Se dovessimo stilare una bibliografia sul tema famiglia, immagino che sarebbe piuttosto nutrita. Il fatto interessante è che quando il tema è molto frequentato, allora è lo stile a farsi notare.
C’è un romanzo su tutti che riguarda la famiglia, felice e interessante da diversi punti di vista, per esempio letterario, biografico e formativo. È La mia famiglia e altri animali, che narra i cinque anni a Corfù del futuro noto zoologo Gerald Durrell, che ne è l’autore. Ecco, il titolo che sto per presentarvi mi suona come un richiamo a quello di Durrell.
Adele e gli altri. Un libro sulla sua famiglia e molto altro ancora
scritto e illustrato da Gerlinde Meyer, RAUM Italic, 28 pagine, 17 × 24 cm, 2019. In doppia lingua, inglese e italiano. Il testo è stampato ordinatamente a fondo pagina, corsivato l’italiano. La traduzione dal tedesco è di Jonathan Brys Bibee per l’inglese, di RAUM Italic Studio per l’italiano.
Tornando a La mia famiglia e altri animali, ci sono altri elementi che accomunano le due storie, elementi che scorrono aldilà delle pagine come aldiqua scorre il dito del lettore che tiene il segno lungo il testo: la passione, il movimento, e un’energia che viene sia dal singolo che dal gruppo.
Adele presenta la sua famiglia attraverso una galleria di ritratti; come aggregato, anche, di singoli membri che formano delle “sottofamiglie” che poi compongono una grande famiglia speciale.
Ogni persona compare col suo nome scritto in alto, con attorno gli oggetti di cui ama circondarsi o che richiamano certe sue caratteristiche, secondo un uso che definirei classico.
Poi, a pagina doppia, scene che riguardano la vita delle sottofamiglie, per esempio attività che si fanno insieme come festeggiare, viaggiare, improvvisare piccoli spettacoli. I ritratti sono abbastanza stilizzati, in certi casi sembrano richiamare gli antichi profili egizi. Eppure il risultato, con la sua abbondanza di rosso e giallo, e gli oggetti volanti tutt’intorno, mi sembra anche un po’ chagalliano.
Adele, poi, è una bambina-gatto con due codini che ricordano la silhouette di un pesce, di due pesci anzi, che nuotano nella sua stanza tra robot, tanti cuscini e altri giochi. Adele adora i fuochi d’artificio, le fragole e il cioccolato, il fuoco, gli uccelli, i viaggi spaziali, i robot e i gatti.
La tecnica usata è la xilografia, letteralmente “taglio nel legno”, tra le tecniche della tradizione tedesca. Gerlinde Meyer però ha stampato le immagini in rosso, che è il suo colore preferito, poi digitalmente ha aggiunto gli altri colori. Le pagine sono un’esplosione di rosso, verde, giallo e azzurro.
Anche i risguardi del libro sono tutti rossi, forse per questo stesso motivo.
Adele e gli altri è un albo moderno per i suoi riferimenti alle famiglie allargate e omosessuali, anche se non usa un tono che tende a catalogare o a sensibilizzare: è una voce che ama raccontare, con un linguaggio affettuoso e non sociologico, e col piacere, che trovo tipico delle persone ironiche, di caratterizzare i personaggi e conoscerne le manie e i piccoli misteri.
Quella di Adele è proprio una famiglia senza pregiudizi né confini. C’è una sorella grande, per esempio, uno zio che fa coppia con l’uomo più divertente di sempre, c’è una vicina di casa che è come una nonna, e un gatto di nome Otto che ama vagabondare nell’erba alta.
Il libro di Adele è anche un invito alla condivisione e alla ricerca della bellezza e dell’arte, perché è proprio in questa direzione che agiscono i personaggi. C’è chi ama la musica e fa la DJ, chi scrive storie, chi è spesso in viaggio a fare fotografie e scrivere diari, chi studia antiche lingue straniere, chi balla etc.
Sperimentazione, vitalità e condivisione sono le tre parole chiave di questo albo; forse di tutte le creazioni di Gerlinde Meyer (sul suo sito si trova, tra le altre cose, un catalogo di fantastici bigliettini per le più disparate occasioni)
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