Emily Hughes e il suo magico mondo illustrato

Sono scintillanti, eccentriche, rigogliose e incredibilmente vive le pagine illustrate da Emily Hughes, giovane artista hawaiana trapiantata in Inghilterra che solo pochi anni fa ha fatto il suo debutto nel mondo dei picture book. Il suo vibrante e irriverente album d’esordio è stato Wild, in italiano Selvaggia, uscito nel 2013 a Londra con Flying Eye Books e giunto in Italia grazie a Settenove Edizioni.

Il suo secondo lavoro approdato nel nostro paese (dobbiamo ringraziare ancora Settenove Edizioni), è più intimo e dolce, un inno alla perseveranza e alla tenacia nel portare avanti le proprie passioni contro qualsiasi difficoltà e ostacolo.

I due libri di Emily Hughes pubblicati da Settenove Edizioni

Due libri di Emily Huges

Entrambi gli albi sono affascinanti, intriganti, confezionati con cura a partire dalla scelta di copertine eleganti, incisive, con una fascetta laterale in stoffa impreziosita da delicati motivi floreali e titoli composti con un carattere fresco, sbarazzino. Entrambi i libri raccontano storie indimenticabili servendosi principalmente di immagini pittoriche mozzafiato, dal forte potere evocativo, in cui la natura è protagonista assoluta. I testi sono brevissimi, poche righe per pagina, e a mio avviso quasi superflui. Ho provato a leggere Selvaggia come se fosse un albo senza parole e la narrazione iconica mi è sembrata fluida, chiara, comprensibilissima.

Voglio soffermarmi più da vicino su questi due bei libri di Emily Hughes, e darvi modo di conoscere meglio la sua arte e posare gli occhi sulle sue illustrazioni minuziose, gioiose, indisciplinate.

Selvaggia

Emily Hughes, trad. Maria Chiara Rioli, Settenove Edizioni, 2015
Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Selvaggia è una bambina cresciuta nel bosco. Arrivata lì in fasce, non si sa chi l’abbia abbandonata, trascorre la sua infanzia accolta e seguita dagli animali della foresta. Con orsi, uccelli, pesci impara a nutrirsi, comunicare, giocare. Perfettamente a suo agio, ha tutto quello che desidera per essere felice.

Selvaggia parla insieme agli animali

Fino a quando un giorno arrivano nella foresta alcuni nuovi animali che la portano via e le impongono le loro strane leggi. Tutto cambia. Improvvisamente niente ha più senso per la bambina. Quelle persone non parlano come lei, non si comportano come lei, non mangiano come lei, non giocano correttamente. E vivono all’interno di scatole grigie soffocanti, usano arnesi micidiali per lisciarsi i capelli, mettono ai piedi ridicoli affari. Dove sono le fronde degli alberi? Dove gli amici animali? Che fine hanno fatto i corsi d’acqua freschi e cristallini?

Selvaggia non capisce gli esseri umani

La bambina non capisce e non è più felice. Ne ha abbastanza della civiltà e un giorno, senza preavviso, così com’era arrivata, se ne va. Semplicemente ritorna nel suo mondo, e lo fa a modo suo, selvaggiamente.

Emily Hughes ci consegna una creatura libera e indomita, piena di energia ed esuberanza. Lo fa mescolando humour e poesia, incantevoli illustrazioni e un pizzico di follia.

Selvaggia è felice

Una bambina trasgressiva che ci fa tornare alla memoria alcuni famosi personaggi della fantasia difficili da addomesticare, approdati in terre primitive e ammalianti, lontane dalla civiltà… Tarzan, Mowgli, Max che si avventura nel paese dei mostri selvaggi. Un argomento che ha sempre affascinato i bambini e che viene qui ripreso attraverso una prospettiva insolita, femminile, con un finale che stupisce e diverte.

Il Piccolo giardiniere

Emily Hughes, trad. Maria Chiara Rioli, Settenove Edizioni, 2015
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Un bambino minuscolo vive in una capannina di paglia sorta fra le erbe e le sterpaglie di un giardino. Quello è il suo mondo e significa tutto per lui. Il giardino gli regala il cibo che si mette sul piatto, un amico che gli tiene compagnia (un vermetto rigato), una protezione, un senso di appartenenza. E lui se ne prende cura con devozione e amore, giorno dopo giorno.

il piccolo giardiniere e l'amico verme

Ma nonostante le sue buone intenzioni, e il suo impegno indefesso, il giardino appare sciupato, spento, privo di colori e germogli. Il fatto è che lui non è bravo col giardinaggio, o forse è (si sente) troppo piccolo per riuscire a occuparsi di un intero giardino con le sue sole forze.

il giardino è spento

Passano i giorni e le notti, il giardino appare sempre più fiacco, le piante si seccano. Spunta un unico fiore che cresce alto e forte, un bellissimo fiore arancione dallo stelo altissimo che dà speranza al giardiniere e lo spinge a non mollare, a impegnarsi ancora più duramente.

Ma il giardino non dà segni di ripresa e la gioia del bambino svanisce; subentra al suo posto preoccupazione, tristezza. Quando tutto sembra perduto, non resta che sperare, e affidare le proprie speranze al destino, a qualcosa o qualcuno di più grande che ci governa. Non resta che esprimere un desiderio contemplando la luna.

il piccolo giardiniere esprime un desiderio

Vorrei tanto un po’ d’aiuto sussurra il bambino fuori dalla finestra, in una notte particolarmente fortunata, perché la sua richiesta arriva magicamente nelle orecchie di qualcuno che decide di prendersi a cuore quel giardino sciupato e di rimetterlo in sesto.

Il desiderio si realizza, e l’aiuto agognato viene offerto da una bambina sensibile che sa vedere oltre le apparenze. Il meraviglioso fiore arancione annuncia che la vita c’è in quel posto e che ne può nascere altra. Ed ecco che, trascorso il tempo necessario, la casa del piccolo giardiniere si rianima, accendendosi di colori e profumi; fiori e frutti la riempiono di bellezza.

il fiore arancione

La cura, la dedizione, la tenacia nel perseguire un obiettivo di valore. Tutto questo emerge dalle pagine avvolgenti e verdeggianti di Emily Hughes. L’autrice premia il suo piccolo protagonista anche per l’umiltà che ha dimostrato, per la capacità e il coraggio che ha avuto di fermarsi e chiedere aiuto nel momento del bisogno. Un protagonista molto umano il suo, tenero e fragile, ma ugualmente forte e tenace. Un esempio.

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