FACCIAMO CHE… un inno all’immaginazione dei bambini

La prima volta che ho incontrato questo libro ho pensato che fosse un volume vintage. Lo stile “classico” e serio delle illustrazioni e la loro (apparente) formalità rimandano infatti a un tempo in cui i bambini indossavano camicette inamidate, avevano la capigliatura “rigida” e non dimenticavano mai di salutare le mamme dei loro amichetti con un riguardoso “Buongiorno signora!”.

Convinta di trovarmi di fronte a un albo illustrato di parecchi decenni fa, sono andata a cercare nel frontespizio l’indicazione della data della prima pubblicazione, ma con stupore ho scoperto che no, non è affatto un libro del passato. Tradotto e portato in Italia da Orecchio Acerbo nel 2016, aveva visto la luce appena un anno prima, nel 2015.

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Ed ecco in me divampare l’interesse per una storia che sembra “antica” ma parla in realtà ai bambini di tutte le epoche e di tutte le latitudini. Una storia ricca di esagerazioni e calamità in cui i grandi sono esclusi – è meglio che non si soffermino su ciò che accade! – e in cui invece le fantasie più sfrenate dell’infanzia trovano piena realizzazione.

Mia figlia (quasi cinquenne) rimane incredula ad ascoltarmi e a guardare le figure, perché non le sembra possibile che la mamma non solo acconsenta a una lettura politicamente scorretta come questa, ma si diverta anche, e rida bellamente di tutti i fattacci narrati.
Mi ha persino chiesto di portarlo a scuola per leggerlo ad alta voce ai suoi compagni di classe. E sono certa che verrebbe accolto con giubilo dai bambini… ma le maestre saranno pronte?

FACCIAMO CHE

André Marois, Gérard Dubois, trad. Paolo Cesari, Orecchio Acerbo, 2016
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

copertina Facciamo che

Queste pagine sono costellate di disastri, distruzioni inaudite, parapiglia e lotte selvagge. Il tutto provocato da due ragazzini dall’aspetto giudizioso che, durante l’assenza di pochi minuti della madre di uno dei due, mettono a soqquadro la casa e la devastano letteralmente.

bambini sul letto

Jean-Francois va a trovare l’amico e saluta educatamente la signora. Persino il nome di questo giovane ometto è posato e rassicurante. La mamma si allontana per qualche minuto per andare a prendere la verdura nell’orto. Fate i bravi, si raccomanda, ma la sua è più una frase di circostanza che una reale esortazione. I due bambini hanno la faccia d’angelo e nulla (a parte un cappellino da discolo) lascia presagire il disastro che di lì a breve metteranno in atto.

Facciamo che-interno

Rimasti soli, salgono in camera e iniziano a giocare.

E se ci inventassimo una storia?

Tutto ha inizio da qui. Dal desiderio di impersonare un ruolo, di vestire i panni di qualcun altro, di dare libero sfogo all’immaginazione.

Facciamo che siamo due guerrieri solitari…
E che non abbiamo paura di nulla! 

Zac! La magia è già scattata. Sono entrati nella parte. Immediatamente catapultati in un altrove elettrizzante dove tutto è possibile e dove loro due sono gli eroi invincibili e forti.

A turno declamano il loro racconto avventuroso e si immaginano dapprima su un’isola deserta impegnati a difendersi dall’attacco dei nemici, poi nel Paese di Cuccagna a rifocillarsi per riprendere le forze, dopo ancora a fronteggiare un grosso mostro dai denti aguzzi…

Noi ci difenderemmo con le nostre armi speciali.
E lanceremmo anche delle enormi rocce.

interni di Facciamo cheL’immedesimazione è tale che, nella foga, durante gli scontri concitati con gli “avversari” gli capita di strappare tende, urtare oggetti, far capitombolare mobili.

I due non hanno mai paura e lo dimostrano: eccoli combattere contro un mostro peloso (oh povero cane!), farlo prigioniero e costruirsi una fortezza impenetrabile ammonticchiando sedie, tavoli, secchi, cassetti.

La loro storia epica, fatta di coraggio e vittorie, prosegue gloriosamente, passando di camera in camera, travolgendo ogni cosa. Più le vicissitudine fantasticate si fanno avvincenti e appassionanti, più l’abitazione (reale) in cui si muovono ne esce malconcia e ferita.

Quello che i due bambini vedono intorno a loro non sono lampadari, sedie, spazzoloni, coperte, pentole, vestiti ecc., bensì montagne da scalare, pianure selvagge, deserti da attraversare, fiumi abitati da coccodrilli. Difendersi è necessario! E loro non hanno mai paura. 

Pagina di Facciamo che

Purtroppo però anche i giochi più belli e le storie più emozionanti volgono al termine. E quasi sempre ciò succede quando si è arrivati al culmine del divertimento. La mamma, ricordate?, era andata in giardino a raccogliere qualche verdura e presto sarà di ritorno.

Che succederà quando varcherà la soglia di quella che fino a pochi minuti prima era stata una dimora ordinata e pulita e che ora è diventata una baraonda infernale? Di fronte a lei una scena apocalittica… la vasca da bagno precipitata nel salotto dopo aver sfondato il pavimento del bagno.

il rientro della mamma

Per i due ragazzini immersi nell’acqua è tempo di ritornare al presente. Ora hanno una nuova nemica con cui vedersela e, forse, farebbero bene ad averne paura!

Un libro sul potere dell’immaginazione che non si pone limiti e divieti. Un libro pieno di azione e di cose proibite, che per questo piace da matti ai bambini.

RISPARMI 2,08 €
Facciamo che. Ediz. illustrata
  • André Marios
  • Orecchio Acerbo
  • Copertina rigida: 40 pagine

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