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Storie che invitano al rispetto della natura

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Qualche giorno fa, mentre ero in acqua coi bambini a trasportare canottini e fare gare di tuffi, ho visto affiorare a galla un assorbente. Non è la prima volta che mi capita, anche se più spesso gli avvistamenti in mare riguardano buste, bottiglie, flaconcini di plastica. Lo sconforto e la rabbia che mi assalgono ve li lascio immaginare.
In questo periodo poi sono davvero esasperata… il quartiere in cui vivo è sommerso dalla mondezza, la mia città è allo stremo, sciupata, sporca, trascurata, offesa in una maniera che, mi dispiace anche solo pensarlo, mi sembra irrecuperabile.

Dov’è la Stella marina?

Il problema dell’inquinamento è talmente scottante e attuale che si insinua anche nelle pagine degli albi per l’infanzia, interrompendo momenti di semplice svago e divertimento. Succede nel libro Dov’è la Stella marina?, edito dalla casa editrice fiorentina Clichy, un volume dal grande formato riccamente illustrato che chiama i lettori a partecipare al classico gioco del Cerca-Trova.

Dove'è la stella marina-cover

Dove si nasconde la stella marina? E il pesce pagliaccio? E la medusa? Non è facile per la balena dal sorriso sornione scovarli in mezzo a un’esplosione di pesci dai colori sgargianti e le forme e misure disparate.

I tanti corpicini variopinti guizzano a destra e a sinistra alla ricerca di un posto adatto per nascondersi. Scomposti, indisciplinati, imprevedibili, si muovono allegramente fra le pagine lasciando ai bambini il compito di esaminarli attentamente per riuscire a rintracciare i tre protagonisti del gioco.

la balena

Ma un oggetto estraneo molto presto attira come una calamita l’interesse del popolo marino. Ecco che la moltitudine pinnata si mette ordinatamente in fila per guardarlo e capire di cosa si tratti. Un barattolo di latta, un flacone di detersivo… e poi si ammonticchiano altre cose assolutamente fuori luogo e inopportune lì sotto: uno pneumatico, una boccetta gialla, un tubo, un vaso ecc. I pesci, dapprima incuriositi, si allontanano infastiditi, mentre la montagnola di oggetti inquinanti cresce, cresce, cresce, ospitando a ogni cambio di pagina rifiuti sempre più numerosi e ingombranti. Il regno sottomarino si trasforma in una discarica per frigoriferi, lavatrici, forni e pattume di ogni genere.

Dov'è la stella marina interno

I bambini continuano a osservare da vicino le illustrazioni, cercando di individuare la stella marina nascosta non più tra gli abitanti del mare ma tra l‘immondizia. Ora il gioco assume un significato diverso e diventa motivo di riflessione, dispiacere, amara constatazione.

l'immondizia aumenta

Non servono parole per commentare quello che le lussureggianti immagini di Barroux esprimono con tanta forza ed eloquenza. E infatti l’albo non ne prevede.

Ma perché gli uomini continuano a fare scempio della natura? Si meriterebbero una punizione esemplare. Proprio come quella che ha in serbo per loro la balena del libro, che è intenzionata a riprendersi ciò che è suo. E il mare può tornare a respirare.

Magari fosse realmente così!

Un libro divertente e allo stesso tempo pungente in cui l’autore francese, dopo l’efficace Dov’è l’elefante?continua a sensibilizzare i bambini sulla questione ecologica scegliendo un linguaggio giocoso, incisivo e graffiante.

Il Tagliaboschi

Anche ne Il Tagliaboschi, interessante albo d’esordio di Alain Cancilleri (Il Leone Verde edizioni, 2016) siamo di fronte a un libro senza parole che denuncia lo sfruttamento del pianeta da parte degli uomini. Vittima della scempiaggine umana è in questo caso un bosco montano. Un bosco invernale, spoglio, silenzioso, immerso nel bianco accecante della neve. In questa distesa di tronchi austeri si muove solitario un uomo dal volto annoiato, ingobbito, che trasporta un’ascia sulla spalla. Si tratta di un tagliaboschi che va a compiere il suo dovere. Un colpo dopo l’altro, abbatte tutti i tronchi del bosco, lasciando senza casa i piccoli animali che abitano quel luogo: roditori, volatili, vermiciattoli.

copertina Il tagliaboschi

L’uomo distrugge il bosco e accatasta la legna ottenuta quasi meccanicamente, come se dovesse portare avanti un compito sgradevole ma necessario. Il suo viso è triste, spento, muto.

il tagliaboschi abbatte alberi

Poi d’un tratto qualcosa lo scuote. Per la prima volta spalanca gli occhi e si meraviglia di ciò che vede: sull’ultimo albero rimasto integro si sono riuniti tutti gli animali del bosco. Sono lì sopra per cercare riparo. Si stringono saldamente sui rami e lo fissano.

gli animali sull'ultimo albero

Finalmente l’uomo smette di comportarsi da automa, lascia cadere l’ascia a terra e si ferma. Trova le forze per reagire e interrompere quell’insensato disboscamento. Forse si vergogna anche un po’ di ciò che ha fatto. Di certo fa ritorno a casa dalla moglie e, sorridente, decide di rimediare in qualche modo.

Il tagliaboschi e la sua compagna non vogliono più fare del male agli alberi e alle creature che popolano il bosco. Non vogliono più isolarsi ed estraniarsi dalla natura. Eccoli che invitano conigli, orsi, scoiattoli, uccelli a raggiungerli a lume delle lanterne per festeggiare insieme questa nuova consapevolezza.

Il bosco (o quel che ne è rimasto), da domani, avrà una possibilità di riscatto. Avrà l’occasione di tornare a vivere.

Una storia silenziosa che infierisce duramente sui comportamenti irrispettosi dell’uomo nei confronti della natura attraverso una narrazione per immagini scarna, esaustiva, diretta. Il pentimento finale del tagliaboschi è una scossa che lascia accesa una luce, un senso di giustizia che fa capolino e a cui abbiamo bisogno di aggrapparci.

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