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Una piccola grande avventura nella natura

Piccolo Cavallo è un animale piccino, non più grande di un bambino. E proprio come un bambino ama giocare, correre veloce, andare lontano.

Quando sulla sua strada incontra un ruscello, la sua corsa si deve fermare. Non è l’unico però su quel prato ad avere il desiderio di procedere oltre il fiumiciattolo, per scoprire cosa c’è sull’altra sponda; accanto a lui compare Gatto Arancione.

I due, entrambi incapaci di nuotare, decidono di fare squadra. Piccolo Cavallo ha le zampe lunghe, Gatto Arancione è in grado di saltare sulla sua schiena e di rimanerci aggrappato forte: il ruscello così viene rapidamente superato!

Gatto Arancione vuole essere riconoscente con il suo nuovo amico, quindi lo porta a fare una scorpacciata di mele dal grande albero. 

Come si fa a non essere stanchi dopo una giornata così intensa? Piccolo Cavallo e Gatto Arancione non vedono l’ora di fare una pennichella rigenerante, ma prima è necessario tornare indietro e quindi serve superare di nuovo il corso d’acqua…

Piccolo Cavallo

di Nicola Cinquetti, illustrazioni di Elisabetta Civardi, Città Nuova Editrice, pagg. 32 – Età di lettura consigliata: dai 4 anni

La lettura di questa storia, così scorrevole nei contenuti, porta a riflettere sul modo in cui i bambini vivono la propria quotidianità. Quello che per noi adulti appare ormai come facile e immediato, per un bambino alla scoperta del mondo può rivelarsi complesso, ma ricco di spunti entusiasmanti e di momenti di apprendimento piacevole.

“Piccolo Cavallo” ci parla della semplicità con la quale si può stringere un’amicizia, ci presenta il divertimento più concreto e creativo, quello che si sperimenta a contatto con la natura; ci racconta alcune delle caratteristiche tipiche dell’infanzia (la furbizia e la spudorata sincerità di Gatto Arancione sono emblematiche…) e le necessità basilari che contraddistinguono l’essere bambino: giocare, scoprire, mangiare, dormire.

Nicola Cinquetti inserisce nel testo un elemento dalla forte attrattività per il pubblico dei piccolissimi: le onomatopee. Il loro utilizzo è esaltato dall’aspetto grafico che le distingue dalle altre parole del racconto, infatti sono disegnate, come se fossero parte integrante delle illustrazioni.

Delle immagini, colorate e brillanti, si è invece occupata Elisabetta Civardi, che sembra aver delineato Piccolo Cavallo, Gatto Arancione e il paesaggio naturale circostante con l’ausilio di acqua e pennelli.

L’autore non si limita a narrare la vicenda, ma si rivolge direttamente ai suoi piccoli lettori, coinvolgendoli nell’avventura di Piccolo Cavallo; comunica coi bambini che hanno la sua storia tra le mani, fornendo loro spiegazioni sulle caratteristiche di Piccolo Cavallo, ma anche suggerimenti sul momento buono per abbassare la voce, per lasciare riposare i protagonisti di quest’avventura e per restare ad ascoltare i suoni dei loro sogni.

In un’intervista rilasciata in occasione del Premio Andersen 2020 come miglior scrittore, a Nicola Cinquetti viene posto questo quesito: «Qual è la specificità dello scrivere per l’età evolutiva? C’è qualcosa che contraddistingue, che tieni presente, che ritieni importante quando scrivi […] per lettori giovani o giovanissimi?»

La sua risposta rispecchia perfettamente ciò che i lettori trovano in “Piccolo Cavallo”: «Quello che è decisivo è riuscire a rimanere dentro l’esperienza del bambino e del ragazzo, cioè far emergere con la propria scrittura quelli che sono i vissuti dei giovani lettori, soprattutto quei vissuti interiori che altrimenti non sarebbero detti».

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