Ricordate i libri della collana facile! (Gribaudo) di cui vi ho parlato qualche tempo fa? Be’, a distanza di alcuni mesi, e con l’uscita nel 2016 di nuovi titoli, vi confermo la mia impressione positiva. Oltre ad avere un formato maneggevole e pratico da trasportare (ci hanno tenuto compagnia in vacanza e sono con noi ogni volta che facciamo spostamenti lunghi in macchina), questi libri scritti con una font ad alta leggibilità contengono storie ben scritte e illustrate da autori di ottimo livello.
Hanno le stesse prerogative e vantaggi degli Albumini (Edizioni EL), che ripropongono storie classiche in un formato agile e ridotto, dal prezzo contenuto, e dei libri della collana Bababum (Babalibri), anch’essi versioni economiche, tascabili, di titoli già disponibili in edizione grande. Diversamente da questi, però, presentano la copertina rigida, che conferisce loro un tono più elegante, e soprattutto usano un carattere e una grafica accessibile, che aiuta e facilita il compito dei bambini che si apprestano a leggere autonomamente.
Sono tutti e quattro validi e consigliabili come lettura ad alta voce dai 3-4 anni, ma in questo post mi soffermerò sui nostri due preferiti (miei e di mia figlia di 4 anni, che mi chiede di leggerli e rileggerli ad alta voce di frequente).
Questa storia racconta metaforicamente il senso di disagio e la profonda malinconia che si prova quando ci si sente soli al mondo.
L’omino protagonista ha sempre freddo, è scosso dai brividi e trema nonostante indossi abiti pesanti, beva tè bollenti e viva in una casa caldissima, riscaldata notte e giorno da una enorme stufa.
Il signor Paltò, è questo il soprannome che gli affibbia chi lo incontra vedendolo imbacuccato all’inverosimile, finisce per mettersi addosso talmente tanti soprabiti da non riuscire più a passare attraverso la porta della sua abitazione!
E succede così che i cappotti diventano la sua casa, una gigantesca montagna di panni colorati che gli lasciano scoperto solo il viso.
Non c’è proprio nulla che riesca a rianimare e a sciogliere il cuore dell’omino solitario. Nulla, fino a quando non incontra qualcuno che ha il suo stesso problema… una donnina tale e quale a lui, protet
A questo punto, i due freddolosi cominciano a parlare, a raccontarsi, a svelarsi. E una chiacchiera dopo l’altra, un’ondata di tepore li assale. Non c’è più bisogno di tutti quei paltò… i denti non battono più e il sudore è arrivato a bagnare le loro fronti.
Una vicenda dolceamara, poetica, che ha una forte assonanza con quella di Stina, bambina sopraffatta dal freddo che escogita ogni giorno soluzioni ingegnose per tenerlo lontano. Una storia che esplora tanti sentimenti: la paura, la disperazione, l’isolamento, e poi l’amore, la speranza. E l’efficace immagine dei paltò che rendono goffi chi li indossa, proteggendoli ma al tempo stesso trasformandoli in personaggi caricaturali e surreali.
Qui invece si ride e ci si sente subito trascinati dentro la storia. La bravura dei due autori inglesi, coppia artistica consolidata, è quella di far divertire sin dalla prima scena. Le inconfondibili illustrazioni di Tony Ross, scherzose e graffianti, sommate ai testi brillanti, ai dialoghi spavaldi e scanzonati di Jeanne Willis, creano subito un mood allegro in chi legge o ascolta il racconto.
Protagonista è un principino viziato e capriccioso che si lagna di tutto, con tutti, sempre. Un po’ come il suo alter ego femminile, ha modi bruschi e atteggiamenti arroganti, e scaglia la sua ira contro maggiordomi, cuochi, balie, giullari.
Le sue assurde richieste e i suoi scoppi di rabbia portano il suo entourage all’esasperazione, costringendo cameriere e servitori ad andarsene, lasciandolo da solo nel suo castello.
Ce la farà? Riuscirà a sopravvivere senza governanti e facilitatori di ogni sorta? Come ne verrà fuori da questa esperienza?
Vi anticipo solo che nella sua nuova condizione di principino autonomo e fai da te ci sorprenderà, e si riscoprirà più forte, capace (e simpatico) di quanto potessimo immaginare.
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