Che bello! Sono emozionata perché credo di essere una delle prime fortunate a parlare di questo nuovissimo albo illustrato giunto in Italia grazie a Terre di Mezzo (sul quale avevo messo gli occhi addosso alla scorsa Fiera di Bologna). Un libro “nuovissimo” non solo perché è stato appena pubblicato (è in libreria dall’8 ottobre), ma anche perché ha veramente qualcosa di nuovo da dire.
“Sam e Dave scavano una buca” è uno di quei rari esempi di albi illustrati che, lungi dal fornire risposte preconfezionate e soluzioni univoche, apre nella testa del lettore una voragine di domande. E tutte le ipotesi che saltano fuori sembrano plausibili.
Sam e Dave scavano una buca
Mac Barnett, Jon Klassen, coordinamento e traduzione Davide Musso, Terre di Mezzo Editore, 2015
Età di lettura consigliata: dai 3-4 anni
La trama è asciutta: un giorno due amici escono di casa con una pala in spalla, qualche provvista nello zaino, e decidono di scavare una buca per trovare qualcosa di spettacolare. A far loro compagnia un cane dallo sguardo attento.
Dave (il ragazzino col cappello rosso) è quello più motivato a portare avanti la missione. Sua è l’iniziativa e sua è la guida. Sam lo segue senza obiettare.
Cominciano a scavare. Scava e scava, la fossa si fa via via più profonda.
I due volenterosi vanno avanti, ma non trovano nulla, non vedono nulla. Noi lettori invece vediamo tutto. Dalla nostra prospettiva, quella che ci regala il formidabile Jon Klassen, abbiamo la facoltà di osservare ciò che si nasconde intorno a loro. E già dopo poche pagine ci accorgiamo che qualcosa di spettacolare c’è, eccome: un diamante alla sinistra dei due ragazzini! E poi un altro diamante più grande giù in basso. E ancora un diamante gigantesco… se solo continuassero a scavare in quella direzione ci finirebbero proprio sopra!
Il ritmo si fa serrato. Sopra le teste dei bambini non c’è più il cielo, ma terra marrone che li sovrasta. I due amici, insoddisfatti, iniziano a deviare il corso della loro enorme buca. Anziché continuare a scendere, fanno delle svolte. Poi, su proposta di Dave, si dividono. Uno scava verso l’alto, l’altro verso il basso.
E mentre si affannano nella ricerca di quel qualcosa di spettacolare che non sanno esattamente cos’è, senza rendersene conto si ritrovano a pochi centimetri da un mastodontico diamante. Ma schivano anche quello… Ci girano intorno!
Ovviamente l’espediente creato dagli autori, che ci consente di sapere quello che ai due protagonisti è negato, ha un effetto paradossale e comico. Sam e Dave sembrano sempre sul punto di trovare le pietre preziose, ma all’ultimo istante prendono altre strade. Che sfortuna! pensiamo, scavano e scavano ma non riescono mai a raggiungere i diamanti che quella terra magica custodisce al suo interno.
E mentre ci divertiamo, le prime domande ci balzano in testa:
perché il cane sembra individuare le pietre preziose? come fa? perché rivolge sempre lo sguardo verso di loro? e soprattutto, perché non abbaia per avvisare i bambini e non fa niente per aiutarli?
I due protagonisti si riposano, si rifocillano con latte al cioccolato e biscotti, poi si rimettono a scavare e scavare. Giù giù giù.
D’improvviso compare un osso nel terreno (che solo noi spettatori vediamo) e, per la prima volta, anche il cane si mette a scavare… ora sì che è desto e interessato, proprio quando i bambini, spossati, chiudono gli occhi e piombano nel sonno.
Finale a sorpresa
Quello che accade dopo introduce al finale che è il vero enigma da interpretare. Ogni lettore potrà fare le sue congetture. Senza scendere troppo nel particolare, per non guastarvi la sorpresa, vi dico che succede un imprevisto che fa precipitare i bambini e il cane in un’altra dimensione. Una dimensione che, a ben guardare, è molto familiare.
Cosa è successo veramente? Che cosa è capitato ai protagonisti? Cosa rappresenta questo salto nell’ignoto? Che cosa ha significato tutta questa esperienza?
Se ve la cavate con l’inglese, in questo articolo potete leggere alcune ipotesi di finale, tra il serio e il faceto, che sono state fatte quando il libro è uscito per la prima volta nella versione originale (a ottobre 2014 per Candlewick Press). Si va dallo scenario religioso (il cane è Gesù che cerca di guidare i bambini nella giusta direzione, ma il loro libero arbitrio li conduce altrove), a quello epico (l’avventura dei due rappresenta un viaggio di crescita e maturazione, che li porta a cambiare prospettiva sul mondo), dalla teoria onirica (è stato tutto un sogno), a quella fantascientifica (i protagonisti hanno compiuto un viaggio in una realtà parallela)…
Insomma, c’è tanto materiale su cui rimuginare.
La mia idea è che l’esperienza in sé vissuta dai due amici sia stata spettacolare: impegnarsi insieme per raggiungere uno scopo, aiutarsi, collaborare, faticare, condividere un sogno e infine ritrovarsi più uniti di prima. E’ un po’ la metafora della vita, che ci pone continuamente di fronte a promesse mancate, ma noi dobbiamo avere la forza e la costanza di andare avanti, di non arrenderci, di provare strade alternative.
Qui sotto il divertente trailer di “Sam e Dave scavano una buca”:
E a questo link un’intervista pazza ai due mirabolanti autori.
Un meccanismo perfetto
Ho letto ad alta voce questa pazza storia a piccoli gruppi di bambini di 5-6 anni. Non potete immaginare quante risate, domande, curiosità abbia generato. Credo che sia un albo illustrato dal meccanismo perfetto: idea di base vincente, ritmo veloce, testo preciso e sintetico, uso sapiente di spazi vuoti, bianchi, per creare una irresistibile suspense, illustrazioni piene di ironia disposte sulle pagine in modo esemplare, finale ad effetto. Per me, il top.
E per voi? Che ne pensate? E qual è la vostra ipotesi sul finale?