Prima di leggere ad alta voce una storia ai vostri bambini, fate questa prova:
E’ molto probabile che la scelta ricadrà sul titolo con i suoni, perché è quello che con immediatezza incuriosisce, stupisce e fa sorridere.
Riporto dal sito Treccani.it:
Le onomatopee sono parole o gruppi di parole invariabili che riproducono o evocano un suono particolare, come il verso di un animale o il rumore prodotto da un oggetto o da un’azione.
Tra le onomatopee più comuni relative ad animali ci sono quelle, molto diffuse nella lingua dei e per i bambini
bau, miao, grrr, chicchirichì
Tra le onomatopee più comuni di oggetti e azioni ci sono
tic tac, crac, plin, din don, eccì, brr
I bambini amano le onomatopee e gli adulti amano usarle con loro per comunicare con un linguaggio immediato, comprensibile a tutti, musicale e fantasioso. I libri con lo onomatopee sono particolarmente congeniali ai più piccini, non ancora pronti a produrre parole o a esprimersi correttamente (pensate alla lunga lista di libri cartonati dedicati ai versi degli animali).
Sono numerosi gli scrittori e i poeti che si divertono a inventare parole che evocano i suoni della natura, delle azioni, delle persone… Spesso e volentieri, anche quando non sono previste nel testo originale, le onomatopee vengono aggiunte dall’adulto che legge di sua iniziativa, perché è evidente “la presa” che hanno sui bambini.
Insomma, le onomatopee piacciono e funzionano, aiutano a destare l’interesse e a far andare avanti la lettura con più facilità.
I fumetti sono le tipologie testuali più ricche di onomatopee, ma anche tanti albi illustrati e primissimi libri cartonati ne fanno largo uso. Comunemente si riconoscono anche a livello grafico perché hanno uno stile diverso dalle altre parole, un corpo maggiore, un colore a sé, sono scritte in corsivo o in maiuscolo ecc…
Vi riporto alcuni esempi di albi illustrati caratterizzati dalla presenza di onomatopee. Si tratta di libri che ho avuto modo di leggere anche in tempi recenti e che sono piaciuti ai miei giovani interlocutori.
Un simpatico libro per i piccolissimi, a partire dai 12 mesi, basato sui versi emessi dal lupacchiotto protagonista. CIAF, sta saltando nella pozzanghera, ETCIU, non trattiene lo starnuto, MMM MMMMMM, quanti dolci golosi davanti ai suoi occhi!
Quando si parla di onomatopee, è impossibile non citare questo fortunato libretto che ha il pregio di incantare i bimbi dai 15 mesi in su. Si tratta di un quadrotto cartonato con tante tante pagine che propongono i versi degli animali e i suoni di tanti oggetti più o meno comuni. Nella pagina di destra c’è l’illustrazione, in quella di sinistra il nome dell’oggetto o dell’animale raffigurato con il suono o verso corrispondente.
Una collana elegante e accurata rivolta ai bambini dai 2 anni circa, che ricorre spesso alle onomatopee. I titoli che la compongono sono dedicati a teneri animaletti molto caratterizzati con cui il bambino si immedesima facilmente. Ecco qualche esempio delle vivaci espressioni dei protagonisti che viene spontaneo ripetere: “Splish splosh splash” “oih oih oih” “poff poff poff“. Per saperne di più, leggi la mia recensione dei Bohemini.
Un albo dal testo cadenzato, godibile, arricchito da colorate illustrazioni realizzate a collage. Racconta il tempo, i giorni dell’anno e le stagioni usando rime e calzanti onomatopee:
TIC TIC TIC – la pioggiolina
vien dal cielo, fina, fina,
bagna il prato, bagna il tetto,
fa TIC TIC dentro il laghetto.
Mentre beve a garganella
GRA GRA GRA, la raganella.
I suoni riprodotti sono svariati, dal BUM BUM BUM del temporale al BANG BANG BANG dei tuoni e al SSS SSS SSS del vento che sibila. Mentre i mesi trascorrono e cambia il cielo, un esercito di animali scappa, si nasconde, va a caccia. E anche i loro versi diventano motivo di gioco e ilarità:
DIN DON DAN – è mezzodì!
Tutti mangian – Cì Cì Cì.
Cinque piccoli uccellini
mangian cinque moscerini.
Il libro è stato anche stampato in edizione speciale Nati per Leggere.
L’onomatopea è già nel titolo. Giacomo il ranocchio ha paura di dormire da solo nella sua camera perché sente degli strani rumori… grat grat cirp splash! Aiuto, il piccolo corre in camera dai genitori che cercano di rassicurarlo.
Ma niente… quei sinistri suoni si riaffacciano nel buio della notte spaventando il piccolo protagonista. C’è solo un modo per fargli capire che non ha niente da temere: affrontare la paura di petto. Ovvero uscire fuori all’aperto e vedere coi propri occhi da dove provengono quegli insoliti versi.
Due albi illustrati ironici e surreali realizzati da un grande autore, Philippe Corentin. Anche in questo caso le onomatopee sono state messe direttamente nel titolo. Entrambi i libri hanno come protagonista un lupo maldestro e furbastro che vorrebbe mangiarsi dei conigli. Nel primo caso, li va a cercare dentro un pozzo e finisce, dopo varie peripezie, per cascarci dentro lui stesso (PLUF!); nel secondo caso, si intrufola nella loro tana ma non riesce a trovarli e fa uno scivolone (PATATRAC!). Altro che lupi cattivi, siamo alle prese con tipi goffi e un po’ polli. Ho già presentato Pluf! qui.
Come non citare infine questo meraviglioso classico moderno della letteratura per l’infanzia? Il suo testo è coinvolgente, musicale, punteggiato da brillanti onomatopee che rimangono impresse nella mente dei lettori grandi e piccoli. Swishy swashy! Swishy swashy! Swishy swashy! (i cinque protagonisti attraversano il prato) Splash splosh! Splash splosh! Splash splosh! (oltrepassano un fiume), Squelch squerch! Squelch squerch! Squelch squerch! (camminano nella pozzanghera) e avanti così fino all’incontro con il grande orso superando foreste, tempeste di neve e scure caverne.
Un libro imperdibile, non solo per le onomatopee. Ma vi assicuro che giocano un ruolo fondamentale.
E ora mi piacerebbe sapere da voi: vi piacciono i libri con le onomatopee da leggere ai vostri bambini? Avete notato quanto li divertono? Vi vengono in mente altri titoli ricchi di suoni e piacevoli versi da interpretare? Condivideteli qui!
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