Dopo “Due topolini curiosi“, che vi avevo raccontato all’incirca un anno fa su queste pagine, la casa editrice Babalibri pubblica sul finire del 2018 “Tanti topolini curiosi“, un secondo cofanetto contenente quattro piccoli libri brulicanti di topolini, opera dell’insuperato Leo Lionni, e risalente al 1985.
Raccolti in un brillante contenitore verde prato, i quattro volumetti in cartone lucido trattano, ciascuno con un titolo dedicato, di Numeri – Lettere – Colori e Parole. L’obiettivo principale non è quello di imparare a leggere o a contare, bensì di osservare criticamente le forme rappresentate, per abituarsi a guardare il mondo in maniera attenta e ispirata.
1 topolino appare triste, probabilmente perché si sente solo. 2 topolini si abbracciano contenti, 3 e 4 formano una famiglia, 5 sono un gruppo che collabora, 6 si aiutano per arrivare più in alto, e ancora 7, 8, la comunità si allarga, 9 e 10, eccoli tutti dietro la macchina fotografica.
Le lettere dell’alfabeto diventano forme in cui infilare zampette o musetti divertiti, altezze su cui salire, scale e trampoli per fare acrobazie, cerchi in cui entrare, buchi da cui esplorare la realtà circostante.
Leo Lionni gioca con i segni e con le figure. Le parole scritte prendono vita e si trasformano in oggetti con cui interagire, in indumenti da indossare, in macchine da spostare… La fantasia non ha limiti, così come la voglia di giocare dei bambini.
Ciò che colpisce, non è certo la materia trattata (sono innumerevoli gli alfabetieri presenti sugli scaffali delle librerie per l’infanzia o i libretti che elencano numeri o colori!) ma l’intelligenza e l’inventiva dell’artista, che non compie mai scelte ovvie, non persegue mai la strada più semplice e prevedibile.
Il suo tocco lieve e rispettoso del bambino, con cui vuole dialogare in modo fertile e vivace, traspare in ogni tavola e in ogni simpatico topolino protagonista.
Il formato ridotto, lo stile sobrio, improntato sulla chiarezza e limpidezza delle immagini, l’abbondanza del bianco intorno alle figure, il rigore grafico ed estetico generale, sono tutti segnali inequivocabili circa l’età di destinazione di questi bei libriccini: bambini in età da asilo nido. Eppure, al di là dell’indubbia attrattiva che queste sapienti illustrazioni esercitano sui più piccoli, i contenuti “parlano” a lettori più grandicelli, da 3-4 anni, che abbiano già dimestichezza con lettere e numeri tracciati su un foglio.
È bene sapere che il librino sulle parole, a mio avviso quello più originale e stimolante, usa termini inglesi (credo proprio che sarebbe stato impossibile mantenere il gioco grafico voluto dall’autore inserendo i corrispettivi vocaboli in italiano). L’editore ha pensato però di prevedere la traduzione accanto.
Buon divertimento con i topolini curiosi di Leo Lionni! Un cofanetto perfetto anche come idea regalo.
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