di Alessandra Bonizzoni

Nella nostra continua maratona di letture abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in una fiaba dal fascino discreto e ammaliante: Le tre principesse pallide, di Maria José Martin Francés, edito da Kalakandra, casa editrice da sempre impegnata in un lavoro di scoperta e ricerca nel campo della letteratura per l’infanzia.

Le tre principesse pallide

illustrazioni di Carole Hénaff, testo di Maria Josè Martin Francés, trad. Elena Rolla, ed. KALAKANDRA, 2016
Età di lettura consigliata: dai 4-5 anni

L’autrice, nel raccontare la storia delle tre principesse pallide, riprende i canonici elementi della fiaba: un evento esterno che interviene e obbliga i protagonisti ad operare delle scelte risolutive, la ripetitività delle azioni narrate, una serie di prove da superare, non ultimo la presenza di re e principesse.

È proprio il re – resosi conto del trascorrere del tempo e della vecchiaia, triste per la vedovanza e timoroso di lasciare il trono vuoto – a dover nominare per la successione una delle tre figlie.

[…] le amava tutte e tre allo stesso modo. Pertanto, decise di consultare la cittadinanza, affinché fosse il popolo a dire quale delle sue figlie meritasse di diventare regina.

I sudditi, riuniti sotto il balcone del palazzo, notano il pallore delle principesse – avevano il volto chiaro e trasparente – e sentenziano senza dubbio l’impossibilità di chiunque di loro a svolgere il ruolo di regina. Per la gente abituata al lavoro e alla fatica quel pallore è sinonimo di noia, lusso e troppi agi.

Delle tue tre figlie? Nessuna! Sono pallide come la luna!

Saranno anche pallide ma non esenti da ambizione! Soprattutto le prime due, convinte che il trono spetti loro di diritto, escogitano modi diversi per ottenere un incarnato di un colorito gradito ai sudditi. La maggiore nella notte si arrampica in cima alla torre più alta del palazzo – per essere certa di avvicinarsi il più possibile al cielo! – e si bevve in un sorso il succo di sette stelle, una spremuta di tre astri e un intero pezzo di cielo.

Le cose non prendono il verso desiderato perché la ragazza, avendo forse esagerato, si ritrova il volto tinto di blu e la folla, ancora una volta riunita, non ne vuole sapere di quello strano colore. Stesso responso tocca alla figlia di mezzo, che fa male i conti e si ritrova suo malgrado con il viso verde…

Sarà invece la più giovane, estranea alla competizione tra le sorelle e sinceramente affezionata al re, l’unica che riuscirà a perdere quel pallore così poco gradito ai sudditi.

Non sarà la brama di potere a portare la principessa al lieto fine, piuttosto il suo sentimento sincero e il suo comportamento leale: non vorrebbe proprio regnare, per lei la successione al trono è preludio della morte del padre.

Dal triste pensiero al lieto fine il passo è breve, e come spesso avviene nelle fiabe, prevale l’aspetto prodigioso, quasi magico. Non solo la piccola principessa regnerà, ma lo farà per molto, moltissimo tempo insieme a suo padre. 

Maria Josè Martin Francés sceglie un testo narrativo breve e un linguaggio semplice e diretto, tale da offrire un ritmo cadenzato alla narrazione, complici anche i numerosi dialoghi; una scelta ottima per un lettore ad alta voce, poiché offre una scioltezza di linguaggio non sempre immediata negli albi. Non a caso l’autrice è formatrice per la diffusione della lettura ad alta voce nelle scuole!

Il racconto è affiancato da una scelta illustrativa inconsueta, un richiamo allo stile orientale nelle decorazioni dei tessuti, nei tratti dei volti e nel disegno delle abitazioni, in particolare i tetti e gli ornamenti. L’uso di colori pastosi e scuri, il formato orizzontale e l’attenzione ai dettagli, come i ritratti delle tre principesse e le decorazioni dei tessuti, meritano uno sguardo attento, parallelo alla lettura del testo.

Questo albo è l’esempio tangibile di come la commistione tra varie esperienze, uno scrittore/formatore alla lettura e la creatività di un’illustratrice con un curriculum di graphic designer, possa regalare un prodotto finale di buon gusto e indubbia qualità.

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Alessandra Bonizzoni

Due figli, un lavoro impegnativo e una ragazza in affido. Tanti hobby, poco tempo per dedicarsi a loro, e un grande amore per i libri e per l'ambiente. Il suo blog è http://ilmiograndecaos.blogspot.it/

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