Una galleria fotografica di quasi duecento scatti che ritraggono bambine e ragazze provenienti da ogni angolo del Nord America. Bambine e ragazze che non indossano il loro abito migliore e non sorridono all’obiettivo, ma mostrano se stesse mentre sono impegnate in un’attività che le rende felici e sprigiona in loro forza.
“L’esperienza personale mi ha portato, fin da ragazzina, a identificare e ricercare la mia forza nell’attività fisica, ma la forza si trova anche nei momenti di calma e di silenzio, in quelli dedicati all’intelletto, quando si alimenta la propria curiosità e ci si sente in grado di alzare la mano e fare una domanda, quando si è creativi e gentili […]”.
Sono le parole che ho scelto di riportare di Kate T. Parker, fotografa professionista, ex calciatrice e madre di tre figlie, autrice di questo librone che negli Stati Uniti è stato accolto calorosamente e ora Il Castoro mette al servizio del pubblico italiano, con la traduzione di Claudia Valentini.
Un libro che raccoglie immagini femminili che vogliono essere di ispirazione, ritratti di giovani e giovanissime che la Parker ha incontrato durante i suoi viaggi alla ricerca di storie comuni che “spaziano da piccole conquiste a tenaci battaglie contro le avversità, dalla capacità di rimettersi in piedi a quella di tendere una mano all’altro o offrirgli un abbraccio”.
In filigrana il desiderio di trasmettere un messaggio di fiducia e amore per se stesse, un incoraggiamento a seguire la propria strada sfidando i propri limiti e tirando fuori il meglio di sé.
Che impressioni mi hanno suscitato queste foto?
Ogni foto di bambina e donna è accompagnata da una breve frase motivazionale che ne sintetizza il pensiero o le conquiste ottenute. Che cosa significa essere forti per loro? Per Valeria, 11 anni, è non permettere a nessuno di farti sentire indesiderata. Per Jordyn è diventare campionessa di surf e skate, per Faith, rimasta orfana, è studiare perché così i genitori saranno orgogliosi di lei.
Al di là degli slogan, che in un libro celebrativo come questo non mancano, mi pare che i ritratti riflettano la bellezza e la vitalità femminile in diverse forme e “combinazioni”.
Sfilano molte immagini di sport, di determinazione e tenacia, di concentrazione e serietà, ma anche scatti rubati al quotidiano, al gioco, all’espressione schietta della propria personalità (penso alle bambine appollaiate sui rami di un albero, a quella che si fa il bagno nella fontanella, a quella che fa capriole sul letto, a quella che stringe in mano una bacchetta magica, a quella che scatta una fotografia con la corona da principessa in testa, a quella che si tuffa in un mare di foglie).
Le mie preferite sono proprio le foto più dinamiche, all’aperto, spontanee. E mi piace osservarle senza le didascalie, concentrandomi invece su ciò che mi trasmettono.
E certo che a sfogliare queste immagini ben impaginate con le grandi foto che si succedono, talune in bianco e nero, altre a colori, a ritrarre sguardi intensi o contesti emozionanti, foto di ragazze di ogni colore, statura, misura, ceto sociale, certo che viene da pensare che siano tutte belle e in gamba.
Tutte, per quello che sono, per quello che fanno, per come lo fanno. Perché ci sembrano simili alle nostre bambine e a quelle che incontriamo ogni giorno, e non faticheremmo a ritrovare questi scatti nell’album di famiglia. E a ritrovare un po’ di noi, di quello che siamo state, della nostra infanzia.
Un gioco che ho deciso di fare con i miei figli, mentre sfogliamo il libro senza soffermarci sulle parole di accompagnamento, è di provare a indovinare qualcosa in più sulle bambine ritratte e sui loro gesti. Mostro una foto e chiedo a Ilaria: secondo te che stava facendo qui? Cosa stava pensando? Secondo te è bella? Ed è forte? Perché?
Poi riflettiamo insieme sul come siano diverse queste foto da quelle che certe volte scattiamo “in posa”, col sorriso tirato e sempre uguale, a volte imbarazzate, e proviamo a capire quello che ci comunicano interiormente, come ci fanno sentire, le sensazioni che ci rimandano.
E’ un modo di leggere più profondo e accorto, più consapevole. Ed è quello che consiglio di fare a voi tutti.