Toh! Un cappello! è il terzo capitolo della saga dedicata ai cappelli dell’autore canadese Jon Klassen. Dopo i fulminanti ed esilaranti Voglio il mio cappello! e Questo non è il mio cappello, bestseller ultrapremiati e campioni di vendite (che meritano di essere qui raccontati, e ci tornerò!), l’attesa per il nuovo capitolo della serie pubblicata in Italia da Zoolibri era alta.
Quando mi è arrivata nella casella di posta elettronica la news del lancio del nuovo libro (è in libreria dallo scorso ottobre) ho fatto fatica a trattenermi dall’uscire di corsa a cercarlo e sfogliarlo dalla prima all’ultima pagina… Ero veramente curiosa di scoprire cosa si sarebbe inventato stavolta questo autore cinico e irriverente.
Be’, ora che l’ho non solo sfogliato, ma letto e riletto, sono felice di dirvi che anche questo terzo albo è pieno di sorprese e intuizioni, divertente e sceneggiato come se fosse un film: un racconto semplice e immediato, poche frasi argute, espressioni incisive, occhi perforanti, perfetta regia narrativa. Un albo illustrato costruito a regola d’arte, in cui sia le parole che le immagini inviano messaggi al lettore, ponendosi spesso in contrasto tra loro, generando un effetto comico spiazzante.
Un libro bello dunque. Ma in modo diverso dai precedenti. Non è cattivo come loro. Sembra cattivo, cattivissimo, ma alla fine invece si rivela buono.
Toh! Un cappello!
Jon Klassen, Zoolibri 2016
Età di lettura consigliata: dai 3 anni
La storia, seppur breve, è suddivisa in capitoli. Fatto inconsueto per un albo illustrato dal formato e dalla foliazione tradizionale. E già questa caratteristica accende la curiosità del lettore. Ogni capitolo ha un titolo:
- Primo capitolo: “Trovando il cappello”
- Secondo capitolo: “Contemplando il tramonto”
- Terzo capitolo: “Andando a dormire”.
Nel primo capitolo abbiamo due tartarughe, identiche, che si rallegrano di aver trovato INSIEME un cappello. La gioia è però subito smorzata perché le due amiche si rendono conto che il sospirato cappello è solo UNO e loro invece sono DUE.
Leggiamo negli occhi delle protagoniste lo sconforto.
Poi segue un dialogo surreale in cui le tartarughe si provano a turno il cappello e si scambiano complimenti: “Ti sta proprio bene”, “Sta proprio bene anche a te”. Ma i loro sguardi obliqui dicono ben altro.
Rammaricate di non poter avere entrambe il cappello desiderato, le due decidono a malincuore di lasciarlo là dove lo avevano trovato. È la cosa giusta da fare.
Vero?
Se lo chiedono loro, ma l’autore rivolge implicitamente la domanda anche al bambino che sta leggendo.
Ancora una volta sono gli occhi tristi dei personaggi a raccontare tutta un’altra storia. Una storia di rabbia, di delusione, di voglia (forse) di far fuori l’amica… Sono occhi incollati al cappello, e che proprio non riescono a dimenticarlo.
Particolari significativi
Jon Klassen ha il dono di comunicare tanto usando pochissimi elementi. Lo spazio vuoto nelle pagine è eloquente, denso di significato. I silenzi che danno voce al pensiero e lo amplificano. E poi il suo stile illustrativo è così personale, rarefatto, asciutto. Ed è un maestro nel lavorare sui particolari, sul non detto, sulle emozioni che non si riescono a camuffare, perché il linguaggio non verbale è più forte di qualsiasi frase di circostanza.
Nel secondo e terzo capitolo il misuratissimo botta e risposta tra le tartarughe va avanti. Le due amiche contemplano il tramonto, deviano il discorso, fanno finta di niente ma in realtà continuano a desiderare il copricapo. E quando giunge l’ora di andare a dormire una delle due, quella che si è sempre mostrata la più reticente, ha un cedimento. La tentazione di accaparrarsi il cappello è troppo forte. Aspetta che l’altra si addormenti e…
Mi fermo qui. Lo scoprirete da soli. Non sarò certo io a raccontarvi il finale. Anche perché i finali di Klassen sono famosi per essere scioccanti. E anche questo lascia di stucco (soprattutto se si conoscono i due precedenti libri sul cappello).
Qui sotto l’ironico Booktrailer del libro (in inglese), che spiega alla perfezione l’atmosfera e la tensione tra le due contendenti.
>>Vuoi recuperare anche tu il cappello? Prendilo al volo:
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