In principio, nel 2010, uscirono i Bohemini, una collana di deliziosi cartonati per la prima infanzia (età di riferimento dai 18 mesi) che sbaragliò la concorrenza e conquistò premi e lettori grazie a una manciata di ingredienti indovinati e ben amalgamati: storielle divertenti, animaletti protagonisti gioiosi e adorabili, voci onomatopeiche distribuite tra le pagine, illustrazioni d’autore.

Da questa serie bella e amata nel 2017 sono “nati” i primi figli: i bohemini-mini, rivolti a bambini ancora più piccoli, per raccontarne la quotidianità in un clima di serenità emotiva e fiducia. E oggi, siamo entrati nel 2018, diamo il benvenuto ai bohemini-maxi, cresciuti insieme ai loro lettori, per chiudere il cerchio.

Il bagnetto di Max | Il carretto di Max, bohemini-maxi

Barbro Lindgren, Eva Eriksson, Bohem Press, 2018
Età di lettura consigliata: dai 2 anni

A differenza dei suoi “predecessori”, i bohemini-maxi vengono da oltre confine e si portano dietro una discreta età: Il bagnetto di Max è del 1981, Il carretto di Max del 1986. Entrambi sono firmati dalla prolifica scrittrice svedese Barbro Lindgren (vincitrice del Premio Letterario Astrid Lindgren 2014) e dall’illustratrice Eva Eriksson, e in patria hanno raccolto larghi consensi.

La famosa serie di Max scritta da Barbro Lindgren

Chi è Max? Un bimbo con l’argento vivo addosso che trascorre il tempo facendo piccole esperienze apparentemente banali che lo impegnano con tutto se stesso e lo vedono coinvolto intensamente.

Fare il bagnetto nella bacinella richiede concentrazione e preparazione, un adeguato abbigliamento, un sano coraggio per sfidare la temperatura dell’acqua e una giusta dose di generosità per fare posto a qualche amico: l’orsetto, il camioncino, la palla, un invitante biscotto. Nella vaschetta non c’è più posto! Ma Max decide che anche il cane goloso deve fare il bagnetto e allora tutti si fanno più stretti e non importa se l’acqua tracima e la stanza si allaga (e il biscotto dove sarà finito?). In fondo è divertente stare lì in quell’allegra confusione.

Anche quando spinge il carretto azzurro Max ha lo sguardo assorto di chi sta svolgendo un compito importante. I suoi compagni di giochi sono sempre con lui (il cane, l’orsetto di peluche, la palla, l’immancabile biscotto…). Uno dopo l’altro, volenti o nolenti, salgono a bordo e lo spostamento si fa più pesante e barcollante. Ogni tanto qualcuno cade, il viaggio si interrompe, Max lo recupera, il viaggio riprende, dal salotto alla cucina, dall’ingresso al giardino. Quanta strada sembrano fare e quanti sono gli imprevisti che li ostacolano. Ma Max non demorde, con la sua buffa tutina imbottita porta avanti seriamente la missione. E non importa se il biscotto sparisce un’altra volta e la guancia del cane golosone sembra stranamente più gonfia del solito. Anche questa è stata un’avventura divertente!

I testi di queste piccole e gioiose storie funzionano benissimo nella lettura ad alta voce: sono frasi concise che si ripetono di frequente, aggiungendo solo un nuovo elemento a ogni cambio di scena, sottolineando le azioni di Max e lasciando alle ironiche illustrazioni il compito di smentirle o ingigantirne gli esiti.

Incorniciate in tenui illustrazioni ad acquerello, le storie di Max ritraggono i bambini per quello che sono, pieni di energia e solerzia, forti delle loro piccole conquiste quotidiane, mossi dal desiderio di fare, conoscere, provare. Attivi, operosi, ingegnosi, con i loro amici fedeli ad accompagnarli, a fine giornata finiscono per sfinire tutti, compresi se stessi!
Le avventure di Max (che in Svezia contano numerosi episodi) sono descrizioni acute e leggere dell’infanzia, frammentate, movimentate, goffe come sono i bambini piccoli quando nel voler fare a tutti i costi sbagliano, inciampano, si rialzano, ritentano, risbagliano.

Ridere insieme crea una magica complicità

Concludo con le parole di Joanna Dillner, direttrice editoriale di Bohem Press, che nel presentarmi la nuova collana ha detto:

“Questi titoli confermano la mia filosofia che per conquistare nuovi lettori (che siano piccoli o che siano grandi) è molto importante che i libri siano belli, curati ma anche divertenti! Chi vuole fare qualcosa di noioso? Perché allora credere che possiamo crescere nuovi lettori con libri noiosi?

Le letture condivise che più sono rimaste impresse nella mia memoria sono quelle divertenti, quando mia madre leggeva a noi quattro fratelli e tutti ridevamo (soprattutto rideva la mamma!). La grande complicità che si crea nel rapporto con l’adulto quando si ride insieme è magica e non bisogna dimenticare quanto è prezioso il senso dell’umorismo!
Ma il senso dell’umorismo è un’arte che bisogna imparare e poi coltivare.
Il bambino ha un naturale talento nel vedere le cose “buffe” (e a farne!) e per chi vive nella frenesia del quotidiano, e ha perso questa arte, la lettura insieme è un’occasione per riprendere a vedere il lato positivo del mondo”.

Vi consiglio anche:

I Bohemini: ne ho parlato qui

I bohemini-mini: ne ho parlato qui e qui

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Francesca Tamberlani

Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.

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Francesca Tamberlani

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