Letture per bambini

Primo giorno di scuola… 2 libri da tenere d’occhio

Spesso i primi giorni di scuola sono fonte di ansia per i bambini e per le famiglie: trovarsi ad affrontare situazioni nuove ed imparare a riconoscere facce estranee può creare un po’ di agitazione.

Gli scaffali delle librerie in questo periodo sono pieni di albi illustrati che trattano il tema del distacco dai genitori e del primo giorno di scuola, ma ne ho scovati due che hanno una grazia e una dolcezza tutte particolari e vorrei davvero che non passassero inosservati: “Un grande giorno per la scuola” (Giunti editore) e “A scuola, mamma!” (Mondadori).

Un grande giorno per la scuola

Adam Rex, illustrazioni di Christian Robinson, traduzione di Elisa Fratton, Giunti, 2019

Età di lettura (condivisa) consigliata: dai 5 anni

La storia racconta di una scuola che viene costruita durante i mesi estivi e, mentre viene ultimata, è gestita da un custode che si occupa di pulirla e renderla accogliente per i bambini.

La piccola scuola è nata da poco e non sa cosa la aspetta, così fa domande su domande e lui le spiega con pazienza quale sarà la sua funzione e dei bambini che ospiterà; ovviamente però, data la sua totale inesperienza, man mano che si avvicina il giorno in cui l’anno scolastico avrà inizio, la sua agitazione aumenta.

Quando finalmente arrivano bambini, genitori e insegnanti è molto curiosa, ma anche spaventata: inizialmente soffre per i più piccoli che piangono e non vogliono entrare, ma poi si stupisce nel vederli imparare seduti sui tappeti e sui banchi e nel ritrovarli mangiare insieme alla mensa e giocare nel cortile. Partecipa con curiosità alle lezioni e impara proprio come i piccoli alunni.

Al pomeriggio, rimasta di nuovo sola con il custode, gli racconta il suo primo giorno e, nonostante sia stato molto impegnativo, chiede di fare tornare i bambini anche il giorno seguente. Il custode ne è felice e conclude dicendo che è molto fortunata ad essere una scuola e non una semplice casa e lei non può fare altro che dargli ragione.

Credo che la tenerezza assoluta di questa storia stia nella personificazione dell’edificio scolastico: la piccola scuola è rappresentata in modo da dare l’effetto di avere un viso, ma non reso eccessivamente stucchevole con veri occhi e bocca. E’ un essere vivente a modo suo e questo la rende sicuramente meno minacciosa e più amichevole. Forse per i bambini, pensare che anche un edificio possa provare i loro stessi sentimenti è un modo per farsi coraggio e sono convinta che in molti accarezzeranno questo pensiero fra le sue mura.

A scuola, mamma!

Jo Hoestlandt e Claude e Denise Millet, traduzione di Chiara Carminati, Mondadori, 2019

Età di lettura (condivisa) consigliata: dai 5 anni

In copertina si vede una mamma imbronciata tirata per la mano da una bambina entusiasta e pronta per il primo giorno. Non sembra forse un mondo al contrario?! Ebbene in questo delizioso illustrato sono i genitori ad alzarsi svogliati e a fare i capricci che invece normalmente spettano ai bambini. I piccoli diventano saggi come adulti in miniatura e i grandi tornano bambini e hanno bisogno di rassicurazioni, raccomandazioni e un po’ di autorità per riuscire a superare il faticoso primo giorno.

È buffa (ma in qualche modo ci identifichiamo in lei qualche mattina) la mamma di Pauline, che vuole restare sotto le coperte, ripone lentamente e controvoglia i vestiti dell’estate (mentre la figlia controlla l’orologio con impazienza) e che esce di casa in disordine con gli occhi ancora assonnati, rifiutandosi di iniziare un altro anno scolastico che decreti definitivamente l’arrivo di autunno e inverno.

Ma per quanto risulti paradossale non possiamo impedirci di pensare a quanto sarebbe bello se ogni tanto i nostri bambini fossero così bravi da farsi trovare già pronti, vestiti e lavati e ci assicurassero amorevolmente che la giornata passerà in fretta.

Un libro tenerissimo che questa volta strizza l’occhio alle mamme e permette ai bambini di sentirsi più forti, li investe di una responsabilità da grandi e sono certa che su molti sarà la strategia giusta.

A volte fare vedere il lato più debole non significa essere cattivi genitori, anzi! I nostri piccoli sono più forti di quello che pensiamo e se diamo loro l’occasione ce lo dimostreranno. Ribaltare gli schemi e far capire loro che sappiamo come si sentono e che anche noi qualche volta ci sentiamo allo stesso modo, sviluppa la loro empatia e li farà sorridere mentre rientreranno a scuola, felici di ritrovare vecchi amici o curiosi di scoprire cosa li aspetta.

La scena finale, in cui i bambini possono finalmente divertirsi in santa pace senza pensare a quei piagnucoloni dei genitori, è di sollievo per tutti… in fondo riprendere il normale tran tran quotidiano non è poi così male, no?!

Di libri e scuola abbiamo già parlato in diverse occasioni, spaziando tra le fasce d’età e i generi:

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Rossella Gardelli

Sono una libraia che si occupa di libri per l’infanzia. Ho cominciato a lavorare in libreria quasi per caso, seguendo un corso dopo la Laurea in Comunicazione. Ancora non sapevo che mi sarei innamorata dei libri per bambini, ma è successo! Dopo la nascita di mio figlio, che ora ha 6 anni, li ho approfonditi e compresi sempre di più e questo percorso mi ha portato a scoprire autori che non conoscevo e che invece ora fanno parte integrante della mia biblioteca personale. Sono lettrice volontaria di Nati per leggere e ho sempre libri con me così, anche senza preavviso, mi siedo e leggo volentieri ai bambini che vogliono ascoltare.

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