Antonella Ranieri ha trascorso gli ultimi 15 anni facendo esperienze “disparate e disperate intorno ai libri e alla lettura”. Galeotto fu un corso di lettura ad alta voce organizzato dalla scuola dell’infanzia del suo primo figlio: “Da quel momento tutto è cambiato. Un amore a prima vista”.
L’interesse, la curiosità, la passione per il mondo editoriale l’hanno portata a intraprendere percorsi canonici e più sperimentali, frequentando corsi, seminari, diventando formatrice regionale e nazionale di Nati Per Leggere e poi, ancora, a ideare e portare avanti proposte di lettura nelle classi: “Ho iniziato a lavorare con i progetti nelle scuole di ogni ordine e grado, a fare formazione agli insegnati, a promuovere incontri di sensibilizzazione con i genitori, sposando spesso le cause più disperate come in uno degli ultimi progetti attuato nel carcere cittadino con un gruppo di papà detenuti. E’ stata dura e lo è ancora, ma per fortuna le azioni di educazione alla lettura hanno acquisito consistenza anche sul piano politico e istituzionale e il mio ruolo ha, ormai, un suo perché.
Sono cresciuta attraverso le sperimentazioni e ho sempre pensato che, oltre al coraggio, il fattore determinante per lavorare bene e in modo riconoscibile, fosse la preparazione accompagnata dall’onestà umana e professionale. Mi sento un’artigiana della lettura, che presta attenzione ai bisogni reali dei committenti, che non ragiona sui grandi numeri, ma che preferisce fidelizzare le insegnanti o i genitori nel tentativo di parlare loro con la voce della passione. Non promuovo la lettura per vendere i libri. Promuovo la lettura che sia letteratura capace di aprire varchi di conoscenza, che incentivi la curiosità, che solleciti inferenze e incursioni su altri sentieri della conoscenza tutta”.
Generalmente distinguo tra le letture/evento di natura occasionale e quelle che si inseriscono in un progetto lettura che si sviluppa in più appuntamenti. Nel primo caso scelgo libri ai quali sono particolarmente legata tenendo conto sempre dell’età dei destinatari; nel secondo caso costruisco un percorso bibliografico scegliendo un tema guida. E’ proprio in relazione a queste due situazioni che decido la modalità di lettura.
Se nel primo caso l’intento è quello di colpire e interessare in un sol colpo, prescelgo una strategia più spettacolare. Al contrario, proporrò una lettura più intima nel secondo caso.
Ogni incontro prevede sempre un momento di conoscenza e di accoglienza che consenta l’accesso al tappeto magico della storia. Evito sempre travestimenti o accessori distraenti. Il mio intento è quello di recuperare il piacere dell’ascolto e la fascinazione del suono delle parole. Sono una lettrice “Incantastorie” come mi ha definita di recente un bambino di 6 anni.
Tanti sono i fattori che possono determinare la riuscita di un incontro:
Mi pongo delle domande: A chi leggerò e in quale occasione? Dove leggerò?
Nella mia valigia porto i libri che più mi piacciono, quelli di cui ho respirato il ritmo tante volte. Non mancano mai libri di poesie con le quali apro e chiudo ciascun incontro. A volte capita che lo stesso libro abbia effetti diversi in base ai contesti, molto dipende dall’allenamento all’ascolto al quale i bambini sono abitualmente sottoposti.
Un po’ dipende anche dal mio stato d’animo.
L’ambiente dedicato alla lettura è troppo grande, troppi bambini e di differenti fasce di età, presenza di genitori chiacchieroni, qualche bambino o bambina particolarmente esuberante.
Il lettore deve prestare la propria voce alla storia, distillare la sonorità delle parole, creare complicità tra i bambini, le immagini e il libro. In alcuni casi sono le immagini a catturare più delle parole, ma molto dipende dalla sensibilità di ciascuno e dall’abilità del lettore nel creare la giusta sinergia.
Quando lavoro con gli adulti, siano essi genitori, educatori, insegnanti o operatori, cerco di far cogliere loro l’aspetto letterario degli albi illustrati e ciò che più li sorprende è l’attualità degli argomenti, la profonda leggerezza con cui vengono affrontati temi delicati e complessi. Spesso mi capita di incrociare i loro occhi languidi dopo una lettura. Ed è in quei momenti che mi accorgo del bisogno di storie che accompagna la vita dell’uomo, dall’infanzia all’età adulta.
Creando una relazione continua con loro, tirandoli dentro la storia, scherzando con loro. In fondo, se sono lì, hanno scelto di esserci, con la testa e con il corpo.
E’ proprio in quei momenti di giocosità condivisa che i bambini rintracciano nell’adulto un ascoltatore complice riconoscibile.
Gli sguardi dei bambini nel momento in cui chiudo il libro a fine lettura, c’è un silenzio che emoziona. Un silenzio al quale non siamo più abituati.
Credo in questo lavoro e lo faccio con l’anima. Rivolgendomi ai bambini esordisco sempre: “Sono qui per contagiarvi un virus: la passione per i libri“.
Spesso mi chiedono consigli bibliografici, quali siano i criteri o gli indicatori di qualità per orientarsi nel panorama editoriale, quali le strategie più adatte per appassionare i bambini ai libri.
A Paola Bisconti
Ad Alessia Canducci (1 e 2)
A Laura Anfuso
Ad Alessandra Comparozzi
A Ugo Valentini
A Valentina Rizzi di Bibliolbrò
A Beniamino Sidoti
A Elia Zardo
A Anna Sicilia
A Carla Colussi
Al Semaforo Blu
A Giulia Mirandola
A Leyla Vahedi
A Giorgia Golfetto
A Carla Ghisalberti
A Sonia Basilico
A Chiara e Francesca Cavallaro
A Giuseppe Grossi
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