Davide Musso, editor della casa editrice Terre di Mezzo, mi racconta che “Terre è nato nel 1994 come “giornale di strada”, scritto da giornalisti professionisti e venduto in strada da persone in difficoltà, con l’idea di fare informazione sociale e, allo stesso tempo, di offrire una fonte di reddito legale e dignitosa sia a chi scriveva sia a chi vendeva il mensile.
I libri sono arrivati qualche anno dopo, un passo alla volta, strutturandosi man mano in collane. All’inizio erano soprattutto guide, poi sono arrivati i romanzi della collana di narrativa e i libri per bambini e ragazzi”.
Autori di grosso calibro impreziosiscono il catalogo della casa editrice, come Jimmy Liao, Isabelle Arsenault, Suzy Lee, Jutta Bauer, Mac Barnett, Jon Klassen… Oggi chi dice Terre di Mezzo editore ha in mente albi illustrati di indubbio valore estetico e narrativo.
Voi ancora non li conoscete? Sul serio? E allora correte a leggere…
Ormai più di dieci anni fa, quando ancora i nostri volumi erano venduti in strada (oltreché in libreria), ai nostri venditori venivano spesso chiesti libri per bambini. Abbiamo quindi capito che stava crescendo un’esigenza da parte di chi ci seguiva, e ci siamo chiesti come rispondere, come raccontare e far arrivare i nostri temi anche ai più piccoli.
Avevamo un’esperienza consolidata in ambito editoriale, ma nel mondo dell’infanzia eravamo degli esordienti. Abbiamo imparato strada facendo, un libro alla volta.
Di un albo illustrato apprezziamo la possibilità di raccontare una storia non soltanto con le parole, ma anche attraverso la forza e l’immediatezza delle immagini. Il connubio magico di due linguaggi in apparenza distanti eppure, quando ci troviamo davanti a un albo “riuscito”, perfettamente complementari. Oltre ovviamente alla possibilità di raggiungere anche i piccolissimi che ancora non riescono a leggere e di coinvolgere i genitori, contribuendo a rafforzare la relazione tra di loro.
Cerchiamo innanzitutto delle storie che abbia senso raccontare, e non è così scontato trovarle. Libri che abbiano la capacità di veicolare un messaggio forte (magari in modo lieve e divertente) che ti resti attaccato anche dopo aver finito di leggere, che ti aiuti a crescere come persona, che inviti all’incontro con l’altro, che suggerisca una via. Nel caso degli albi illustrati, cerchiamo illustrazioni non banali, che conquistino il lettore fin dal primo sfoglio e che riescano, perché no, a parlare non solo ai bambini ma anche agli adulti.
Al momento 20-25, su un totale di 45-50 novità l’anno.
La nostra produzione per bambini e ragazzi è cresciuta molto negli ultimi cinque anni e siamo molto contenti dei risultati e dell’attenzione ottenuti. Il nostro è un lavoro collettivo, ci confrontiamo molto tra di noi prima di proporre all’editore i titoli da pubblicare. Sugli albi lavoriamo in due, mentre una collega si occupa dei titoli per la fascia d’età 8-10 e 10-12. Una volta effettuata la prima selezione, presentiamo i libri all’editore e ne discutiamo ancora prima di prendere una decisione.
Difficilissimo! Ne citerei più di due: La grande fabbrica delle parole per la sintesi di storia-illustrazioni-messaggio e perché nel tempo ci siamo accorti che riesce a raggiungere un pubblico trasversale; Chiedimi cosa mi piace, illustrato da Suzy Lee, perché è l’esempio perfetto di albo che arriva direttamente agli occhi e da lì al cuore, e poi perché siamo molto fieri di avere in catalogo un’illustratrice del suo calibro (e un altro suo libro è in arrivo in autunno); per quanto riguarda la sezione ragazzi, invece, siamo ancora agli inizi e abbiamo pubblicato pochi titoli, ma direi senza dubbio la serie di Dory Fantasmagorica, romanzi 6-8 anni (ma apprezzati anche dai più grandicelli) divertenti e mai banali, che al testo e alle illustrazioni aggiungono anche il fumetto, riuscendo a far funzionare tutto alla perfezione.
Continuare a pubblicare buoni libri, libri che abbiano un senso. E raggiungere sempre più anche chi sta crescendo e potrebbe essere interessato a quello che abbiamo da raccontargli, ma forse ancora non lo sa.
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