Piccole storie per giocare con le dita e imparare a contare

Le dita della mano esercitano un indubbio richiamo nei bambini piccoli: questi due simpatici libri usano filastrocche, storie ed esempi intuitivi per imparare a nominarle e a usarle per contare

Ha ormai qualche annetto questo originale cartonato dalla simpatica silhouette a forma di mano, con le dita rivestite da figurine umane a mo’ di piccole marionette.

Uscito in Francia nel 1995 per L’école des Loisirs, è stato portato in Italia da Babalibri nel 2001, e rimane uno dei ricordi più dolci legati alle primissime letture in famiglia con Ilaria, quando non aveva ancora compiuto due anni di età. Il libro è ancora a catalogo e potete approfittarne!

Cinque piccole dita

di Nadja, Babalibri, 2001 – Età di lettura suggerita: da 18 mesi

Cinque piccole dita

Me lo aveva regalato Irene, compagna di classe ai tempi del liceo, che in quel periodo lavorava in un negozio di articoli selezionati per neomamme, con un buon reparto riservato ai libri per bambini. Nel donarmelo mi aveva detto: «A me piace tanto, con la forma di mano che incuriosisce, con le filastrocche e i disegni allegri».

il libro è a forma di mano

A distanza di anni posso dire che la mia amica ci aveva visto giusto. E’ stato un libro-coccola, un libro ninnananna, un libro gioco e un libro di scambi e dialoghi ravvicinati.

La formula di Cinque piccole dita è semplice e felice: gioca con le rime e le assonanze per passare in rassegna le cinque dita delle mani e far sì che i bambini piccoli possano memorizzare i loro nomi aiutati dalle filastrocche abbinate.

interni del libro Cinque piccole dita

Le brevi frasi che lo compongono sono tutte legate tra loro e vanno a formare una storia compiuta che si risolve nell’ultima pagina. Pochissime parole per descrivere la preparazione di un pranzo a cui contribuiscono tutti e cinque i membri della “famiglia”: Pollice, Indice, Medio, Anulare e Mignolo. Nel corso della narrazione, l’illustrazione principale mostra le varie dita citate, mentre nella facciata attigua vengono raffigurati i personaggi che svolgono l’azione descritta.

facciate interne di Cinque piccole dita

Il resto lo fanno l’ambientazione serena e quotidiana, le scelte cromatiche briose, il susseguirsi delle filastrocche che diventano quasi canzoncine da ripetere, l’elemento di fascino esercitato dall’osservare e giocare con le dita delle mani, così centrali nella vita dei bimbi piccoli, che prestissimo iniziano a muoverle, guardarle da vicino, esplorarle, assaggiarle… E poi il grande plus: l’azione spontanea e irresistibile di andare a poggiare la propria manina o manona sopra il libro e cercare somiglianze e differenze tra le nostre cinque dita e quelle disegnate.

Alla luce di questa mia positiva esperienza e dei lieti ricordi legati alle Cinque dita di Nadja, non appena ho saputo dell’esistenza di un nuovo volume con cinque dita in copertina, ho dovuto farlo mio in tempi record. Troppa la curiosità! Troppa la voglia di andare a vedere di cosa si trattava.

Le sorelle cinque dita

Anna Cerasoli, illustrazioni di Martina Tonello, Editoriale Scienza, 2019 – Età di lettura suggerita: dai 3-4 anni

Le sorelle cinque dita

Con Le sorelle cinque dita, la matematica Anna Cerasoli, insegnante di scuola secondaria con all’attivo diverse pubblicazioni scolastiche, compie un passo in avanti, dimostrando ai bambini di età prescolare che le nostre Cinque Dita ci aiutano a contare e sono capaci di compiere moltissime azioni, come indicare, salutare, disegnare, afferrare…

Dito indice che indica

Il libro, dal confortevole formato quadrato e le pagine di carta “normale” (non robuste) si appella alla fantasia dei bambini e alla loro capacità di comprendere le cose del mondo se si espongono fatti e concetti con un linguaggio preciso, logico ed evocativo.

Protagoniste della narrazione, le sorelle dita raccontano le loro avventure e conquiste: di quando erano piccine, strette strette a pugnetto a formare lo zero, e via via con l’aumentare dell’età loro acquisivano maggiori competenze e libertà di movimento.

quattro anni

Uno dopo l’altro, ciascun dito scopre di essere utile e prezioso. Ma Manosinistra, cugina di Manodestra, è un po’ gelosa, perché spesso rimane in disparte. Come farle capire che si sbaglia e che è ugualmente importante? Ricordandole che le due mani insieme sono capaci di compiere azioni bellissime, quali afferrare un bel panino da addentare, applaudire fragorosamente, e poi fare a turno per disegnare il proprio ritratto su un foglio.

le mani servono per disegnare

Le dita vengono illustrate in maniera empatica, con le faccine sulle punte, a esprimere con la bocca e con gli occhi le loro emozioni. Accanto al disegno delle mani è riportato il segno numerico corrispondente, che viene anche scritto a lettere in forma cardinale e ordinale.

Le dita sono il nostro primo contatore, ci aiutano a determinare le quantità in ordine crescente e decrescente, e con un libro divertente come questo risulta più piacevole imparare. Alla fine, immancabile, arriva anche la corretta associazione di ciascun dito al suo nome, per iniziare a utilizzare i termini giusti.

le mani servono per afferrare

Le ultime pagine presentano un’appendice con giochi e piccole attività che permettono di esercitarsi con i numeri, le bipartizioni, i raggruppamenti. Un corollario che, chi vuole e quando vuole, può usare per testare il livello di apprendimento raggiunto. Il libro infatti si colloca nella collana 1 2 3 Raccontami Una Storia, che rende gradevole e giocoso l’approccio alle prime nozioni di logica e pre-matematica. 

Se i libri ti piacciono, il consiglio che ti do è quello di chiederlo alla tua libreria di fiducia e sfogliarli dal vivo.

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