di Luisa Lazzarini – Mummy Read
Qual è l’età giusta per iniziare a leggere al tuo bambino nella tua lingua madre? E quale l’età giusta per iniziare a leggere in un’altra lingua?
La risposta è la stessa: da prima che nasca (con un’eccezione: se è già nato, il momento giusto è “ora”!).
Come ben sanno i lettori affezionati di questo blog, già nel grembo materno il bambino è in grado di percepire e reagire agli stimoli esterni, in modo particolare tattili e auditivi. La voce della mamma che canta una filastrocca o legge una breve storia scelta tra l’infinita letteratura per l’infanzia è uno stimolo fin dalla gravidanza.
Nei primissimi mesi di vita, il bambino non sarà in grado di capire il significato dei suoni che ascolta, eppure è proprio nei primissimi mesi che si stabiliscono i fondamenti neurologici per lo sviluppo del linguaggio. Studi di neurolinguistica dimostrano infatti che nei primi 6 mesi di vita il cervello umano costruisce quei percorsi neuronali – cioè quei collegamenti – che permettono di distinguere i suoni propri di ciascuna lingua.
Proprio per questi motivi è essenziale in questi primissimi mesi, per quanto ci possa sembrare inusuale (e forse inutile), parlare con i bambini, fascinarli attraverso la parola e, se ci può essere di aiuto, introdurre la lettura, anche in una lingua diversa dalla lingua madre.
Non dimenticate che ai bambini ci si rivolge in modo diretto, emotivamente significativo ed aderente alla realtà. Non è necessario che abbiate un’elevata competenza linguistica per introdurre una seconda lingua nel quotidiano dei vostri bimbi. Leggere anche solo una o due storie ripetutamente per i primi mesi può essere più che sufficiente. In Internet troverete molte risorse a supporto della vostra pronuncia e comprensione. Ma ricordate: il libro va letto da voi, MAI mettere il bimbo all’ascolto di un audio senza la vostra presenza fisica e visiva!
Tra le tante possibilità che offre l’editoria per la primissima infanzia, oggi ci concentriamo su una tipologia che trovo particolarmente adatta e d’attrattiva per i piccolissimi: i singable books, cioè quei libri creati per poter essere messi in musica e cantati, quasi fossero delle filastrocche.
L’uso della forma cantata è uno strumento estremamente efficace nell’acquisizione di nuovo vocabolario, strutture linguistiche, combinazioni di suoni e parole. Stimola la memorizzazione e favorisce lo sviluppo dell’articolazione fonetica. Per questo motivo, la canzone è un mezzo privilegiato, utilizzato fin dalla scuola della prima infanzia per promuovere la lingua madre.
La forma cantata è, senza dubbio, uno strumento di estrema efficacia anche nell’apprendimento di una lingua straniera. Vediamo perché:
Ten little finger and ten little toes della geniale (a mio avviso) autrice per l’infanzia Mem Fox, illustrato da Helen Oxenbury (ed. Walker), già illustratrice del famosissimo “We ‘re going on a Bear Hunt”. E’ una carrellata di tenerissime immagine di bimbi di diversa nazionalità, presi in momenti e situazioni diverse della loro vita di bambini. E i piccoli adorano rivedersi nelle pagine di un libro!
In questo video, la stessa autrice ci offre diverse versioni cantate. Tuttavia, questa è la versione che preferisco.
It’s a little baby di Julia Donaldson, illustrato da Rebecca Cob (ed. Macmillan). Dall’autrice dell’ormai classico per l’infanzia “The Gruffalo”, un lift-the-flap book delizioso, creato per essere cantato! Somedoby’s hiding. I wonder who… Abbassate le alette e scoprite chi si nasconde sotto… La canzone è scaricabile direttamente dal sito o con QR code.
Today is Monday di Eric Carle (ed. Philomel Books). Non solo Brown bear, brown bear, what do you see? o The very hungry caterpillar: Eric Carle è un must che non può mancare nella libreria di qualunque bambino. Non un libro da cantare in questo caso, ma una canzone che diventa un libro: l’autore infatti dà nuova vita (e nuove rime) ad una tradizionale canzone popolare per bambini, arricchendola delle sue immaginifiche e artistiche illustrazioni.
Go away, big green monster di Ed Emberley (ed. Little, Brown and Company) un cut-out book che affronta il tema della paura attraverso il progressivo apparire di un mostro dagli strani occhi gialli, feroce bocca rossa dai bianchi denti appuntiti e faccia verde! Ma il coraggio dimostrato dal tuo bambino, lo farà scomparire pezzo dopo pezzo, proprio come era comparso.
Una lettura che si fa ancora più “leggera” nella versione cantata direttamente dall’autore.
Giraffes can’t dance di Giles Andreae (ed. Orchard books) è una tenera storia sulla diversità e sulla ricerca della giusta melodia su cui ballare la nostra danza della vita. E’ un libro più ricco linguisticamente rispetto ai precedenti, che diventa più facilmente fruibile anche ai più piccoli attraverso due belle versioni cantate da due “artisti” del web.
Qui una versione folk dalla pagina di @vancemo.
Qui invece una versione rap che può intrigare i più grandi (ma volete mettere il piacere di vedere i vostri piccolissimi muoversi al ritmo incalzante del rap!? Vi suggerisco di provare!
Le versioni cantate di classici (e meno classici) della letteratura per l’infanzia abbondano sul web, grazie alla fantasia e alla perizia di genitori, insegnanti e artisti che amano dare un tocco in più alla storia preferita dai loro bambini (o da loro stessi).
I suggerimenti potrebbero essere ancora tanti. E voi, quale libro per l’infanzia in inglese vorreste mettere in musica? Fatecelo sapere nei commenti!
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