Se, come scrive Jack Zipes 1, tutte le storie vogliono essere interessanti e, pur non essendo entità vive, hanno comunque respiro, non ci stupisce il fatto che molte fiabe classiche abbiano continuato a vivere e migrare fino a oggi in storie moderne e contemporanee.

La loro trama si sviluppa attraverso una serie di avventure da affrontare o superare e sovente questa avventura sottace una ricerca, un viaggio pieno di prove, pericoli e peripezie che il protagonista è costretto a superare per uscirne fuori a causa di un problema emergente.

Le fiabe più note e amate sono giunte a noi attraverso molte tradizioni narrative, al punto da acquisire una vita propria, trasformandosi in memi culturali e universali. È il caso per esempio della fiaba classica per eccellenza: Cappuccetto Rosso.

Da Bruno Munari a Tony Ross, da Angela Carter a M.E. Agostinelli passando per Sergio Tofano, Philip Correntin, Beatrix Potter e molti altri, la bambina che attraversa i boschi per portare conforto alla nonna ha subito molte trasformazioni dai tempi di Perrault come scrive Michele Rak: <<…tutti hanno fatto qualcosa alla ragazzetta che usciva dalla sua casetta nel 1695 per portare la merenda alla nonna>>2

E poi c’è chi utilizza lo schema della storia quale pretesto per dare vita a un sublime racconto di formazione ed emancipazione, come nel caso di Guia Risari nel libro che sto per presentarvi.

La strana storia di Cappucceto Blu

testo di Guia Risari, illustrazioni di Clémence Pollet, Settenove, 2020.

Guia Risari ci racconta una bambina volitiva, con una bella capacità di giudizio, che sceglie, che ama le storie e delle storie conosce il potere salvifico e sa usarle a suo vantaggio.

All’inizio della storia la bambina riceve per il suo compleanno una mantellina rossa che lei apprezza molto, a eccezione del colore. È vistoso, non si abbina facilmente e poi le ricorda brutte storie di lupi, nonne e cacciatori.

Presto detto, presto fatto, la dipinge di un bel blu brillante. Diventa il suo capo d’abbigliamento preferito, lo indossa sempre, e tutti cominciano a chiamarla Cappuccetto Blu.

Un giorno la mamma le chiede di portare alla nonna, che non sta bene, un cestino con delle vivande… lo so, penserete: ma questa storia la conosciamo da secoli! Fidatevi, può ancora sorprendervi!

Innanzitutto non ci sono cacciatori, la nonna è noiosa e ipocondriaca, e il lupo, che sì la bambina incontra sul suo cammino, non è un vero lupo.

Cappuccetto Blu è una bambina audace, arguta e certo non si fa impressionare dal suo aspetto minaccioso, tutt’altro. Combatte come un guerriero, usa la parola come un fioretto e dà vita a un gioco dialettico e di rimandi alle fiabe in un andirivieni che alla fine li condurrà all’amicizia.

Non c’è dubbio, Cappuccetto Blu è brava ad argomentare e alla fine al lupo, che come Max il protagonista dei Mostri selvaggi è solo un bambino che indossa un costume lupesco in foggia di armatura, non rimane che “cedere” e tornare se stesso.

Una fiaba costruita su molti piani, nella quale si intrecciano diverse storie; un racconto dall’architettura originale con avvertenze e istruzioni all’inizio dell’albo e gustose note a pié di pagina che trasformano il lettore in attore, un po’ come accade con i libri game, con una strizzatina d’occhio alla narrazione transmediale, cui i giovani lettori sono avvezzi.

Le illustrazioni di Clémence Pollet fanno da perfetto contraltare, raffinate, con dettagli preziosi immergono appieno nell’atmosfera.

Un bel riscatto per una bambina che è stata definita in molti modi: una fanciulla cattiva e periclitante, una fanciulla sciocca e imprudente, sino alla definizione di Elena Gianino Belotti:<<…una bambina al limite dell’insufficienza mentale che viene mandata in giro da una madre irresponsabile per cupi boschi infestati di lupi per portare alla nonna malata panierini colmi di ciambelle. Con simili presupposti, la sua fine non stupisce affatto. Ma tanta storditezza, che non sarebbe mai stata attribuita a un maschio, riposa sulla fiducia che si trova nel posto giusto al momento giusto un cacciatore coraggioso e pieno di acume pronto a salvare dal lupo nonna e nipote>>3.

Note al testo:

1 Zipes, Jack La fiaba irresistibile. Storia culturale e sociale di un genere, Donzelli, 2012

2 Rak, Michele Da Cenerentola a Cappuccetto Rosso. Breve storia illustrata della fiaba barocca, Bruno Mondadori, 2007

3 Gianini Belotti, Elena Dalla parte delle bambine, Feltrinelli, 1973

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Francesca Mignemi

Libraia appassionata di letteratura per l’infanzia, sono zia, ruolo che prendo molto sul serio! Promotrice della lettura, lettore volontario Nati per Leggere. Leggo sempre, amo parlare di libri e scriverne! Se mi chiedete di leggere a bambini e adulti io arrivo con una borsa di libri! Da bambina sognavo di diventare giudice minorile, lavorare in un’organizzazione non governativa a tutela dei diritti dell’infanzia, oltre che direttore d’orchestra e ballerina! Dopo un diploma in lingue, studio giurisprudenza poi nel 2000 decido che una delle mie passioni, i libri, diverrà il mio mestiere. Mi formo alla Scuola Librai UEM e seguo i corsi dell’Accademia Drosselmeier: Scuola per librai e giocattolai e centro studi letteratura per ragazzi. Da allora non ho mai smesso di studiare. Ho letto tutto (o quasi) su e di Rodari, Munari, Astrid Lindgren e Jane Austen.

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