SCIENZA Rap. Mai titolo fu più calzante per un libro di esperimenti rivolto ai ragazzi. Questo è un libro RAP nel profondo, nello spirito, nell’anima. Divertente e rap, smaliziato e ritmato. Quanto ci piace!
Partiamo dai due giovani baldi in copertina: hanno dei bei sorrisi soddisfatti, il cappellino con la visiera e la catena al collo da rapper ma, se guardate bene, al posto dei microfoni noterete che tra le mani stringono delle provette (i bambini se ne accorgeranno prima di voi). La differenza è sostanziale, un dettaglio che fa sorridere e che spiega meglio di mille parole ciò che ritroveremo tra le pagine più avanti.
Frutto di un ottimo lavoro di squadra, che ha visto coinvolti a vario titolo Annalisa Bugini (per gli esperimenti e il progetto editoriale), Teresa Porcella (per il rap e per il progetto editoriale), Chicco Gallus (rap), Claudia Bianchi (esperimenti) e Ignazio Fulghesu (illustrazioni), SCIENZA Rap, pubblicato da Editoriale Scienza, usa il linguaggio del rap per parlare a ragazzi e ragazze della scienza e delle leggi che la governano.
Io l’ho trovata un’intuizione indovinata, moderna e appetibile per il target cui è destinato il libro (bambini dai 7-8 anni). Una modalità di comunicazione accessibile, fresca, partecipata, che contribuisce a togliere quel velo di sacralità e polvere che spesso ricopre le materie scientifiche e a renderle più vicine, amichevoli e simpatiche.
I quaranta semplici esperimenti illustrati nel volume, suddivisi in base al luogo in cui è preferibile metterli in pratica (CASA – PER STRADA – A SCUOLA – NEL PARCO – IN VIAGGIO), sono tutti introdotti da testi musicali in rima, da intonare vestendo i panni di rapper navigati e disinvolti. E vi devo dire che non è per nulla difficile calarsi nella parte, anzi. Viene proprio naturale mettersi a leggere cantando, muovendosi, cercando di andare a tempo. Io l’ho fatto sin dalla prima lettura e mia figlia è letteralmente impazzita dalla contentezza. Si è divertita come non succedeva da tempo in una lettura a voce alta.
Non se l’aspettava! Per vedere la sua reazione genuina, io non le avevo anticipato nulla, non le avevo spiegato che il libro avrebbe presentato degli esperimenti in modo originale, ritmato. Così quando ho incominciato a intonare i versi e ad ancheggiare, lei è scoppiata a ridere: “Ma davvero c’è scritto così?”, mi chiedeva stupita. E poi voleva che continuassi ancora e ancora.
Il nostro primo incontro con il libro è stato dominato dalla foga (di mia figlia). Era ansiosa di sapere, sentire e provare tutto subito. Così abbiamo seguito gli esperimenti suggeriti da fare in CASA (le bolle di sapone, le bolle senza sapone ma con l’albume di un uovo, far galleggiare una graffetta sull’acqua posandola sopra un pezzetto di carta velina, far traboccare un bicchiere col contagocce (questo ci ha lasciato a bocca aperta) e tutte le altre attività del primo capitolo.
Dopodiché Ilaria ha voluto portare il libro a scuola per chiedere alla maestra di realizzare gli altri esperimenti in classe (richiesta non esaudita). Il manuale è successivamente venuto con noi al parco (ci ha fatto compagnia pur senza essere usato perché non avevamo l’occorrente necessario). Rimangono da sperimentare le situazioni PER STRADA e IN VIAGGIO, ma ci stiamo attrezzando.
Naturalmente, oltre al divertimento legato al registro linguistico peculiare, SCIENZA Rap assomma tanti pregi che sono propri di molti titoli di Editoriale Scienza:
Immagino che ci sia stato anche un approfondito studio preparatorio per individuare la tipologia di esperimenti da includere nel volume e la modalità più friendly di raccontarli.
In ultimo, un regalino assai apprezzato e che consente di dilatare il gusto di questa lettura sui generis: sei basi musicali da scaricare sul proprio cellulare o tablet attraverso QR Code, per mettersi a rappare sul serio. Che il rap sia con noi!
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