Cosa chiederesti a una scatola che può esaudire i desideri?
Questa è la storia di una scatola magica e di tutti i desideri che è stata in grado di esaudire passando di mano in mano, da un padrone all’altro.
In principio fu di un chimico, poi di un ladro; dopo di lui arrivò il turno di un barbone, poi di una bambina e dopo ancora di una principessa; toccò successivamente ad un sommozzatore, seguito da uno scultore, da un cane, da un gentiluomo e da un antiquario, che la tenne nel suo negozio fino al giorno in cui decise di venderla in cambio di qualche spicciolo, prima di chiudere per il suo pensionamento.
Ad acquistarla allora fu un calzolaio, che aveva sempre fatto delle scatole una risorsa, visto che gli servivano per confezionare tutte le sue preziose creazioni, scarpe di varie misure e fattezze. Il calzolaio però non utilizzò mai la scatola magica per le commissioni realizzate per i suoi clienti, ma la tenne semplicemente nel suo negozio fino a che, anche lui, non pensò di chiudere l’attività. Era forse giunto il momento di usarla?
Isabella Grott e Andrea Alemanno, rispettivamente illustratrice e autore di “Lo spazio dei desideri” (L’Orto della Cultura editore), in questo albo illustrato trattano un argomento senza tempo, più volte oggetto della narrazione di favole e fiabe, dalla lampada col Genio per Aladino all’arrivo della Fata Turchina per Mastro Geppetto: la possibilità, per gli uomini, di poter realizzare ogni loro desiderio semplicemente esprimendolo.
Il possessore della scatola poteva infatti veder esaudito qualsiasi tipo di sogno fosse in grado di immaginare e, una volta soddisfatto, puntualmente si dimenticava del magico strumento e lo cedeva più o meno intenzionalmente al successivo proprietario, consentendone un nuovo utilizzo.
Il racconto è in prima persona, è il calzolaio a parlare con i lettori, ai quali si rivolge direttamente coinvolgendoli nella narrazione, rendendoli anche coprotagonisti inconsapevoli, più vicini che mai ai fatti descritti:
Conosci bene la mia regola: ogni paio di scarpe
su misura deve avere la sua scatola perfetta.
Il testo è breve ed essenziale, ma porta con sé un tempo narrativo lento, privo di riferimenti temporali precisi, il tempo placido e sereno dell’immaginazione e dell’appagamento.
È un libro che fa riflettere: quello che sogniamo è necessariamente sempre diverso da quello che in realtà già possediamo? Una scatola che per tutta la sua esistenza ha concretizzato desideri creandoli dal nulla e rendendoli veri, può ad un certo punto diventare il semplice e perfetto contenitore di desideri già esistenti e quindi già realizzati senza il suo aiuto?
Tra pagine a fondo bianco coi disegni che scompaiono oltre i margini e altre totalmente illustrate, Isabella Grott alterna l’uso di acquerelli, pastelli e collage, per dare forma e vita ai personaggi e ai sogni narrati, muovendosi a metà tra il reale e l’onirico: persone dai tratti realistici si mescolano con scimmie ballerine, gatti in poltrona, balene ad un picnic, torri pendenti, piante giganti, teche da museo, cianfrusaglie e bauli. Questa è, a conti fatti, una storia potenzialmente senza fine, in grado di rinnovarsi di continuo, senza arrivare veramente mai ad una conclusione, così come lo spazio dei nostri desideri è, per definizione, sconfinato ed eternamente instabile.
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