Una copertina festosa e riccamente decorata, con intagli e motivi arabeschi, che vien voglia quasi di “scartare”, è la soglia di ingresso in questa storia natalizia che ha per protagonista una bambina, Mia, pronta a spiccare il volo a cavalcioni di una renna magica pur di raggiungere il papà lontano, e recapitargli il suo messaggio di auguri.

Ultima fermata per il Renna Express

testi di Maudie Powell-Tuck, illustrazioni di Karl James Mountford, traduzione di Valentina Bonaguro, Sassi Junior, 2017

Il salto dal mondo reale a quello fantastico avviene attraverso una cassetta postale dall’aspetto misterioso, in cui al posto della buca per infilare le lettere c’è una maniglia da girare per ritrovarsi catapultati al Renna Express: luogo di incanti e prodigi, dove renne a servizio espresso 24 ore su 24 offrono passaggi ai bambini per raggiungere luoghi desiderati ma altrimenti inaccessibili.

Il biglietto per questa corsa tutt’altro che ordinaria è una carota! E Mia, senza quasi rendersene conto, si ritrova nel regno della fantasia, dove i sogni diventano veri.

Addentrandosi tra i tagli e i buchi delle pagine innevate e i spioncini segreti da cui sbirciare dall’altra parte, Mia e la Renna intraprendono un viaggio sorprendente nei cieli di paesi e città splendenti, fino ad arrivare al cospetto del papà, nei pressi di un piccolo rifugio solitario e accogliente.

“Ti ho portato un biglietto”, disse Mia. “Sono arrivata in sella a una renna volante”.

Ora sì che il suo Natale può dirsi iniziato. Mentre tante altre famiglie “separate”, magicamente si ricongiungono grazie all’aiuto di altrettante renne dai poteri speciali. E Mia, finalmente con la pace nel cuore, dopo aver rivolto personalmente il suo messaggio di auguri al papà, può rimettersi in viaggio verso casa, pronta a riabbracciare la mamma e a calarsi nuovamente nella realtà.

Una storia che tocca tematiche care ai bambini: il viaggio fantastico, l’aiutante magico, la voglia di ritrovarsi con i propri cari, la realizzazione dei propri desideri. Tutti questi aspetti ne fanno un racconto godibile, anche se non spicca per originalità e a mio avviso parole e illustrazioni estremamente abbondanti rischiano di appesantire la lettura. Com’è bello invece lasciare dei vuoti per immaginare, per far nascere una domanda, per consentire a un pensiero di trovare la sua strada!

Quello che invece sicuramente funziona di questo libro è l’alternarsi dei pieni e dei vuoti tra le pagine, gli intagli ben distribuiti che invitano ad aprire e chiudere porticine magiche, a esplorare luoghi sconosciuti, a entrare ed uscire da mondi inaspettati. Un gioco che piace sempre, a tutte le età.

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Francesca Tamberlani

Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.

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