Genitori, leggete ai bambini storie che siano scomode!

Intervista ad Alessia Canducci – prima parte

In Emilia Romagna il suo volto e la sua voce sono molto conosciuti e amati. Da attrice e realizzatrice di laboratori e spettacoli teatrali per bambini, è diventata nel tempo una professionista della lettura ad alta voce. Sono già 20 anni che Alessia Canducci legge ai bambini nelle scuole, nelle biblioteche, nelle piazze, nei teatri, nei parchi, in tutti i luoghi in cui è possibile promuovere l’incontro tra i bambini e le belle storie.

Nel corso del tempo il suo approccio al libro è cambiato, grazie ad incontri determinanti per la sua formazione e crescita professionale, come quello, nel 2000, con Eros Miari e il gruppo degli Equilibristi, grandi professionisti della promozione della lettura, membri della Cooperativa e piccola casa editrice Equilibri di Modena, ha capito che:

non bastava leggere bene, ma era determinante conoscere una grande quantità di libri, conoscere i lettori; saper indirizzare la proposta adeguata al contesto, al gruppo, variare, relazionarsi. E ho iniziato a studiare, leggere, formarmi, lavorando. Sono stati anni intensissimi e determinanti. Da allora per me il “Come leggere” è al servizio del “Cosa leggere”. Le competenze tecniche e l’esperienza di tanti anni di teatro sono al servizio del libro

Allessia Canducci legge Dahl
Alessia Canducci legge Dahl

Un altro incontro decisivo per la sua crescita personale e professionale è stato quello con Nives Benati, nel 2003, allora bibliotecaria a Lugo e promotrice del neo-nato progetto Nati per leggere, che l’ha contattata insieme ad Alfonso Cuccurullo e Paolo Massari per ideare e realizzare dei corsi di formazione rivolti a genitori e lettori volontari al fine di promuovere il progetto presso le famiglie, e le istituzioni scolastiche.

Conoscere Nati per Leggere e lavorare per diffonderlo mi ha innanzitutto aperto il mondo degli albi illustrati, che da attrice-che legge-narrativa non conoscevo in modo approfondito.

Ma il vero cambiamento nella sua vita e nel suo lavoro lo ha portato la nascita della figlia Viola, nel 2008:

Leggere ad alta voce e promuovere la lettura sono diventati prioritari in casa, e fuori. È cambiato il modo di leggere, è aumentata l’attenzione al valore sociale, culturale e di prevenzione al disagio della promozione alla lettura. È naturalmente aumentato il lavoro sul territorio e sono diminuiti i viaggi, per godermi la famiglia. È anche aumentata la mole di lavoro per Nati per Leggere, per il quale ho formato negli anni più di un migliaio di lettori volontari… ovvero, ho avuto occasione di sensibilizzare gli adulti al valore dei libri e della lettura in famiglia e a scuola. Di questo sono orgogliosa!

Alessia Canducci legge all'aria aperta
Letture all’aria aperta

Leggere ai bambini: intervista ad Alessia Canducci

Con Alessia abbiamo fatto una lunga chiacchierata e quella che trovate di seguito è solo una parte del suo interessante contributo. La seconda parte potete leggerla qui.

Come selezioni i libri per bambini da leggere ad alta voce? Cosa ti spinge a sceglierne alcuni e non altri?

La scelta dei libri dipende dall’età dei bambini, dai contesti in cui mi trovo a leggere e dagli obiettivi dell’incontro. Mediamente però prediligo libri ironici e umoristici, dalla parte dei bambini e delle bambine, finali aperti che aprano alle domande o a futuri possibili.
Se il gruppo ha una maggioranza di bambini non abituati alla lettura e all’ascolto o se sono spazi dispersivi prediligo libri interattivi e di sicuro impatto. Porto sempre con me una ampia scelta da cui attingo per adattarmi al contesto.
Cerco sempre di dar voce e visibilità a diverse tipologie di libri, per permettere ai bambini di godere della maggiore varietà possibile e incontrare parole che suonano bene, illustrazioni che aprono alla meraviglia e alla curiosità.
In valigia tengo sempre filastrocche, libri interattivi, piccole storie, fiabe, albi, silent book che, a seconda dell’età dei bambini, cambiano.

Per le letture in fascia prescolare, oltre alle novità editoriali, porto sempre con me una rosa di autori e illustratori che considero dei pilastri e che amo per motivi diversi (e che ahimè in molti contesti non sono ancora conosciuti!), tra gli albi ne cito alcuni: Sendak, Carle, Lionni, Seuss, Munari, Mari, Jeffers, Brown, Haughton, Lee, d’Allancè, Blake, Ramos, Rosen; tra gli interattivi: Tullet, e quasi tutti i deliziosi libri dell’editore Minibombo; tra le rime: Tognolini, Carminati, Piumini, Carioli, Scialoja; quando il contesto me lo permette, le Fiabe Italiane di Calvino.

Scelgo storie che per i genitori siano “scomode”, o che comunque permettano agli adulti di scoprire, ascoltando e divertendosi, che esistono libri che non hanno la “morale” e che non sono al servizio del potere che spesso gli adulti mal gestiscono con i bambini. Anzi, i libri possono essere mondi che ci permettono di crescere e cambiare prospettiva e punti di vista insieme ai nostri figli, e pure divertendoci!

Per i gruppi classe in fascia primaria ho percorsi che spaziano dalla poesia, al fantastico, alla Shoah. Due autori che prediligo e che non posso omettere dalle bibliografie sono Dahl e Rodari, su cui ho diversi percorsi in repertorio, e che continuano a sorprendermi per la ricchezza dei contenuti e dei sottotesti.

Da tre anni collaboro con lo straordinario Mare di Libri – festival dei ragazzi che leggono, dando voce nei tre giorni del festival ad alcuni libri durante gli incontri con gli autori stranieri, e andando in scena con nuove produzioni di letture sceniche di cui curo anche la regia, che replico poi in inverno con percorsi e bibliografie a seguito.

Alessia Canducci legge L'Arca parte alle 8
Lettura scenica de “L’Arca parte alle 8”, Ulrich Hub.

Che tipo di lettrice sei? Potresti descrivere il tuo modo di leggere e di rapportarti ai bambini e al libro?

Sono una lettrice generosa, irriverente, comica, dialogica, catalizzante, per tutte le età. A seconda dell’età dei bambini e ragazzi a cui leggo, cambia il modo in cui mi pongo, ma al centro c’è sempre la relazione: con bambini e bambine, con ragazzi e ragazze che mi ascoltano, con ciò che leggo, con l’oggetto-libro che tengo in mano, con lo spazio in cui siamo.

Alessia Canducci legge a un piccolo gruppo di bambini

Ogni tipologia di libro richiede un approccio unico e adatto alle proprie caratteristiche, quando lo si legge ad alta voce. Ad esempio, gli albi dal finale “aperto” chiedono di essere seguiti da un dibattito, o, talvolta di essere interrotti durante la lettura per dare spazio ad importanti e urgenti considerazioni e riflessioni. Lo stesso può accadere con alcuni autori di libri di narrativa.

Se il gruppo è piccolo e il contesto informale la lettura è dialogica, interattiva, e diventa davvero l’occasione di “fomentare” il pensiero e gli scambi tra bambini e adulti che li accompagnano, al termine delle mie letture.

Se il gruppo è numeroso – sopra i 40, fino a cento bambini, e il contesto è extrascolastico e più formale, è necessario catalizzare l’attenzione da subito e dare più spazio alla lettura ad alta voce e narrazione e meno alla dialogica.

Nei casi di grandi gruppi mi aiuto con un buon impianto audio – archetto e cassa amplificata – e spesso con un faro per creare una atmosfera extraquotidiana. Nel caso in cui i bambini siano in età prescolare, o in contesti particolari utilizzo anche uno o più fondali colorati. E sempre tanti, tantissimi libri a perdita d’occhio.

Con i gruppi classe della scuola primaria e secondaria l’attenzione è tutta al libro e all’autore, o agli autori, e ai percorsi presi in esame. Per queste fasce d’età negli ultimi anni mi concentro su tematiche forti: guerre mondiali e contemporanee, percorsi sulla shoah e i genocidi, bullismo o domande esistenziali. È importante saper gestire il dialogo che ne consegue. È potente accogliere le loro risposte, e ancora più i loro interrogativi. Abbiamo molto da imparare da loro.

Qual è la parte più appagante di questa attività?

La relazione è nutriente. Sono sempre più certa di fare il lavoro più bello del mondo. Le soddisfazioni sono di tipi ed intensità distinte. Ci sono le soddisfazioni immediate, dovute agli scambi emotivi che trasformano chi racconta e chi ascolta, e che vanno dagli occhi rapiti, le bocche spalancate, il bisogno di dare un bacino e di ringraziare dei più piccoli, alle domande durante o alla fine, i silenzi carichi di significato, gli applausi scroscianti o la richiesta di autografi e le richieste di amicizia su fb o i selfie dei più grandi, che sono il termometro di qualcosa che si è mosso. In loro, e anche in me.

E poi ci sono le soddisfazioni a lungo termine. Li ricordi ragazzini e li trovi adulti, genitori appassionati alla lettura, che svelano la loro passione per i libri, in cui anche io ho un ruolo. O bambini che incontri e ti chiedono i consigli di lettura. O lettori volontari che crescono nella loro passione così tanto da portare la lettura come valore trasformando il loro ambito lavorativo: insegnanti appassionati di lettura che “contagiano” colleghi, genitori, bambini, operatori sanitari che utilizzano i libro con i pazienti, funzionari che inseriscono la lettura in progetti sociali di prevenzione al disagio.

Mi affascina e mi dà tanto sentire che cambiamo, tutti: attraverso le relazioni e le storie. Cresciamo, anche se siamo adulti.

L’intervista ad Alessia Canducci prosegue qui. Non perdetela!

->> La pagina Facebook di Alessia per essere aggiornati sulle sue attività.

Scopri le altre interviste della serie “leggere a un gruppo di bambini”:

A Laura Anfuso 
Ad Alessandra Comparozzi
A Ugo Valentini
A Valentina Rizzi di Bibliolbrò
A Beniamino Sidoti
A Elia Zardo
A Anna Sicilia
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A Giuseppe Grossi

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