Letture per bambini

Sua maestà il lupo cattivo…sotto un’altra luce

Una zuppa di sasso è stato uno dei primi libri ad essere entrato tra i nostri preferiti, già quando mio figlio aveva due anni o suppergiù. Un primato che non deve stupire, visto che si tratta di uno degli albi illustrati più conosciuti e letti ad alta voce; un libro che emoziona, stupisce e diverte. Una storia che supera gli stereotipi e i pregiudizi in modo semplice ed efficace. Nell’ambito del Progetto Nati per Leggere viene spesso annoverato tra i suoi libri preferiti dal narratore Alfonso Cuccurullo (ecco un video in cui lo legge e interpreta).

Una zuppa di sasso

di Anaïs Vaugelade, trad. di Anna Morpurgo – Babalibri, 2001
Età di lettura consigliata: dai 5 anni

La storia ha per protagonista un lupo nero e cupo le cui reali intenzioni rimangono ambigue. Il suo aspetto fa paura, ma i suoi comportamenti lasciano aperti diversi interrogativi. Già la copertina è un tripudio di mistero e non detto.

In una fredda e buia notte invernale, il vecchio lupo arriva al villaggio degli animali, portando sulle spalle un grosso sacco. La prima casa che incontra è quella della gallina; bussa alla porta: “toc, toc, toc”. «Sono vecchio e non ho più neanche un dente», dice. La gallina è spaventata, ma allo stesso tempo stupita e soprattutto… curiosa. Cosa ci sarà nel sacco?

Se un lupo nel cuore della notte incontra una gallina, l’epilogo possibile è solo uno… è normale pensarlo, ma in questa storia le cose vanno in modo differente.

Il lupo trova un escamotage per ottenere una zuppa calda, piena di verdure saporite e la compagnia di altri curiosi animali che, notata la strana presenza, accorrono alla casa della gallina. Conoscono la fama del lupo e il loro primo sospetto è che sia lì per mangiare «brodo di gallina». Invece il finale stupisce e la storia si sviluppa in un continuo aspettarsi qualcosa che poi non succede.

Il racconto si sviluppa in un susseguirsi di scene ripetitive, che tanto piacciono ai bambini per il loro creare riferimenti e schemi predicibili. C’è sempre un animale che bussa alla porta, che si aggiunge agli altri, e qui si instaura il lato giocoso e di interazione fisica e teatrale con il libro. Il divertimento consiste nel picchiettare ogni volta sulla pagina nel punto (sempre lo stesso) in cui la porta è disegnata: “toc, toc, toc”, e nell’interpretare il verso dell’animale di turno. Che fatica distinguere tra pecora e capra! C’è ancora ripetizione nel susseguirsi di verdure che ogni animale porta da aggiungere alla zuppa di sasso.

Il libro spinge a soffermarsi su svariati aspetti: il piacere della condivisione, il riunirsi a tavola intorno a un piatto caldo e semplice, fatto di ingredienti naturali, il mangiare in compagnia nei pressi del focolare. E, scendendo ancora più in profondità, l‘accettazione e accoglienza del diverso, il superamento di certi pregiudizi che portano a vedere con sospetto lo straniero che arriva da chissà dove, armato di chissà quali intenzioni. Una zuppa di sasso presenta un’immagine del lupo diversa, positiva.

Le chiavi di lettura e interpretazione sono tante. Il testo permette anche di sviluppare laboratori a tema. Si pensi che a Rovegno, in Val Trebbia, è nato il Sentiero delle Favole, un percorso naturalistico lungo circa un chilometro dedicato proprio a Una zuppa di sasso. Un modo per far conoscere il lupo, animale che popola la valle, e far scoprire, grazie ai pannelli espositivi che, proprio grazie alla diversità, nasce l’arricchimento.

Il linguaggio testuale di questa fiaba di origine popolare è semplice ed evocativo, basato sulla ripetizione e su dialoghi che lasciano spazio alla suspense e al mistero. Il colore predominante è il giallo caldo del focolare, in contrasto con il nero del lupo e con il bianco della neve e del freddo inverno. Le immagini sono carismatiche, minimali ma dettagliate. Gli animali sono umanizzati e i loro sguardi e posture comunicano con incredibile forza. Il lupo compie gesti lenti e significativi, la gallina indossa una collana, come a voler contraddire lo stereotipo di animale non proprio di alto rango.

Questo libro è l’essenza di una ricetta misteriosa ma semplice, capace di conquistare cuore e palato di grandi e piccoli. Indimenticabile.

Benedetta De Paolis

Laureata in Comunicazione e strategia della marca e del consumatore con studi su editoria e web. Oggi è responsabile comunicazione e marketing in un'azienda alimentare e redattrice per il settimanale Il Novese, dove scrive di cultura, società e infanzia e cura la “Pagina dei piccoli”. Si occupa inoltre di ufficio stampa e copywriting. Da sempre appassionata di lettura e scrittura, da quando è mamma di Luca (2016) e Pietro (2019), gli albi per l’infanzia sono diventati uno strumento attraverso il quale la sua famiglia e i suoi bambini entrano in mondi nuovi e conosciuti, si relazionano, si ispirano e passano il tempo

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