infanzia indimenticabili, dà vita a quello che nel tempo si conferma uno dei suoi libri di maggior successo, un classico contro i pregiudizi e l’affermazione della propria identità dal titolo Piccolo blu e piccolo giallo.
Realizzato con la tecnica del collage, usando delle macchie colorate disposte sulle pagine in modo da creare personaggi che si muovono ed entrano in relazione tra di loro, Piccolo blu e piccolo giallo è la storia semplice e commovente di un’amicizia che supera le differenze e abbatte i pregiudizi adulti.
La sua genialità, oltre al racconto universale di un’amicizia travolgente che fa vacillare i preconcetti, risiede nella modalità espressiva a cui ricorre: le immagini diventano elemento narrativo centrale, componenti essenziali per la comprensione e lo svolgimento della storia. Si tratta di un elemento di innovazione sorprendente all’epoca, un andare oltre i canoni condivisi, secondo i quali è il testo, le parole, a determinare la forza intrinseca di una storia.
In Piccolo blu e piccolo giallo, invece, le parole scelte da Leo Lionni fanno da pura guida alle illustrazioni, è sufficiente leggere le immagini per entrare nel vivo della vicenda e afferrare immediatamente il senso e tutti i fatti che vengono narrati.
Inoltre a Lionni va riconosciuto un altro merito: l’accortezza di aver scelto un tipo di “disegno” e una modalità artistica molto semplice, immediata, facilmente fruibile e a misura di bambino.
Per questi e per molti altri meriti, si aggiudica il Premio Andersen nel 2001 come Miglior libro “Mai premiato” (risultando vincitore anche del Super Premio Andersen).
Ma veniamo alla trama di questo suo primo ed eccezionale libro per bambini, giunto per la prima volta in Italia nel 1967 su impulso della Emme Edizioni fondata da Rosellina Archinto (dal 1999 l’opera di Leo Lionni è pubblicata dalla casa editrice Babalibri).
Piccolo blu vive con mamma blu e papà blu. Il suo migliore amico è piccolo giallo, che abita nella casa di fronte con i suoi genitori. Insieme giocano a nascondino, al girotondo, corrono e saltano. In classe devono stare fermi e composti, ma fuori possono muoversi in libertà e spensieratezza.
Un giorno mamma blu deve uscire e si raccomanda con piccolo blu di rimanere in casa. Ma piccolo blu si sente solo e va dal suo amico piccolo giallo. Purtroppo non lo trova e comincia a cercarlo preoccupato dappertutto. Dopo alcuni tentativi andati a male, girato l’angolo finalmente lo vede e la felicità di ritrovarsi è talmente grande che i due si abbracciano con entusiasmo, e si riabbracciano così forte che diventano verdi.
A questo punto sono diventati un tutt’uno e, in questa nuova “pelle”, quando ritornano a casa, non vengono riconosciuti. Le persone che più li amano non riescono ad andare oltre il loro colore e a capire che sono sempre gli stessi: «Tu non sei il nostro piccolo blu. Tu sei verde», dicono mamma e papà blu. «Tu non sei il nostro piccolo giallo. Tu sei verde», dicono mamma e papà giallo.
La disperazione dei due amici è talmente cocente, che scoppiano in lacrime senza riuscire a fermarsi. Piangono e piangono, finché non si sfaldano, diventando loro stessi tante piccole lacrime gialle e blu. Infine si ricompongono, ritornando ognuno sé stesso nel proprio corpo.
«Ci crederanno ora?», si chiedono tristi. I genitori stavolta li riconoscono e capiscono cosa era successo… Le ultime pagine raccontano gli abbracci tra grandi e piccoli e le “fusioni” che si vengono a creare entrando in contatto.
Leo Lionni racconta di aver avuto l’idea per Piccolo blu e piccolo giallo mentre era in viaggio in treno con i suoi nipoti di cinque e tre anni. Per intrattenerli ed evitare che saltassero da un sedile all’altro durante il tragitto, aveva tirato fuori una copia della rivista che dirigeva, “Life”, e arrivato a una pagina con un disegno in blu, giallo e verde, si era fatto ispirare. « “Allora”, dissi. “Vi racconto una storia”. Staccai la pagina e la feci a pezzettini. Presi un pezzo di carta blu e ne feci piccoli dischi. Lo stesso feci poi con i pezzi gialli e verdi… e con voce profonda, dissi: “Questo è piccolo blu e questo è piccolo giallo”…»
La commovente storia delle due macchie di colore che si ritrovano e diventano tutt’uno è uno stimolo incredibile anche per realizzare con i bambini disegni e sperimentazioni artistiche, usando la pittura, mescolando i colori, realizzando collage, giocando con le tecniche e con le forme. Una miniera di sollecitazioni a portata davvero di tutti.
Naturalmente all’inizio il libro ebbe vita difficile. I genitori italiani erano perplessi di fronte a un modo di raccontare così inusuale. Potrei quasi dire che il successo del libro è stato decretato dai bambini più che dai «grandi». Se oggi, a distanza di tanti anni, Piccolo blu e piccolo giallo continua a ottenere importanti riconoscimenti, probabilmente è perché esprime valori forti, ancora validi per le nuove generazioni e perché, come tutti sappiamo, i buoni libri non hanno tempo.
Nel 2019 ricorrono due anniversari importanti legati a Leo Lionni: 20 anni dalla morte e 60 anni dall’uscita di Piccolo blu e piccolo giallo. Per ricordare e rendere omaggio a questo geniale artista, la casa editrice Babalibri organizza una serie di iniziative a lui dedicate:
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