Jésus Betz, il tronco umano

Questo avvincente albo illustrato l’ho letto la prima volta seduta sull’autobus, qualche giorno fa. Con la borsa appoggiata sulle gambe, la pizza bianca in una mano e il libro nell’altra tenuto in equilibrio sul finestrino laterale. Non il massimo della comodità e della privacy, ma la storia mi ha talmente presa che non ho resistito.

Il libro in questione, Jésus Betz, l’avevo appena ricevuto in dono, inaspettato, e mi era subito parso importante e degno di attenzione. La casa editrice che lo pubblica, Logos Edizioni, è una garanzia di qualità, ricerca d’autore, cura stilistica e contenutistica. In particolare la collana ILLUSTRATI comprende una serie di proposte di alto livello artistico rivolte ad appassionati di tutte le età.

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JÉSUS BETZ, uscito per la prima volta nel 2001 per le Editions du Seuil, ha segnato una svolta nella “carriera” dei due autori, collaboratori e amici, Fred Bernard e François Roca. L’albo, vincitore del premio Baobab 2001 e del Goncourt Jeunesse 2002, ha consentito ai due artisti di esprimersi di lì in avanti più liberamente e di affrontare senza remore storie forti, destinate agli adulti.

JÉSUS BETZ è un racconto tormentato, pieno di chiaro-scuri, di ombre, di persone crudeli. Ma quando si arriva alla conclusione ci si sente rinfrancati e sollevati. Si pensa “giustizia è fatta”. Come in un bel film drammatico in cui si piange, si soffre con il protagonista, si prova pietà per il suo destino e poi, alla fine, la luce arriva, si trova il modo per affrontare a testa alta la vita, si costruisce, fatica dopo fatica, la propria felicità.

JÉSUS BETZ

Fred Bernard, François Roca, tradotto da Francesca Del Moro, Logos Edizioni, 2015

cover di Jesus BetzSono rimasta stregata da Jésus Betz, il Tronco Umano, nato senza gambe e senza braccia il 24 dicembre 1894 a mezzanotte, la vigilia di Natale, proprio come “Gesù Bambino”. Quattro anni più tardi verrà alla luce suo fratello, il maschietto normale tanto atteso.

Jésus parla in prima persona rivolgendosi direttamente a sua madre per tutto l’albo. Riporta a galla ricordi ed esperienze con lucidità, precisione, gravità.

Mamma, eccoti la mia vita in 33 date che schioccano, scricchiolano, suonano o stridono come altrettante vertebre senza le quali io sarei solo una testa.

Jesus Betz e la madre

Appassionato di date, con una memoria infallibile e una bellissima voce da soprano che non lo abbandonerà mai, Jésus alterna ricordi personali ai grandi accadimenti della storia dell’umanità: il primo volo dei fratelli Wright, la prima volta che la madre lo definisce “una palla al piede“, lo scoppio della prima guerra mondiale, gli insulti che riceve quotidianamente per la sua diversità, il terrore provato quando vede un uomo picchiare un bambino…

Il suo primo vero “lavoro” è come vedetta: lo legano in cima all’albero più alto di una nave e per cinque anni viaggia in mare avvistando balene, contemplando il paesaggio e cantando.

Quando gli occhi non gli funzionano più, il capitano lo abbandona e affronta nuovi tormenti: viene assunto da un tizio meschino che, in cambio di soldi, lo espone al pubblico ludibrio e a umiliazioni senza fine, vede morire la sua “seconda mamma”, una corpulenta e generosa donna che lo aveva accolto con gioia nella sua casa… La disperazione lo travolge.

Jesus Betz fa la vedetta

La “svolta” arriva quando conosce Pollux, un altro “tronco umano” ma dotato di braccia. Insieme si danno alla fuga e raggiungono il “Grand Cirque“, dove la gente come noi non viene sfruttata ma rispettata e valorizzata in veri spettacoli di music hall.

Qui conoscono giganti, uomini-scheletro, donne-serpenti, nani, sorelle siamesi… Jésus e Pollux si inventano uno spettacolo e se la cavano bene, incassano complimenti e “rinascono”.

Al Grande Circo si esibiscono anche artisti che compiono vere prodezze atletiche, come i trapezisti. Tra di loro c’è Suma Katra, una meravigliosa creatura che fluttua nel cielo con eleganza e delicatezza. Una fata che si contorce e volteggia senza fatica, diventata muta per una storia d’amore finita male.

Suma Katra

Accade l’inconcepibile. Scoppia rivoluzione. La bella Suma Katra, la stella del Circo, si innamora del “mostro”, rimane incantata dalla sua voce.

Le pagine finali raccontano la felicità e l’affiatamento della coppia: Io canto come un dio innamorato e lei mi porta in cielo con la musica, reggendomi con le braccia o le gambe.

I due diventano famosi, ricchi, realizzati.

Questo è il booktrailer del racconto:

E questa di seguito è un’altra storia, vera, che non è poi così lontana da quella descritta in questo superbo albo illustrato. Vi presento Nick Vujicic:

Puoi acquistare l’albo qui:

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